INTRODUZIONE:
L’osservazione del territorio biellese e di quanto resta di questo antico distretto industriale ci ha spinto a confrontarci e a ragionare sul futuro degli edifici e dei paesaggi che un tempo erano il segno dello sviluppo e che oggi giacciono abbandonati come fantasmi, vuoti, dismessi, in disuso, in rovina.
L’Ex Lanificio Maurizio Sella, simbolo della rivoluzione industriale italiana, costituisce uno dei tanti esempi di archeologie industriali dismesse che costellano il territorio biellese. Quest’antico edificio che sorge lungo le rive del Torrente Cervo, a pochi passi dal centro della città di Biella, ci ha portato a studiare la questione dell’abbandono di manufatti e spazi di pregio in situazioni quasi urbane.
Ci siamo interrogate su cosa implichi passare dal non-uso al riuso, ritrovandoci cosi a spostare l’attenzione dall'oggetto (l'edificio dismesso) al contesto a cui l'oggetto appartiene. Sono emersi soggetti diversi. Non più la fabbrica, il dismesso, il "rust", il "dross", ma la natura, la società, la tecnica.
Il progetto di recupero, secondo noi, può essere affrontato con successo solo ponendo al centro dell'attenzione il territorio su cui esso insiste, le capacità tecniche del luogo e la società che lo abita. La società deve infatti essere l’attore privilegiato del futuro della rovina.
Occorre studiare una strategia trasversale di rigenerazione urbana per il patrimonio industriale dismesso. Uno strumento flessibile, volto alla trasformazione e [re] integrazione nel tessuto sociale di lembi abbandonati di città.