Il XVI quartiere IACP di Umberto Cuzzi a Torino (1928-1930) - Architettura e tecnologia
Giulia Panero
Il XVI quartiere IACP di Umberto Cuzzi a Torino (1928-1930) - Architettura e tecnologia.
Rel. Maria Barelli. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
La tesi propone un'indagine quanto più possibile approfondita del XVI Quartiere IACP "Vittorio Veneto" di Torino, riservando particolare attenzione all'analisi degli aspetti tecnologici che lo compongono. L'analisi fin qui condotta è partita da un interesse personale nei confronti di questo manufatto architettonico, vicino alla mia esperienza lavorativa all'interno dell'ATC e, più particolarmente, alla mia vita all’interno della Borgata Vittoria. Nonostante le difficoltà riscontrate nel reperire il materiale, molti sono stati gli spunti fornitimi da enti pubblici e privati, quali la Circoscrizione 5, l'associazione Casematte, preziosissima anche per un approfondimento più prettamente sociologico sulla vita di quartiere e sulle dinamiche sociali all'interno del complesso residenziale del XVI Quartiere IACP, e l'ATC la quale, anche se con molte difficoltà, ha contribuito al reperimento di materiale inerente al PRU di corso Grosseto del 2000..
Il progetto realizzato dall'architetto istriano si configura come un segno sul territorio indelebile ancora oggi, che condiziona la vita all'interno del quartiere per gli inquilini, in primis, e per gli abitanti della zona: nonostante i lavori compiuti durante il PRU di corso Grosseto del 2000 e le iniziative che tutt'oggi sono attive all'interno del quartiere, molto è ancora da fare in modo tale da garantire una permeabilità al complesso e, al contrario, di evitare un fenomeno di "ghettizzazione".
Il tema dell'edilizia sociale è stato fin dalla fine dell'Ottocento prioritario nell'agenda pubblica per rispondere alla mancanza di un alloggio dei ceti meno abbienti e più disagiati. Con il passar degli anni gli interventi di edilizia sociale sono mutati in base ai cambiamenti del panorama italiano politico, socio-economico, demografico, architettonico-urbanistico, ecc. Si è così passati dall'edilizia residenziale pubblica all'edilizia residenziale sociale includendo più risorse e attori sia pubblici che privati e rispondendo ad una domanda sempre più frammentata e bisognosa.
La conformazione tipologica la composizione progettuale di questo complesso residenziale hanno fatto sì che oggi ci si trovi davanti ad un'architettura di valore storico e culturale, così riconosciuta anche nell'ambito della legge, all'interno del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio".
Nella prima parte della tesi il tema dell'edilizia economico-popolare è stato inquadrato in modo generale, analizzando quali siano state le basi gettate tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento per la progettazione delle case popolari. La pubblicistica dei primi decenni del Novecento esprime in maniera esaustiva il dibattito in corso sull'edilizia popolare; per analizzarla in maniera quanto più completa, ci si è avvalsi del supporto di riviste igieniste e di architettura (L'Architettura Italiana, La Casa, Torino) e dei manuali relativi ai modelli tipologici preferibili (case monofamiliari, case in linea, stecche residenziali, etc.), in relazione a determinate situazioni economiche ed ambientali ed alle scelte dei materiali e delle tecnologie costruttive. Un capitolo è stato, inoltre, dedicato alla ricostruzione del quadro normativo che si riferisce all'intero territorio italiano e che ha portato alla fondazione degli Istituti Autonomi per le Case Popolari. Proprio dallo IACP della Provincia di Torino parte l'analisi svolta nel capitolo successivo, all'interno del quale si comprende una ricerca condotta sull'ente torinese, differenziando due diversi periodi d'intervento e mettendo in evidenza, attraverso una schedatura, i quartieri popolari realizzati e le caratteristiche ricorrenti aH'interno della progettazione degli stessi. Su quest'ultimo aspetto si può riscontrare un aspetto di continuità nelle scelte tecnologico-costruttive: l'evoluzione delle tecnico e dell'uso dei materiali, infatti, rimase ancora per molto tempo legata a posizioni conservatrici.
Nel capitolo successivo è stato analizzato il progetto per il XVI Quartiere IACP a partire dallo studio della figura di Umberto Cuzzi, progettista del complesso residenziale, approfondendo la sua formazione e la sua attività progettuale, attraverso una schedatura delle opere principali. Obiettivo di questa sezione è quello di inserire il progetto del XVI Quartiere in un quadro più ampio, legato all'impostazione progettuale dell'architetto istriano. Accanto a questo si è reso necessario introdurre uno studio legato alla zona nel quale il complesso sorge, Borgata Vittoria, attraverso delle mappe tematiche che mostrano la storia dell'edificazione del quartiere, per poi affrontare più analiticamente, suddividendolo nelle sue parti principali (palazzine, piscina e asilo), il progetto del XVI Quartiere dal punto di vista architettonico.
L'argomento cardine dello sviluppo della tesi che lega tutti gli argomenti affrontati riguarda i materiali e le tecnologie costruttive analizzate: in questa sezione si sono individuate analogie con i complessi economico-popolari coevi, non solo torinesi, in modo tale da cercare di comprendere eventuali motivazioni ed influenze che spinsero il progettista ad utilizzare questo tipo di tecnologia costruttiva nella progettazione del XVI Quartiere IACP.
Infine, il lavoro si conclude analizzando le prospettive future del XVI Quartiere, includendo i lavori già svolti durante il PRU e il PARS del 1999 e quelli in corso, cercando di capire quali possano essere gli interventi da compiersi, sia a livello architettonico che di integrazione della comunità, affinché questo complesso non risulti isolato dal resto del quartiere, ma che diventi effettivamente parte di esso, come manufatto di grande interesse storico e, eventualmente, come parte attiva della comunità, attraverso l'attivazione di servizi pubblici all'interno di esso.
Relatori
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