L'illuminazione di dimore storiche - Problematiche e soluzioni tecnologiche innovative per il Castello di Racconigi
Maria Cristina Pellegrino
L'illuminazione di dimore storiche - Problematiche e soluzioni tecnologiche innovative per il Castello di Racconigi.
Rel. Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
INTRODUZIONE
I più recenti programmo dell'UE riguardanti il tema della sostenibilità energetica e ambientale incentivano gli Stati membri ad attuare politiche di intervento e a sviluppare soluzioni tecnologiche finalizzate alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, nella consapevolezza che l’edilizia incide per circa il 40% sugli usi finali dell'energia e che,come ovvio, l'unico modo per ridurre l'uso delle risorse energetiche è intervenire su ciò che già esiste e che, per sua natura, è un bene durevole nel tempo.
In Italia una quota significativa di edifìci storici è costituita da beni immobili di interesse culturale, beni che richiedono un approccio progettuale particolarmente attento alle esigenze di conservazione e fruizione e che comportano un investimento difficilmente remunerativo. Oggi il rapporto fra restauro, impianti e fisica tecnica ambientale risulta ancora molto meno approfondito rispetto al restauro ed esigenze di accessibilità e opere di consolidamento strutturale; quest'ultimo infatti ha goduto, da un quarantennio a questa parte, d'un radicale ripensamento scientifico e metodologico che ne ha mutato gli orientamenti, traducendoli in una pratica, ormai diffusa, assai più rispettosa di quanto si facesse intorno alla metà del secolo scorso. Tali progressi hanno realizzato l'auspicio d'una vera “storicizzazione” delle operazioni tecniche, per ricondurle, trattando di restauro e di beni culturali, ad una ragione critica prima ancora che tecnica. Ciò ha permesso di concepire, senza cedimenti e danno della sicurezza dei monumenti, delle persone e dei beni in essi contenuti, opere di consolidamento innovative e proprie nella loro radicata storicità.
Nell'ambito parallelo del rapporto restauro-impianti si può invece rilevare un notevole ritardo sotto vari profili, compreso quello normativo, anche se ormai appare evidente come da qualche anno si sia avviato un processo di riconsiderazione e rifondazione disciplinare: prima con riferimento al tema degli impianti, nell'intento di ricondurlo entro l’alveo del restauro e dei suoi criteri di metodo; oggi con riferimento ad un uso efficiente dell'energia, al tema delle energie rinnovabili, alla sostenibilità e via dicendo. A tale proposito il concetto di miglioramento contrapposto al quello di adeguamento, elaborato nell'ambito del consolidamento strutturale, con ottimi esiti in favore dei beni culturali e della loro tutela, può ora finalmente essere applicato in modo analogo al tema impiantistico ed energetico.
La tutela è data dai dispositivi legali e amministrativi che la collettività ha approntato e riconosce propri, atti a salvaguardare l’incolumità fisica delle opere umane o naturali che siano, ma anche la loro persistenza sul territorio in cui ha sovranità lo Stato italiano. La tutela è questo e solo questo, per ciò esiste un Ministero, tecnico forse, ma principalmente leggibile nella sua struttura burocratico amministrativa. Altrimenti, se lo scopo fosse solo quello della conservazione e valorizzazione dei beni, potremmo ben avere esclusivamente ‘agenzie’ o ‘fondazioni’ dedite a tal fine: senza urf atto giuridico che lo definisca tale, lo Stato non riconosce come degni di tutela né manufatti, né siti, né paesaggi. La modifica del titolo V della Costituzione ha generato a cascata una serie di provvedimenti legislativi e di ordinamento, che hanno profondamente innovato contenuti e formulazioni della legge di tutela che, pur sancendo l’inevitabile principio ordinatore, che fa rimontare allo Stato (nelle sue estrinsecazioni tecniche e scientifiche)il ruolo di depositario dei valori culturali comuni della nazione, ha coinvolto, responsabilizzandole, le regioni e in mera funzione di appoggio gli enti territoriali: province e comuni. Manca ancora il quadro legislativo che strutturi la valorizzazione dei beni culturali non di proprietà statale, poiché quasi nessuna regione si è infatti data una regolamentazione che incanali l’attività di operatori privati e pubblici. L'inerzia delle regioni ha lasciato il campo ad iniziative di spessore quanto mai variabile: in pratica, l’inconsapevolezza della storia della tutela in Italia, ha vanificato l’organizzazione nazionale e persino locale degli investimenti, lasciando gli organici preposti alla gestione dei contesti museali di territorio che spesso mancano di una formazione ad ampio raggio in grado si adeguarsi ai livelli di competenza specifica settoriale degli altri paesi. Vero è che la cultura del restauro è presso di noi eccellente, ma è un vanto che prescinde dall’attività pregressa dello Stato, al controllo energico ed autorevole del suo personale tecnico scientifico e degli istituti centrali. Naturalmente il “restauro” comprende la valutazione dell'efficienza energetica del costruito storico, che può davvero essere considerato uno strumento di tutela: in primis perchè essa si traduce necessariamente in una più accurata e misurata progettazione delle necessarie provvidenze; in secundis perchè la menzionata “efficienza energetica” è, al tempo stesso, una componente essenziale della buona ed economica gestione degli edifìci storici, a tutto vantaggio della loro vitalità e godibilità. L'approccio alla progettazione impiantistica per il recupero e la rifunzionalizzazione di un edifìcio storico e monumentale richiede una particolare prudenza ed accuratezza delle funzioni e degli usi richiesti, evitando forzature sulla natura del manufatto architettonico ma, nello stesso tempo, coniugando il linguaggio architettonico con quello impiantistico moderno, attraverso la realizzazione di un progetto integrato.
Il seguente lavoro si concentrerà nel valutare gli interventi d'illuminazione presenti in edifìci di valore storico3, musei di se stessi o dediti ad altre funzioni, la cui conservazione necessita di particolari esigenze di conservazione per gli arredi, le opere d'arte, gli stucchi e ogni materiale facilmente deperibile, oltre a coniugare le esigenze di fruizione, le esigenze di gestione e naturalmente le esigenze di sicurezza.
Il ruolo della luce e le soluzioni illuminotecniche negli spazi dei luoghi deputati all'esposizione e alla fruizione dell'arte, siano essi un ambiente, un luogo, un contenitore di opere ed oggetto, ancora e oggi sempre più, evento temporaneo e mobile, è un tema affascinante e di grande attualità. La luce infatti accompagna e denota la “rivoluzione” , nata alla fine degli anni Settanta, dove l'impiego della medesima intendeva demistificare la “sacralità” di alcuni Musei ed Edifici Storici, rendendoli più accessibili e godibili da ogni utenza. Dagli anni Ottanta in poi, emergono spazi nuovi e fruizioni diverse, che sono supportate dalle innovazioni illuminotecniche, e soprattutto, si affaccia un nuovo tipo di visitatore, un “turista della cultura” più che l'amatore tradizionale del Bello e della Storia, attirato dalla grande mostra, dal grande nome, catturato dal tamtam della comunicazione abilmente orchestrata da uffici stampa e mass media. Un visitatore da accogliere, guidare, meravigliare, in alcuni casi affascinare come al cinema o a teatro. Ed ecco il ruolo della luce, pensata in funzione degli spazi, degli oggetti, degli obbiettivi da raggiungere. Una luce diffusa, proiettata, incanalata, fìssa o in movimento, che nasce insieme al progetto architettonico e di interior, prodotta mediante apparecchi illuminati quasi sempre creati ad hoc dagli stessi architetti e caratterizzati dalla flessibilità d'uso.
La luce come elemento essenziale per la visione e l'emozione, poiché, come affermava Amnon Barzel, già direttore del Museo d'arte contemporanea a Berlino, “Quello della luce è uno spazio di poesia, un intervallo di spiritualità all'interno di una società improntata essenzialmente su valori economici. La luce quindi è un elemento importantissimo perchè consente di creare ambienti emozionali, pensati in funzione di un comportamento, della psicologia e delle percezioni di una persona”.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
