Archicoltura : punti di incontro tra il progetto architettonico e lo sviluppo rurale nel Roero attraverso i fondi europei
Arianna Marocco, Lorenzo Lepora
Archicoltura : punti di incontro tra il progetto architettonico e lo sviluppo rurale nel Roero attraverso i fondi europei.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Il territorio italiano da sempre si contraddistingue per le sue eccellenze di vario genere, ambienti intensivi che in poco spazio riescono a essere unici al mondo con caratteristiche inimitabili che lo portano a essere un'eccellenza globale; una di queste si ritrova in Piemonte nelle province di Cuneo, Alessandria ed Asti dove il territorio vitivinicolo, la sua storia e la sua cultura, sono state recentemente riconosciute non solo come unicità ma come un bene da tutelare e considerare Patrimonio dell'Umanità da parte dell'Unesco (2014).
Il territorio quindi da sempre sfruttato dall'uomo si lega a quest'ultimo in un ambito di multidisciplinarità che sin dalle origini ha sostentato l'uomo attraverso lo sfruttamento della terra nell'ambito agricolo e nella produzione del cibo e nell'utilizzo del suolo per le diverse forme insediative. L'evoluzione e l'innovazione negli anni hanno portato a un diverso sfruttamento delle risorse territoriali, trascurando il valore e l'importanza della terra essendo orientati su altre economie e forme di sviluppo della società. Oggi però la condizione sociale e economica in cui ci si trova hanno portato a un ritorno alla ruralità, ridando un valore primario alla terra. Nasce una nuova consapevolezza per quanto riguarda la scelta del prodotto "cibo" legato al suo contesto territoriale; un significato profondo che va oltre il termine cibo unendo questa parola alla conoscenza e alla storia del prodotto "la gente ha ormai acquisito una diffusa consapevolezza del cibo, ne ha conoscenza e cultura. Mangiare bene non è solo più un vezzo ma un valore". L'attenzione del consumatore verso un'alimentazione sana è sempre più oggi un aspetto fondamentale che non si limita alla realtà "della tavola", del mangiare "bene" ma è un aspetto che viene sempre più considerato anche a livello di politica comunitaria per incentivare un'alimentazione varia, completa, salutare. La cultura del cibo, la conoscenza del prodotto e della terra di origine fanno sì che le colture debbano essere coltivate con sempre maggiore attenzione e cura non solo per il prodotto in sé ma anche per i modi, i luoghi (produzione a km0) e le tecniche con le quali si produce. Nelle conclusioni del libro "Buono, pulito e giusto" del 2005, Carlo Petrini scriveva: Sono un gastronomo. [...] mi piace conoscere la storia di un alimento e del luogo da cui proviene, mi piace immaginare le mani di chi l'ha coltivato, trasportato, manipolato, cucinato, prima che mi venisse servito. Vorrei che il cibo che consumo non privi di cibo altri nel mondo. Mi piacciono i contadini, il loro modo di vivere la terra e di saper apprezzare il buono. Il buono è di tutti; il piacere è di tutti, poiché è nella natura umana. [...] sono un gastronomo, e se vi vien da sorridere, sappiate che non è semplice esserlo. È complesso, perché la gastronomia, considerata una Cenerentola nel mondo del sapere, è invece una scienza vera, che può aprire gli occhi. E in questo mondo d'oggi è molto difficile mangiare bene, ovvero come la gastronomia comanderebbe. Ma c'è futuro, sempre, se il gastronomo avrà fame di cambiamento.
Una "dichiarazione spontanea" nella quale Carlo Petrini, il padre di Slow Food, sostiene che "Buono, pulito e giusto" non sia un dogma ma un'aspirazione a cui devono tendere i contadini, i cuochi, i produttori e i cittadini.
Proprio il legare profondamente in senso biunivoco il settore agricolo con lo sviluppo di un intero territorio ha dato nuovi spunti e inaspettate potenzialità, che hanno portato a un mutamento sociale e culturale che ruota intorno all'agricoltura. In questi anni di profonda crisi economica, che ha colpito l'Europa, sono nate correnti di pensiero legate ad un ritorno alla terra, come alternativa sociale ed economica.
Secondo le statistiche Istat si registra infatti nel settore agricolo un incremento nella produzione che si esprime in un aumento del PIL pari al 1,1 % quando invece industria e servizio registrano rispettivamente valori di PIL negativi del -5,8% e -1,1%. In questo scenario le nuove aziende agricole, guidate da giovani sotto i 35 anni registrano un aumento del 4 % in Italia nell'ultimo anno. Questo dato è indice di un cambio di tendenza considerato che molti di questi hanno una laurea oltre il 30% o licenza superiore oltre il 70%3.
In questa nuova stagione in cui il settore agroalimentare sembra aver acquistato nuova linfa, strutturandosi attraverso nuovi caratteri che lo connettono strettamente a questioni legate al turismo culturale ed enogastronomico, alla sostenibilità ambientale, al paesaggio, alle specificità territoriali, ma anche alla sua natura produttiva all'interno di un sistema locale, ci si domanda quali siano le chiavi di accesso per il progetto d'architettura.
Può essere recuperato un virtuoso rapporto tra architettura e agricoltura, attraverso l'individuazione di nuovi temi per il progetto?
Per dar risposta a queste domande si propone qui un percorso di ricerca che tenta, nella prima parte della tesi, di individuare i nuovi caratteri di competitività del comparto agroalimentare di questi ultimi anni; una competitività che si contraddistingue non più per la quantità e l'efficienza del produrre, ma per una multifunzionalità di produzioni, all'interno dei territori rurali, intesi come ambiti territoriali in cui vi è un forte e proficuo legame fra sviluppo agricolo e sviluppo locale. In questo senso l'agricoltura non si limita solo più alla sua funzione primaria, ovvero quella di produrre cibo, ma amplia il proprio campo di azione attraverso la produzione di turismo, di marketing, di paesaggio, di energia.
L'attenzione a questo tema non si limita solo al contesto locale ma è fortemente incentivata dalle politiche europee sia economicamente che culturalmente, attraverso strumenti come il PAC e il PSR4, che con finanziamenti diretti, soprattutto indirizzati a promuovere interventi sul capitale fisso aziendale, influenza e condizionano lo sviluppo e le trasformazioni delle realtà imprenditoriali del settore.
Avendo come dato di partenza le recenti tendenze di fondo del sistema agricolo, il lavoro di ricerca tenta di individuare un punto d'incontro tra il progetto di architettura e il settore agricolo. Punto di partenza per trovare una congiunzione tra architettura e settore agricolo, è l'analisi del rapporto e le relazioni tra i manufatti agricoli e il paesaggio, cercando di capire se sia ancora valido in rapporto alle mutate esigenze produttive.
Nella seconda parte del lavoro di ricerca, sono state esaminate le differenze tra il territorio delle Langhe e quello del Roero; il primo un ambiente saturo di particolarità e emergenze architettoniche realizzate nel più rigoroso rispetto ambientale e paesaggistico, nel secondo invece un ambiente vergine, ancora da sfruttare per la realizzazioni di comparti che si leghino e si integrino al contesto produttivo ed ambientale. In particolare ci si è concentrati sulla zona denominata "dorsale verde" dove un focus sugli elementi architettonici presenti, legati alla realtà agricola, ha portato ad osservarli sotto più punti di vista dal caso più piccolo (come il ciabòt) passando per realtà più edificate (come le case rurali) per arrivare a contesti più ampi dove l'aspetto della produzione agricola si interfaccia a 360 gradi con il costruito (come il borgo agricolo). L'analisi è stata fatta nel segno di una multifunzionalità avendo come guida i concetti di integrazione con il paesaggio, di sostenibilità, di reinvenzione e di filiera; sempre in relazione con la politica agricola comunitaria. L'intento della ricerca non è fine a se stesso ma porta a fare delle considerazioni sui singoli casi su come potrebbero acquisire un valore aggiunto con interventi mirati.
Dalla conoscenza di questa su descritta realtà che si presenta in un territorio come quello del Roero si è voluto dare spunti progettuali su un manufatto agricolo che possa legare coerentemente le peculiarità naturali, culturali, economiche e sociali.
Relatori
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