Le logge mercantili e il loro spazio all'interno delle città - Il caso studio della Lonja de mercaderes de Valencia
Cecilia Lanino
Le logge mercantili e il loro spazio all'interno delle città - Il caso studio della Lonja de mercaderes de Valencia.
Rel. Cristina Cuneo, Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2015
Abstract
L'oggetto di questa tesi di Laurea Magistrale si concentra sulla configurazione fisica degli spazi di mercato in alcune città europee, comparando in particolare due realtà, quella italiana e quella spagnola, durante l'età moderna. Il caso studio preso in esame è quello della Lonja de Mercaderes di Valencia, chiamata anche Lonja de la Seda, simbolo della potenza mercantile della città dal XV secolo, edificio dichiarato Monumento storico artistico Nazionale nel 1931, Monumento Patrimonio dell'Umanità nel 1996 da parte dell'UNESCO e considerato come il più significativo esempio del periodo gotico civile europeo.
La scelta del tema ed, in particolare, del caso studio da affrontare, sono stati frutto di una esperienza di un anno presso la Universität Politècnica de Valencia nella Escuela Técnica Superior de Ingeniería de la Edificación, che mi ha permesso di entrare in contatto in maniera più attenta e approfondita con la città stessa, la terza più grande di Spagna dopo Madrid e Barcellona e una delle principali piazze commerciali e mercantili del Mediterraneo, e, più nel dettaglio, con l'edificio della Lonja, uno dei più caratteristici e simbolici della città, fino a quando la moderna Ciudad de las Artes y de la Ciencias di Santiago Calatrava non catturò l'attenzione su se stessa.
Il tema è stato maturato da un interesse incentrato essenzialmente su come, in particolare tra il XV e il XVII secolo, in gran parte d'Europa e, nel caso più specifico, in alcune città italiane e spagnole, le trasformazioni delle aree destinate agli scambi di merci e denaro fossero state tali da modificarne sensibilmente il rapporto con l'intero agglomerato urbano, sottolineando la grande volontà e le strategie tese a riproporne la forma, la posizione e la geografia di luoghi pubblici e di frequentazione collettiva.
La storia sociale ed economica ha toccato spesso questioni attinenti ai luoghi mercantili, ma quello che si è un po' trascurato è come e quanto questi luoghi abbiano influenzato e trasformato il disegno della città, l'andamento delle piazze e delle strade, i caratteri degli edifici di deposito o l'architettura dei portici delle piazze, manifestando chiaramente quanto gli spazi e la loro articolazione fossero strettamente connessi all'intensità e alla qualità degli scambi. I luoghi di mercato, in gran parte molto antichi, continuarono per secoli ad assolvere alle loro funzioni ma, tra la metà del Quattrocento e i primi del Seicento, il loro assetto venne modificandosi: la regolarità, la distribuzione, l'uniformità, la geometria diventarono categorie di progetto e gli interventi di riforma andarono via via diffondendosi.
Nell'arco di duecento anni, nelle maggiori città europee, intere aree vennero ridisegnate e ripensate con nuovi edifici tramite opere di demolizione e abbellimento: Valencia ne è uno dei casi più antichi e emblematici.
Dalla storiografia più o meno recente si è potuto analizzare come una delle categorie più utilizzate per definire la qualità urbana di una città di antico regime fu da sempre la presenza e la dimensione del suo "mercato": è ben noto che nell'Europa dei grandi mutamenti politici aumentò il numero delle città che, dopo essere state a lungo importanti centri di distribuzione e amministrazione della ricchezza, videro aprirsi borse e banche di un certo rilievo, confermando la propria vitalità economica e commerciale nel tempo3. Studiare il processo di sviluppo degli spazi d'uso collettivo in queste città implica una serie di considerazioni comparate circa le relazioni che in esse e tra esse si stabiliscono a livello di istituzioni e modi della configurazione urbana. Ogni caso-città, in particolare in Europa, sviluppò una storia individuale, ma molti furono i tratti comuni tra le cause e gli effetti di temi analoghi in un panorama mercantile in via di sviluppo, come l'ubicazione del mercato nella città, la volontà di dare una forma regolare e geometrica alle piazze e alle strade mercantili, l'aspetto dei manufatti più importanti; tutti temi comuni ma articolati secondo ragioni e cause differenti.
In particolare, tra Quattrocento e Cinquecento, le metropoli organizzate sulle vie di comunicazione per mare, conobbero uno sviluppo straordinario. Per la Comunidad Valenciana, la regione di cui Valencia è capoluogo, ad esempio, il mar Mediterraneo come via di comunicazione, come fonte di pericolo e di opportunità allo stesso tempo, è sempre stato un elemento decisivo nella configurazione degli spazi terresti vicini alla costa, delle persone che li abitano e rappresenta il passato, il presente e il futuro della società e del territorio di cui oggi fa parte questa regione e comunità. Infatti gli scambi commerciali nel Mediterraneo attraverso i secoli e l'importanza che ebbe il litorale valenciano, in particolare nel suo pieno splendore come potenza commerciale e marittima, attribuirono a Valencia legittimamente il titolo di maggior centro commerciale del Mediterraneo Occidentale.
Per la città di Valencia, e per i suoi abitanti, la conoscenza e la consapevolezza del proprio passato non è mai stato solo un piacere intellettuale ma soprattutto un'esigenza per l'avanzamento e la progressione verso il futuro; ed è per questa grande identità e attaccamento alla propria storia, che, cercando di esaltarne sempre i propri punti di forza, ancora oggi, entrando nel magnifico e maestoso edificio della Lonja de Mercaderes, nonostante le trasformazioni subite causate del cambiamento della mentalità e della tecnologia mercantile nel tempo, si può respirare la grande dedizione all'attività commerciale e il carattere storico della città.
Anche l'Italia spicca tra le potenze mercantili dell'età moderna, soprattutto con porti di importanza europea quali Venezia, Genova e Ancona, e, dato il mio interesse per la cultura spagnola in questo ambito, e la mia grande curiosità anche nei confronti del caso.
Relatori
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