Qi Mu
Studio della tutela del paesaggio e giardino in Cina, basato sullo studio città-tempio.
Rel. Maria Adriana Giusti. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2015
Abstract
Introduzione
Background
“Guardando in ottone rispecchiano si può aggiustare il vestito. Guardando la storia si prevede il destino della nazione”, disse Tang Tai Zong .
Nel contesto della globalizzazione le città si espandono rapidamente, conseguentemente portano nuove energie allo sviluppo socio-economico e cambiano radicalmente la qualità della vita urbana e le caratteristiche delle città a causa delle ricostruzioni e degli abbellimenti. “La Crisi dell’Identità” è diventata un problema di scala globale. In molti paesi si fa ricostruzione ma si ignorano le condizioni naturali e i contesti storici culturali, danneggiando il tessuto urbano e l'identità locale. Le vie omogene, gli edifici senza caratteristiche emergono nelle città di oggi. In quest’occasione, si sta sviluppando l’importanza della “tutela”. I giardini invece sono le testimonianze eccezionali delle civiltà antiche che formano le culture e le storie di un luogo.
La Cina, oltre ad avere un esteso territorio e mille anni di storia basata sull’ agricoltura e sulle differenze geografiche e culturali tra varie regioni, ha conservato numerosi monumenti e tracce che riguardano il paesaggio e i giardini. Con il rafforzamento dell’urbanizzazione e dell’attività turistica promossa dal governo cinese, i giardini in Cina d’oggi stanno entrando in una fase dolorosa. Essendo un paese in via di sviluppo economico, sono emersi numerosi problemi della conservazione dei beni culturali e dello sviluppo ambientale. Questa ricerca principalmente si occupa dei problemi di conservazione dei giardini in Cina e in Italia, mettendo in evidenza un esempio di giardino tempio, cioè Mei Dai Zhao.
Osservando l’evoluzione della tutela del patrimonio culturale e storico in ambito internazionale, l’idea della tutela del patrimonio culturale partiva dal sito singolo per poi estendersi nell’ambiente. Nella Carta di Atene “la necessità di un’efficiente cooperazione internazionale quale mezzo per propiziare nei vari stati la soluzione dei molti e complessi problemi della salvaguardia del patrimonio artistico è stata avvertita” .
Successivamente sono state approvate carte e documenti dall’UNESCO ed ICOMOS. Nel 1964 la Carta Venezia ha sottolineato “La nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l'ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un'evoluzione significativa o di un avvenimento storico.” Nel 1981 è approvata Carta di Firenze che è stata per la prima volta chiarita la definizione del giardino storico e la salvaguardia dei giardini storici. In Cina invece, nel 2002 si è bandito Lo Standard per la Classificazione dello Spazio Verde Urbano (CJJ/T85-2002 ’, in cui si è definito il concetto dei giardini storici(Gi34), però le ricerche relative solitamente sono mirate sui singoli siti mancando l'integrità e la sistematicità , riportando meno attenzione sul “Suo contorno ambientale urbano o rurale, artificiale o naturale”. Con la tendenza internazionale e l'urbanizzazione rafforzata dal governo cinese oggi è ovviamente arrivato il momento non solo contrasto ma anche d'integrazione.
Basandoci sulle differenze delle esperienze della tutela, delle evoluzioni e delle legislazioni, cerchiamo di sfruttare i guadagni e le perdite di ogni aspetto della tutela dei giardini cinesi.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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