Piazze d’acqua : contenimento dei deflussi meteorici e rigenerazione urbana : una proposta per Torino
Chiara Ruvolo
Piazze d’acqua : contenimento dei deflussi meteorici e rigenerazione urbana : una proposta per Torino.
Rel. Alessandro Mazzotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
La tesi affronta principalmente il tema dei dilavamenti meteorici in ambito urbano, attraverso sistemi per il contenimento e lo stoccaggio dell'acqua piovana che diventano occasioni di qualità formale degli spazi aperti: si fa riferimento alle "piazze d'acqua”, una recente tecnologia ideata e sviluppatasi nell’area urbana della città di Rotterdam. Consapevole del fatto che territorialmente i Paesi Bassi presentano caratteristiche geomorfologiche particolari, che quindi contribuiscono al verificarsi di problemi quali esondazioni, allagamenti o straripamento del sistema fognario, credo sia opportuno studiare ed analizzare questa tecnologia, ancora fortemente radicata al territorio olandese, poiché sono sempre più frequenti in diverse città, problematiche relative ad eventi atmosferici legati a precipitazioni di forte entità.
Le città rappresentano infatti il luogo dove avvengono, per antonomasia, le maggiori trasformazioni in termini di uso del suolo e dello sfruttamento delle risorse naturali. Ciononostante il rapporto acqua-città non ha parallelamente subito, nei decenni più recenti, un’evoluzione in grado di dare efficaci risposte a problemi ed esigenze che emergono in modo sempre più evidente, anche alla luce degli effetti indotti delle recenti variazioni climatiche. Le città rappresentano pertanto degli importanti snodi nella struttura del territorio che tendono ad indurre pesanti squilibri nei cicli che regolano il naturale rigenerarsi della risorsa idrica, effetti che devono essere affrontati attraverso un approccio multidisciplinare che ponga la tutela del ambiente e del territorio al centro della strategia gestionale.
Da diversi anni anche a livello internazionale, tramite la Direttiva Quadro sulle Acque, è stata infatti riconosciuta l’importanza di applicare un approccio “integrato” alla gestione delle acque, in grado di contemplare simultaneamente, alla scala più appropriata, problematiche e settori differenti. La corretta gestione delle acque metéoriche di dilavamento, ricopre un aspetto fondamentale sia per la limitazione dei fenomeni di esondazione, sia per la riduzione degli impatti inquinanti sui corpi idrici ricettori. Tale problematica deve, quindi, essere attentamente considerata nella pianificazione urbanistica e nella progettazione dei sistemi fognari e degli impianti di depurazione delle acque reflue urbane. Questo ultimo aspetto è particolarmente rilevante nelle aree di espansione che utilizzano sistemi fognari esistenti dimensionati senza tener conto dei nuovi apporti.
Anche nel nostro paese sussistono problematiche legate agli esuberi d’acqua nei sistemi fognari ed in particolare in Italia la maggior parte delle reti fognarie è di tipo unitario il che comporta l’inevitabile riverso nel medesimo collettore dell’intera portata d’acqua meteorica ricaduta. Questo sistema non solo potrebbe causare danni legati agli esuberi d’acqua in un sistema progettato per contenere una portata inferiore ma anche, problematiche legate all’inquinamento dei canali ricettori nei quali, durante casi di emergenza, viene rigettata tutta l’acqua raccolta senza che questa subisca i necessari trattamenti di depurazione. Infatti gli impianti di depurazione progettati spesso non sono calibrati per far fronte, durante fenomeni temporaleschi di forte intensità, a portate d’acqua eccessive ed improvvise.
Al fine di proporre eventuali migliorie, in sède di pianificazione urbanistica bisognerebbe privilegiare, ove possibile, le soluzioni volte a ridurre “a monte” le portate meteoriche circolanti nelle reti di drenaggio, prevedendo una raccolta separata delle acque meteoriche e il loro smaltimento in loco tramite sistemi di infiltrazione nel suolo. Invece, in sede di progettazione di sistemi fognari in aree di ampliamento ed espansione, bisognerebbe garantire la compatibilità idraulica nei ricettori (sistema fognario pubblico o corpo idrico) e per perseguire questo obiettivo, sempre più spesso, è necessaria l’adozione di invasi.
Concludendo, nel testo verranno quindi analizzati limiti e potenzialità di particolari tipologie di invasi quali le piazze d’acqua. Questo diverrà pertanto occasione di studio anche del contesto urbano torinese e soprattutto del suo sistema fognario duale. Infatti dopo averne studiato l’applicazione nel contesto urbano di Rotterdam si è pensato alla possibilità, adattandone il concetto, di caratterizzare una specifica area urbana torinese. La proposta applicativa che si vuole qui descrivere è volta alla valorizzazione formale di un’area torinese soggetta, ormai da anni, da piani di rigenero e riqualificazione. Si è cercato pertanto di presentare una proposta alternativa che risponda positivamente alle richieste supportate dalle varianti urbanistiche in atto nella città ma, al tempo stesso, dì intervenire fornendo un’idea progettuale preventiva capace anche di stimolare ed attirare l’attenzione su un importante tema come quello del rapporto che intercorre tra l’elemento acqua e le città.
- Abstract in italiano (PDF, 730kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 638kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
