Processo e progetto a Barriera di Milano : mappare le politiche pubbliche per trasformare la città
Silvia Camassa, Federica De Palma
Processo e progetto a Barriera di Milano : mappare le politiche pubbliche per trasformare la città.
Rel. Alessandro Armando, Marta Carla Bottero, Chiara Lucchini. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2015
Abstract
Che rapporto c’è tra sviluppo urbano e riuso temporaneo?
La tesi cerca di fornire una risposta a questa domanda. Il riuso temporaneo non è una pratica che si sviluppa in supplenza ad una situazione momentaneamente negativa, ma è una delle soluzioni con la quale lo sviluppo urbano deve misurarsi poiché la città è luogo di continue trasformazioni. Il disegno urbano dunque, deve confrontarsi con il cambiamento ed essere quanto più possibile plasmabile nel tempo. Per descrivere, analizzare e risolvere queste problematiche sono stati utilizzati due ordini metodologici differenti. Il primo, normativo-pianificatorio che determina gli usi e le finalità, ed il secondo, morfologico-tracciante che definisce le costruzioni e le azioni fisiche. Questo intreccio cognitivo si è tradotto nella tesi in un progetto.
A comporlo vi è una successione di fasi a loro volta scomponibili in singoli step che sono del tutto autonomi e con i quali non si intende dare una soluzione finale, ma affermare ciò che non sarebbe giusto Fare. Le diverse fasi seguono delle linee guida, senza porre limiti alla progettazione stessa, poiché le variazioni rispecchiano i possibili cambiamenti futuri.
E’ la costruzione di una grande storia che non ha un obiettivo già definito dall’inizio ma per ogni variabile che si presenta ne proietta uno diverso. L’obiettivo della tesi è di sostenere che la pianificazione e la progettazione non possono più attuarsi da una visione A ad una B secondo un percorso cronologico. Queste infatti sono condizionate da eventi e cambiamenti (sociali, economici, ecc.) che richiedono di avere una metodologia più flessibile. L'intento è quello di capire quali siano le conseguenze, le norme ed i paletti che muovono a partire da quelle trasformazioni.
Lo sviluppo di queste tematiche é stato applicato ad un'area di studio, per verificare, attraverso diversi punti di vista, i legami tra piani che intervengono sullo stesso territorio. Lo studio dei documenti ha condotto l’analisi a prenderne in esame principalmente cinque che nello specifico sono:
• Piano Strategico
• Torino città universitaria
• Urban Barriera
• Variante 200
• PRLI contratti di quartiere
Di ognuno sono stati individuati i principali attori, documenti ed anni . La prima fase è stata quella di spacchettare ogni singola politica pubblica con strumenti metodologici diversi alcuni dei quali già esistenti (Social Network, matrici cubiche, matrici coassiali).
Successivamente sono stati sovrapposti tutti i risultati ottenuti dei singoli piani così per valutarne l’ordine di complessità. Questa operazione è stata eseguita sia per quel che concerne la rete attoriale, sia per lo sviluppo temporale e infine per la rete, documentale.
Il passaggio successivo £ stato quello di mappare i Piani per poterne definire i confini, le sovrapposizione e le loro intersezioni.
L’esito ottenuto ha permesso di passare da una fase più statica legata all’analisi di documenti ad una più dinamica legata al progetto.
Per poter affrontare la fase progettuale è stata individuata l’area di maggior concentrazione dei cinque Piani ossia Scalo Vanchiglìa. Su di essa è stato costruito l’intreccio della storia basato su:
• condizioni iniziali
• regole approvate
• piani burocratici
• trasformazioni possibili
La scelta è stata quella di porci come decisori Fissando delle condizioni (statements) e analizzando i punti più sensibili dell’area.
primi, gli statements, sono il risultato del interpretazione di alcune possibili ricadute dei piani sul territorio. I punti fermi dai quali partire sono: Variante ZOO fornisce il tracciato stradale, la metropolitana non viene realizzata nell'immediato e le destinazioni d’uso sono fissate.
Mentre gli elementi rilevanti, che nel nostro caso sono: la fabbrica dismessa, il centro commerciale, ferrovia, presenza di fronte degradante e il fiume, sono utili per costruire un repertorio di casi di riferimento dai quali prendere spunto per le azioni di progetto da intraprendere.
Al fine di comprendere al meglio la situazione di partenza dell’area è stato opportuno utilizzare lo strumento dell'analisi Swot composta da quattro aspetti dimensionali differenti: fisico, territoriale, urbano ed ambientale.
Nel capitolo successivo è stato analizzato lo stato di fatto dell’area di progetto servendoci di strumenti formalizzati, quali PRG di Torino e Variante Strutturale n. 200, e di altri che lo sono meno poiché derivano da un esame soggettivo del contesto [sopralluogo).
Da questo punto in avanti si passa da un’analisi retrospettiva ad un’altra progettuale-proiettiva;
un passaggio da una fase descrittiva, analitica, storiografica ad una proiettiva. Quest’ultima si basa su delle ipotesi di progetti, suddivisi in step, che potrebbero susseguirsi e modificarsi nel tempo. Immaginando che la città si trasformi e volendo governare questi passaggi intermedi, la costruzione del progetto parte dall'analisi delle condizioni al contorno. Queste a loro volta forniscono indicazioni per generare le fasi successive.
Ogni fase si compone di uno studio morfologico , uno degli usi e la matrice coassiale. Questa distinzione è dichiaratamente voluta e cosciente; se la morfologia dipende esclusivamente da una volontà soggettiva, le destinazioni d’uso sono l'effetto dì effetti. I primi effetti sono forniti dalla matrice coassiale che è determinata a sua volta dai casi studio analizzati. I secondi, sono dovuti dall'incrocio tra gli elementi fisici, territoriali/ ambientali e gli impatti.
Tutte le fasi sono messe quantitativamente a confronto con il progetto Tomake dello Studio TRA che è l’unico progetto attualmente presente sull’area e che è l'unico ad essere sceso ad una scala di dettaglio maggiore.
Il tentativo è quello di generare una metodologia ibrida utile a studiare le politiche pubbliche e confrontarle con l’aspetto progettuale. Il modello che viene presentato all'interno della trattazione vuole proporsi come metodo generalizzabile in grado di trasformarsi a seconda delle condizioni del contesto in cui viene applicato. Proprio per questo motivo non vi è un finale concretamente progettuale ma viene indicata solo una delle possibili configurazioni realizzate attraverso l'utilizzo del metodo da noi proposto.
- Abstract in italiano (PDF, 57kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 56kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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