Massimo Zampieri
La rigenerazione dell'East End London 2012 olympics : il caso di Hackney Wick & Fish Island.
Rel. Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
In questa tesi viene trattato il processo di rigenerazione di una vasta porzione di territorio ad est della città di Londra. Tale processo, iniziato verso il 2005, viene avviato in concomitanza con la realizzazione delle strutture per lo svolgimento dei Giochi Olimpici del 2012, e incorpora sia la strategia dello sviluppo della città verso est, sia il programma di gestione della legacy del grande evento. Negli interstizi temporali del processo di pianificazione - in un ex-quartiere industriale (Hackney Wick) in stretta vicinanza con il futuro Parco Olimpico - una sempre crescente concentrazione di collettivi informali e creativi avviano una serie di iniziative per il recupero e la riqualificazione dei vecchi magazzini. Questo fenomeno ha portato a diventare Hackney Wick un luogo di riferimento per la produzione creativa e culturale. Il suo destino, tuttavia, viene messo in discussione dagli indirizzi strategici della pianificazione istituzionale per un rinnovamento più incentrato sulla forma fisica dello spazio. Operazione che rischia di semplificarne eccessivamente la diversità, e privarlo di quell'atmosfera unica e imprevedibile costruita spontaneamente dai collettivi informali e dalla cittadinanza attiva.
Oltre la descrizione del processo di rigenerazione in tutte le sue sfaccettature, il fenomeno di costruzione della città dal basso, avuto Luogo negli spazi temporali lasciati vuoti dal processo di pianificazione, ha condotto ad una riflessione su alcuni aspetti che caratterizzano i recenti cambiamenti nella città contemporanea. Quest'ultima, infatti, vive e si sviluppa in diretta relazione con i cambiamenti riconducibili al fenomeno della globalizzazione. In una condizione di interdipendenza della città con una dimensione competitiva e globale di sviluppo, che si traduce in grandi interventi urbanistici di trasformazione dello spazio urbano, e di fronte ad una manifestazione di cittadinanza attiva nel partecipare alle trasformazioni dello stesso spazio, le domande sulle quali questa tesi vuole riflettere sono:
Quale connotazioni assume lo ‘spazio’? Quale senso di 'urbanità' permea dall'esperienza vissuta della città? Come si esprime il diritto dei cittadini alla trasformazione dello spazio urbano?
L’obiettivo principale, attraverso la descrizione del processo di rigenerazione dell’East End londinese, è quello di manifestare la necessità di una riflessione su queste nozioni, e di proporne una lettura inquadrata nel contesto di tale processo. Inoltre, si intende focalizzare l’attenzione su alcune tematiche connesse, non secondarie in termini di importanza, che riguardano: la capacità degli attori informali, attraverso un ruolo di cittadinanza attiva, di incidere positivamente sull’agenda della pianificazione, e quindi, la necessità di considerare nuove prospettive di approccio alla pianificazione della città.
L’avvicinamento alle tematiche trattate si muove sostanzialmente fra due discipline: la sociologia e
l'urbanistica. I riferimenti teorici alla base delle riflessioni proposte, trovano ampio spazio nello studio delle scienze sociali e urbanistiche contemporanee.
Nell’interpretazione del contesto, è determinante lo studio analitico della città globale sviluppato dalla sociologa ed economista statunitense Saskia Sassen. La sua opera, "Città Globali: New York, Londra, Tokyo" (1997), ha avuto un rilevante impatto su diverse discipline, lasciando un segno indelebile sul campo emergente degli studi sulla globalizzazione. La teorizzazione delle trasformazioni dell'economia globale, nello specifico nella loro dimensione socio-spaziale,
costituiscono il punto di partenza del percorso di questa tesi. Lo studio delle nozioni di ‘spazio’, ‘urbanità’ e ’diritto alla città’ attinge a teorie che hanno contribuito a costruire una prospettiva architettonica dei fenomeni sociali urbani sempre più diffusa negli studi sulla città contemporanea. L'aspetto della temporaneità nei sistemi urbani, come dinamica che rivela differenti scale spaziali e networks, di attori ed aitanti, viene ampiamente argomentata dal sociologo francese Bruno Latour e dal ricercatore svedese Mattias Kàrrholm. Quest’ultimo si concentra sugli aspetti teorici e concettuali della territorializzazione dello spazio, degli usi dello spazio pubblico e sugli aspetti spazio-temporali della pianificazione. Nella riflessione sul concetto di ‘spazio’ e della sua produzione è stato determinante il riferimento a Henri Lefebvre, il quale ha sviluppato altresì uno studio approfondito sulla ‘cittadinanza’ e il ‘diritto alla città’. A completare le fonti su queste nozioni si è fatto riferimento agli studi di David Harvey e Leonie Sandercock.
La ricerca prende avvio da un’esperienza di tirocinio svolta presso un’organizzazione non-profit/studio di architettura dell’East-End londinese, nel borough di Hackney. "public works” , lo studio ospitante, sviluppa un progetto (R-Urban Wick) che si propone di sostenere, alimentare e ‘formalizzare’ il processo di riappropriazione e rigenerazione di Hackney Wick. Le iniziative di "public works" consistono in un approccio innovativo alla pianificazione e all’architettura in cui la rigenerazione urbana è un processo sostenibile di costruzione dello spazio da parte dei suoi stessi utilizzatori. L’obiettivo del progetto è quello di attingere dalla creatività e vivacità dei collettivi informali e della cittadinanza attiva per creare un network di pratiche sostenibili incentrate sul riuso dei materiali e degli spazi vacanti, e sullo scambio e la condivisione di tali pratiche. Tutte le informazioni raccolte e l'esperienza condotta nel corso del tirocinio, costituiscono il punto di partenza di questa ricerca.
La città globale, Londra nello specifico, e i fenomeni che ne caratterizzano la struttura economica, spaziale e sociale, costituiscono la prima 'cornice' della ricerca. In una lettura più ravvicinata l'analisi viene inquadrata nel processo di rigenerazione dell’East End e nell’intervento di riqualificazione iniziato attraverso le Olimpiadi del 2012. Lo stadio finale di approfondimento si snoda attraverso la vicenda di rigenerazione dello spazio urbano, da parte di attori informali. Nel primo capitolo troverà spazio un'opportuna contestualizzazione dei caratteri e delle dinamiche socio-spaziali della città globale. Il focus verrà quindi centrato sui diversi aspetti della vicenda di rigenerazione urbana dell’East End, sia nella sua dimensione istituzionale sia in quella informale. Nel secondo capitolo verranno introdotti gli strumenti e gli obiettivi della pianificazione inglese e le modalità d'azione delle autorità di pianificazione nel processo di rigenerazione. Verranno quindi affrontati i principali conflitti che hanno avuto luogo tra le comunità locali e le istituzioni. Nel capitolo successivo, avvicinando progressivamente l’attenzione al caso di Hackney Wick, si cercherà di descriverne il percorso di costruzione e strutturazione dei networks sottostanti al processo di rigenerazione dal basso. Verrà, in seguito, dedicato uno spazio al progetto che ho seguito nel corso del tirocinio, e all’approccio di "public works”: tale questione sarà trattata attraverso l'argomentazione di un’intervista semi-strutturata al team di lavoro. In questa intervista emergono quelli che saranno i contenuti della parte conclusiva. Nel quarto capitolo verranno, infatti, argomentate le nozioni 'spazio’, ‘urbanità’ e 'diritto alla città’ e si cercherà di proporre una riflessione su un rinnovato approccio alla pianificazione e sul ruolo del governo del territorio nella città globale. Infine, si cercherà di concludere questo percorso mettendo in evidenza i risultati più rilevanti emersi dalla trattazione del caso di Hackney Wick e dalle riflessioni argomentate attraverso la letteratura.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
