Màori, tradizione indigena, isolamento oceanico, patrimonio naturalistico. Pàkehà, industrializzazione, sviluppo economico e relazioni internazionali. Tutti elementi della natura bivalente e contrastante di questo paese, lontano ma ricco di risorse.
La stessa esigenza della Conservazione nasce dalla fusione e dallo spirito di auto-preservazione delle due matrici culturali. Un rapporto di scambio reciproco più unico che raro, per un Imperialismo Europeo che in altri luoghi del pianeta non ha garantito questo tipo di rispetto. Equilibri delicati, se consideriamo i rischi che il forte sviluppo economico ha portato in termini di assetti urbani e paesaggistici. Valorizzare il Patrimonio Moderno, come testimone dell’inizio di questo processo, può aiutare a creare consapevolezza identitaria e a preservare da frettolosi errori di demolizione e ricostruzione, o di speculazione nel costruire oggetti che non rispettino i valori collettivi di una civiltà.
La Nuova Zelanda si è trovata ad intraprendere un percorso di sviluppo urbano intensivo dal periodo tra le due guerre in avanti. In questa fase si sono espresse la maggior parte delle esperienze legate al Movimento Moderno, grazie alle ondate migratorie dall’Europa, al viaggiare degli architetti e delle conoscenze. Nello stesso momento si collocano la nascita di teorie urbane e sociali, nonché nuove correnti di pensiero locali, alla riscoperta dei valori di appartenenza al territorio, radicati nel connubio tra la cultura Europea e quella Màori.
Parlare di Restauro relativamente a questi edifici suona insolito, tuttavia, un forte sforzo di cognizione nella tutela del Patrimonio Moderno è percepibile, specialmente in ambiente accademico e tra le istituzioni proiettate ad affrontare il discorso in termini internazionali, quali DOCOMOMO.
A seguito di alcune introduzioni sul tema del Patrimonio, del Patrimonio Moderno, e del Movimento per la Conservazione Neozelandesi, è presentata una selezione di edifici Neozelandesi Moderni in un viaggio attraverso le città di Auckland, Christchurch e Wellington, sotto forma di schedario.