Un progetto per l’ex gallettificio militare di Torino fra digital history e conservazione del patrimonio
Andrea Brachet Barbus
Un progetto per l’ex gallettificio militare di Torino fra digital history e conservazione del patrimonio.
Rel. Monica Naretto, Rosa Rita Maria Tamborrino, Fulvio Rinaudo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Il lavoro di tesi si sviluppa tramite l’analisi di un edificio industriale, l’ex Gallettificio Militare, per allargare l’osservazione al sito di realizzazione (Borgo Aurora e di riflesso la città di Torino) e tornare sul complesso edilizio, ponendo l’attenzione sulla situazione attuale e ipotizzando un nuovo scenario, con la giusta consapevolezza, acquisita tramite l’analisi storica e architettonica.
Il complesso industriale nasce in un contesto sociale e politico particolare, all’interno di una città in profonda trasformazione che, con la perdita del ruolo di Capitale d’Italia nel 1864, entra in un periodo di crisi, superato a fatica grazie all’operato dell’Amministrazione Comunale dell’epoca, che si concentra sul rilancio di Torino tramite la stesura di numerosi Piani urbanistici d’ampliamento e caratterizzato da una forte industrializzazione.
La Borgata Aurora, zona situata al di là del fiume Dora (che a inizio Ottocento costeggia ancora il perimetro della città), quasi completamente libera, è un quartiere che si sviluppa proprio con l’avvento del periodo industriale, grazie all’inserimento di nuove attività produttive, come nel caso del Gallettificio; la Società Anonima di Panificazione incarica l’Ingegner Pietro Fenoglio, esponente di rilevanza della corrente artistica denominata Liberty, di realizzare un fabbricato industriale per la produzione di pane e affini.
L’edificio, realizzato nel 1906, resta in mano alla Società soltanto per due anni; nel 1908 viene ceduto al Genio Militare, diventando appunto Gallettificio Militare, in cui vengono prodotte gallette e sostentamenti per l’esercito italiano. Fino alla Seconda Guerra Mondiale ricopre tale funzione ma successivamente viene dismesso, trasformato, ceduto in concessione a terzi per periodi più o meno lunghi, trasformandosi in magazzino e residenza. Questo periodo coincide con il peggioramento delle condizioni del complesso industriale, utilizzato in modo improprio e abbandonato senza manutenzione ordinaria e straordinaria per diversi anni; nel 1993 il complesso è acquisito interamente dal demanio che nel 2003 ne cede una porzione alla Guardia di Finanza la quale inserisce all’interno il nuovo Ufficio Immigrazione della città di Torino. La parziale rifunzionalizzazione ridà vita all’edificio, anche se si confronta solo parzialmente con il progetto originario, intervenendo macroscopicamente sulla preesistenza con la modifica delle decorazioni l’inserimento di nuove aperture, non conformi come forma e posizione a quelle progettate dall’Ingegner Fenoglio.
La parte di edificio non interessata invece, è totalmente abbandonata, ad esclusione di una piccola porzione, dove viene inserito un archivio.
Dalla consapevolezza acquisita tramite indagini storiche e costruttive, ha avuto seguito il progetto di restauro, incentrato sul recupero dell’edificio nella sua totalità, che si sviluppa in:
-ripristino dell’edificio nella sua funzione unitaria, tramite la demolizione delle mura che suddividono l’area esterna e l’edificio in due parti, restituendo la simmetria e l’assialità del fabbricato, valorizzando le tre campate centrali a doppia altezza, con illuminazione dall’alto;
-ripristino delle facciate originarie, tramite l’eliminazione delle superfetazioni considerate inappropriate al contesto, il consolidamento della struttura, la ricostituzione delle malte e la sostituzione degli infissi;
-valorizzazione degli elementi originari di valore storico, quali i forni e ciminiere, per le quali si prevede un progetto di recupero;
-ipotesi di progetto preliminare che tenga conto del passato, degli strumenti urbanistici e delle potenzialità del complesso industriale, valido per un progetto attuativo.
Tramite l’integrazione delle discipline affrontate si sviluppa il percorso di tesi: la ricerca storica, organizzata e rappresentata tramite strumenti come Gis o la modellazione virtuale, ha permesso la comprensione dello sviluppo della borgata Aurora e dell’edificio, strettamente legati al processo d’industrializzazione che interessa Torino fra fine Ottocento e inizio Novecento
Alla ricerca storica si è affiancata un’analisi di tipo conoscitivo sui sistemi costruttivi dell’edificio, i materiali, i degradi e gli strumenti di controllo urbanistico, che ha permesso la stesura di un progetto preliminare, volto alla conservazione dell’identità architettonica originaria.
Relatori
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