Introduzione
La presente tesi è il tentativo di dare risposta ad alcuni temi che oggi investono l’architettura contemporanea attraverso la riqualificazione di un edificio esistente, ovvero limitare l'uso del suolo vergine, l'utilizzo del patrimonio pubblico disponibile, la necessità di ottemperare ai bisogni abitativi profondamente condizionati dalla crisi economica che da anni investe il nostro paese, creare le condizioni affinché i luoghi e gli edifici diventino fattore di aggregazione e interscambio culturale, ma soprattutto fattori di identità comunitaria.
La spinta espansionistica che gli aggregati urbani hanno subito dal secondo dopoguerra in poi, unitamente all'abbandono delle aree agricole divenute sempre meno fattore di sviluppo economico, è sicuramente una delle motivazioni che determinano la fragilità del nostro territorio, testimoniata con cadenza costante da fenomeni dirompenti e distruttivi quali alluvioni, esondazioni, frane.
La necessità di porre rimedio a tali dissesti ormai frequenti in tutto il territorio nazionale, obbliga da un lato la società a definire come prioritaria l'opera di manutenzione e controllo del territorio attraverso la riprogrammazione delle opere pubbliche, dall'altra a interrompere le dinamiche che hanno portato a sottrarre terreni all'agricoltura optando per l'utilizzo delle aree urbane in disuso. E dunque una riqualificazione urbana centrata sul recupero del patrimonio esistente.
Una parte considerevole delle aree che dispongono delle caratteristiche infrastrutturali necessarie per essere considerate urbane è già disponibile come patrimonio pubblico; spesso tuttavia, tale patrimonio, anziché essere un punto di forza dell'urbanistica e dell'architettura dei manufatti esistenti, viene tralasciato e sottovalutato per cause e motivazioni molteplici: incapacità amministrativa delle P.A., scarsità delle risorse disponibili, sia economiche che culturali, carenza di piani territoriali di tutela e valorizzazione.
I profondi cambiamenti a cui è sottoposta la nostra società hanno generato esigenze abitative che non riescono a trovare risposta nel patrimonio edilizio di cui disponiamo ed obbligano a dover ripensare il modo di concepire l'abitare attraverso una metodologia che tenga in debita considerazione le attività odierne e gli sviluppi futuri possibili.
Queste considerazioni sono alla base della presente Tesi, che non ha la pretesa di essere una risposta univoca ai temi sopra esposti, ma si propone l'obiettivo di fornire un'ipotesi alternativa alla destinazione che l'attuale Amministrazione della Città di Orbassano intende attribuire alla ex scuola Leonardo da Vinci.