Trasformazioni urbane e dibattito sul risanamento e il riuso del centro storico di Torino (1945-1990)
Luna Caparrua
Trasformazioni urbane e dibattito sul risanamento e il riuso del centro storico di Torino (1945-1990).
Rel. Mauro Volpiano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
La tesi si compone di quattro capitoli, organizzati in successione temporale, che raccontano la ricerca svolta in merito alle trasformazioni urbane della città di Torino a partire dal secondo dopoguerra agli anni novanta. Il punto di inizio come quello di arrivo del lavoro svolto sono stati scelti con cognizione di causa, infatti si è tentato partendo dalla ricostruzione che interessa la città nell'immediato dopoguerra di fornire un quadro preciso, per quanto non si ha la presunzione esso sia esaustivo, di quello che è il contesto in cui le più importanti trasformazioni urbane avvengono. Passando attraverso le vicende del piano di ricostruzione della città (1949), del piano regolatore generale di Rigotti (1959), dei piani di recupero, è sembrato che il piano regolatore redatto dallo studio Gregotti Associati nei primi anni novanta (l'ultimo per la città e forse in modo assoluto) potesse essere il naturale momento conclusivo del percorso di ricerca svolto..
La trattazione fa riferimento in modo particolare al centro storico della città, individuato come quella porzione di territorio amministrativo racchiuso dalla cerchia dei viali napoleonici. Si è cercato infatti di riportare i principali temi di dibattito riguardanti il centro storico con l'intento di chiarire i metodi proposti per la sua salvaguardia e di mettere in luce gli interventi volti al risanamento e al riuso delle strutture edilizie esistenti.
Alla lettura di testi monografici è stata affiancata la ricerca degli interventi più interessanti pubblicati negli atti dei convegni relativi ai temi trattati, di articoli pubblicati sulle riviste di settore (principalmente Urbanistica, Metron, Atti e Rassegna tecnica della società degli
settore (principalmente Urbanistica, Metron, Atti e Rassegna tecnica della società degli ingegneri e degli architetti di Torino) e degli articoli di cronaca cittadina redatti sul quotidiano La Stampa e su La Stampa Sera. Questa operazione ha senza dubbio arricchito il testo e ha permesso a chi scrive di entrare più strettamente in contatto con la realtà degli avvenimenti che vengono descritti, si è tentato così di comprendere il contesto storico, politico e culturale in cui le trasformazioni urbane avvengono. "
Il primo capitolo dal titolo "Torino nel secondo dopoguerra. Lo scenario che prelude il piano" racconta dei bombardamenti subiti dalla città indicando i danni recati agli edifici del centro storico. Mettendo in luce il dibattito sulle questioni di restauro e sul tema dei centri antichi si ricostruisce la situazione di emergenza che vive la città negli anni dell'immediato dopoguerra. Particolare attenzione viene infine posta alla descrizione degli interventi operati sul tessuto storico e alla necessità di operare scelte urbanistiche all'interno di una pianificazione generale che esige la redazione del suo strumento principale, quale è il piano regolatore.
Il capitolo dedicato a "I piani per Torino" chiarisce, in una prima parte, il campo d'azione e gli obiettivi affidati ai piani di ricostruzione che essendo provvedimenti di emergenza ne hanno tutte le caratteristiche e i limiti. A questo tipo di strumento è affidata la risoluzione di problemi circoscritti a ristretti ambiti del centro cittadino e legati principalmente ad interventi di ricostruzione. Vengono dunque raccontate le vicende che interessano l'attuazione del piano di ricostruzione di cinque zone di Torino per il quale si entra nel merito di alcune soluzioni progettuali previste per la città.
Una seconda parte ripercorre l'elaborazione e l'attuazione del piano regolatore generale del 1959, proponendo il dibattito del tempo in merito all'ideologia di piano e analizzandone le caratteristiche principali con particolare riferimento alle prescrizioni relative al centro storico della città.
L'ultima parte del capitolo è dedicata all'approfondimento delle dinamiche e delle problematiche (elaborazione dei piani particolareggiati, congestione del traffico e pedonalizzazione delle vie, risanamento del centro storico, ecc.) che coinvolgono la città all'indomani dell'approvazione del piano.
Il terzo capitolo riservato a "L'urbanistica per Torino" si apre facendo chiarezza sul dibattito, italiano e internazionale, che anima gli anni sessanta e settanta in materia di salvaguardia e conservazione dei centri storici. Raccontando della formazione dell'Ancsa, soffermandosi sui documenti prodotti durante i convegni dell'associazione e scaturiti da congressi del settore, si spiegano gli indirizzi generali in materia di restauro e riuso funzionale degli edifici e di risanamento e recupero urbano. Si mettono in luce l'importanza della pianificazione, del restauro ampliato a contesti urbani, dell'indagine storica volta a riconoscere l'identità della città. Proprio in questo momento nasce il concetto di centro storico inteso come bene economico, provvisto di un cospicuo patrimonio edilizio da recuperare attraverso la pratica
La seconda parte del capitolo è dedicata all'approfondimento del quadro legislativo italiano, infatti le prescrizioni di legge assumono un ruolo molto importante nella trasformazione della città, ne disciplinano le modificazioni e ne indirizzano gli interventi. Successivamente si analizza la politica urbanistica regionale e comunale trattando alcuni temi fondamentali per la città. Si affrontano i problemi relativi alla congestione dovuta al traffico del centro cittadino, all'emergenza delle abitazioni, alla carenza dei servizi pubblici, al malfunzionamento del sistema dei trasporti, ripercorrendo le soluzioni proposte dal quadro normativo e dall'amministrazione comunale. Passando infine per la descrizione del forte disagio sociale da cui è afflitta la città, si arriva a trattare dei piani di recupero e degli interventi di risanamento che interessano il centro storico.
il quarto ed ultimo capitolo, dedicato al nuovo piano regolatore di Torino firmato da Gregotti Associati, si apre con l'intento di chiarire l'ideologia che sta alla base dello strumento, le intenzioni con cui viene affrontato lo studio del piano; si tratta di una nuova concezione volta a trasformare la città costruita per dare soluzione ai problemi che la affliggono. Successivamente, si entra nel merito delle fasi di elaborazione del piano per poi approfondire gli obiettivi dello stesso che si assume la responsabilità di definire le strategie necessarie per la metropoli torinese, per il riassetto di tutto il costruito e per la tutela dell'ambiente naturale residuo escluso dall'edificazione. Particolare attenzione viene prestata alle prescrizioni presenti nel piano relativamente al centro storico; finalmente questa area viene definita univocamente da uno strumento urbanistico che ne studia la composizione a livello urbano, architettonico, sociale ed economico e ne disciplina le trasformazioni indicando i metodi operativi con cui intervenire.
In conclusione si è deciso di raccontare l'esperienza di ricerca condotta da alcuni docenti del Politecnico di Torino in convenzione con l'amministrazione comunale. Gli studi svolti hanno grandissima importanza, infatti indagando la struttura storica della città e mettendone in luce le caratteristiche si possono definire fondamento per l'attuazione di strategie di riuso, forniscono conoscenze e strumenti operativi per indirizzare le trasformazioni e concorrono nella definizione delle corrette scelte progettuali.
Relatori
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