Elisa Montervino
La città che cambia : expo 2015 fra occasioni di sviluppo e urbanesimo neoliberale.
Rel. Francesca Governa. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
Introduzione
Questo lavoro di tesi nasce a breve distanza dall’inizio dell’Esposizione Universale che si terrà a Milano nel 2015, la quale vedrà il nostro Paese coinvolto in prima persona nell’organizzazione di un grande evento.
Obiettivo di questo studio è capire se, e quanto, i grandi eventi siano una effettiva opportunità di sviluppo. La città contemporanea è in grado di rinnovarsi? È in grado di cambiare volto esclusivamente attraverso avvenimenti che portino con sè ingenti flussi di denaro e visitatori? Questo modo di ‘fare città’ è dovuto, o meno, ad una mancanza di progettualità di fondo? Il motivo principale che mi ha spinto ad indagare il tema delle esposizioni in relazione alla città ed alle sue modificazioni, è il voler capire come degli eventi che per breve tempo ‘vivono’ nella città, possano incidere in maniera così profonda nella visione che la città stessa ha di sé, e nell’immagine che il resto del mondo ha di riflesso. Comprendere quindi in che modo questi eventi si inseriscano nel panorama urbano contemporaneo che sempre più è connesso attraverso un sistema di reti e contatti immateriali, immerso in una fitta competizione fra città e Nazioni per ottenere un ruolo di primo piano a livello internazionale. Osservare il contesto socio-politico-economico per afferrare cosa muove, forma e plasma le città.
Le considerazioni sul contesto nascono dalle riflessioni fatte da studiosi appartenenti a diverse categorie degli studi urbani, geografi, urbanisti, sociologi ed economisti. In modo diverso ognuno di loro ha discusso della città e di come le logiche neoliberiste abbiano influenzato in maniera decisiva il modo di costruire la città, di guardare alla città e di viverla.
Esse hanno trasformato la città in un luogo di competizione dove il capitalismo trova ampio spazio per svilupparsi. A partire dalla lettura che Lefebvre fa della città industriale, ed attraverso la lettura che Harvey, Brenner, ed altri fanno della città si può capire come i meccanismi economici e politici pervadano l’ambito spaziale, trasformando la città in “luogo di consumo e consumo di luogo ” (Lefebvre, 1968). Vengono individuate visioni alternative all’urbanizzazione marked-oriented attraverso la proposta offerta dalla Teoria urbana critica, e mediante la lettura della città come luogo per le persone e non per il solo il profitto imprenditoriale, tema ampiamente dibattuto nel libro City far people not far profit.
Il lavoro si svolgerà in tre parti distinte. La prima, Trasformazioni urbane, intende affrontare il tema partendo dalla necessità di stabilire un’idea di città alla base del progetto urbano, per poi analizzare le logiche pervasive della città neoliberista che in maniera determinante hanno influenzato il modo di ‘fare’ città. Successivamente si guarda alle trasformazioni attraverso le dinamiche sociali e di giustizia spaziale che si esplicano all’interno dell’ambito urbano contemporaneo. In particolare si vuole restringere il campo delle trasformazioni urbane prendendo in considerazione il ruolo rivestito dai grandi eventi all’interno dei processi di modificazione.
La seconda parte, Esposizioni Universali, restituisce un quadro generale sull’evoluzione delle Esposizioni, il loro passaggio da eventi occasionali a vere e proprie occasioni su cui le città basano lo sviluppo urbano futuro. Inoltre, per una maggiore comprensione del fenomeno, si fa riferimento ad alcuni esempi ambientati in Europa negli ultimi vent’anni.
Infine, la terza parte, Milano e l'Expo 2015, guarda al capoluogo lombardo attraverso l’evento che la città si appresta ad ospitare il prossimo anno. Si evidenziano da una parte gli orientamenti di sviluppo territoriale che, ormai da anni, Milano cerca di attuare per dare maggiore concretezza alla macroregione milanese; dall’altra emergono invece i numerosi interventi edilizi e di rigenerazione urbana interni alla città. In ultimo si approfondisce il processo progettuale di Expo 2015 dalla candidatura alla configurazione finale del Sito espositivo, per poi volgere l’interesse verso gli scenari futuri proposti per l’area.
Al termine di questo elaborato verranno messe in luce le criticità di un sistema urbano fortemente influenzato dalle logiche del consumo e del profitto, all’interno del quale lo spazio diventa merce di scambio. Verrà sottolineato come spesso il punta di vista sulla città, determinato dalle politiche marked-o-riented, dimentica che lo spazio è fatto di persone, di rappresentazioni, di flussi, i quali assieme movimento ed alimentano la città. Infine, con un occhio di riguardo verso Milano 2015, ci si domanderà come le esposizioni, figlie di un sistema legato alle politiche neoliberali, possano essere una soluzione per trasformare ed orientare lo sviluppo futuro della città.
Come possano risolvere le problematiche del sistema urbano contemporaneo, attraverso sistemi insediativi anacronistici ed estremamente dispendiosi. Come siano in grado di attuare tali cambiamenti seguendo le regole organizzative stringenti dettate dal Bureau da una parte, e le logiche del profitto privato dall’altro.
Relatori
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