I beni culturali nella pianificazione locale : valori, profili normativi e prospettive di integrazione
Francesco Sinibaldi
I beni culturali nella pianificazione locale : valori, profili normativi e prospettive di integrazione.
Rel. Andrea Longhi, Carlo Alberto Barbieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2015
Abstract
Introduzione
La tesi nasce da una serie di riflessioni emerse durante il tirocinio curriculare svolto presso il Settore Cultura del Comune di Ivrea. L'attività di tirocinio è stata inserita all’interno di un più ampio quadro di politiche, interventi e proposte già messe in campo dal Comune di Ivrea, quale comune capofila di una partnership tra altri comuni dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea, associazioni e gruppi di interesse. Tra gli obiettivi, uno dei più importanti è quello di una valorizzazione territoriale non limitata ai confini comunali, bensì estesa a una porzione di territorio ben più ampia. Tale obiettivo, fortemente voluto dai soggetti coinvolti, è emerso anche in risposta al bando di finanziamento della Compagnia di San Paolo "Le risorse culturali e paesaggistiche del territorio: una valorizzazione a rete’’, il quale coinvolgendo il maggior numero di attori presenti sul territorio piemontese e valorizzando le risorse che il territorio offre vuole perseguire “uno sviluppo civile, culturale ed economico’’.
L'esperienza di tirocinio e le riflessioni emerse hanno confermato quanto, ad un primo momento, era solamente un’intuizione: ovvero che si riscontrano delle criticità nelle relazioni tra la valorizzazione in rete dei beni culturali e la pianificazione locale in cui, allo stato attuale, è difficile trovare una soluzione di integrazione del tema culturale a quello del governo del territorio. La problematica più importante emersa è la completa “autonomia’' dei progetti finanziati da bandi delle fondazioni private rispetto agli strumenti di Pianificazione territoriale tradizionali, così come concepiti dalla Legge Urbanistica Nazionale (Legge 17 Agosto 1942, n. l150) e sue successive modificazioni, nonché dalla normativa nazionale e regionale in materia paesaggistica e di governo del territorio. E proprio da questa criticità che prende avvio la tesi, che vuole indagare gli aspetti che legano la valorizzazione territoriale alla pianificazione locale ed ai suoi strumenti. L’obiettivo principale è fornire un’indicazione plausibile per integrare sempre più la valorizzazione dei beni culturali e la loro messa in rete con gli strumenti di governo del territorio.
Per giungere a questo obiettivo la tesi è stata suddivisa in tre parti: la prima riguarda un doveroso excursus sull’evoluzione dei concetti di monumento e di conservazione/salvaguardia e valorizzazione, nonché sui diversi significati che i termini di fatto hanno assunto nel corso del tempo, quale risultato della stratificazione di una serie di valori. Questa prima parte, analitico-teorica, proseguirà con un'analisi sulla normativa nazionale vigente in materia di beni culturali, che tiene conto anche delle norme internazionali, quali le convenzioni europee, per evidenziare quali sono gli strumenti che si posseggono, ad oggi, ai fini della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Tale passaggio normativo tiene anche conto, però, dell'evoluzione delle leggi che si sono occupate della tutela e della valorizzazione del patrimonio storico-artistico, culturale e naturale/paesaggistico. Dall’analisi del sistema normativo in materia di beni culturali e paesaggistici e della propria evoluzione, dunque, si proseguirà con l'approfondimento delle proposte di legge e dei tentativi di riforma che - dal punto di vista sia del governo del territorio, sia dei beni culturali - stanno emergendo negli anni più recenti. La tesi, dunque, approfondirà il dibattito in corso in Italia sul Governo del Territorio, e in modo particolare la necessità di una riforma della Legge urbanistica nazionale congiuntamente con il percorso di riordino degli enti locali, con l’abolizione delle province e l’istituzione delle città metropolitane, delineata dall’approvazione della Legge 7 aprile 2014, n.56 - ‘‘Legge Delrio”. Viene ribadito da più personalità competenti in materia, infatti, che la normativa urbanistica italiana sia sorpassata e frammentata, per cui è necessario ripensare profondamente il sistema gerarchico-verticale in un'ottica di co-pianificazione tra gli enti addetti, nonché superare la rigidezza e la conformità del vecchio piano regolatore ponendo la tripartizione dello stesso (Piano strutturale, Piano operativo e Regolamento urbanistico), in un’ottica di una maggiore flessibilità ed adattabilità alle singole situazioni, nonché coerenza con gli altri strumenti di Governo del Territorio. Inoltre, trattando di beni culturali, e soprattutto della loro messa in rete, non si può prescindere dalla trattazione del concetto di paesaggio e di come i beni storico-culturali si relazionino con esso. Purtroppo in Italia è presente da sempre una dicotomia amministrativa e culturale tra la tutela del paesaggio e il governo del territorio. Tale problema non può essere trattato a fondo in questa tesi per ragioni di coerenza con il tema trattato, ma ritengo necessario un breve accenno per capire le ragioni della scissione e del rapporto talora “antagonistico” che intercorre tra la tutela dei beni paesaggistici e culturali e la pianificazione locale. Sotto questo punto di vista la tesi vuole mettere in evidenza come una profonda integrazione tra la tutela dei beni culturali e del paesaggio e la pianificazione locale possa portare maggiori benefici all'interesse collettivo ed al bene comune.
La seconda parte della tesi verterà interamente sull’approfondimento del caso di studio, ovvero l'analisi del bando della Compagnia di San Paolo e del progetto vincitore proposto dalla partnership di istituzioni, con Ivrea quale comune capofila “Anfiteatro Morenico di Ivrea. Le pietre raccontano”. Da un primo momento di “inquadramento” del progetto, dunque, si passerà all’analisi puntuale degli interventi previsti in seguito alla predisposizione del progetto di riqualificazione e valorizzazione e agli strumenti urbanistici dei comuni sui quali territori ricadono gli interventi materiali previsti. Tale ulteriore analisi consentirà una finale valutazione di compatibilità degli interventi, tanto con gli obiettivi degli strumenti di pianificazione sovralocale, quanto con gli obiettivi e le rispettive normative degli strumenti urbanistici locali. Il passo conclusivo riguarderà un esempio applicativo, ossia l'intervento sull’area antistante la chiesa di Santo Stefano in Sessano nei comune di Chiaverano, per proporre una metodologia di integrazione del tema dei beni culturali, della loro tutela, valorizzazione e messa in rete con lo strumento urbanistico locale vigente.
Relatori
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