CRO : riqualificazione del Centro Ricreativo Olivetti di Ignazio Gardella a Ivrea
Dora Cappone, Elena Gianotto
CRO : riqualificazione del Centro Ricreativo Olivetti di Ignazio Gardella a Ivrea.
Rel. Paolo Mellano, Annalisa Dameri, Monica Naretto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Abbiamo iniziato a pensare all'Architettura Olivettiana come possibile punto di partenza per la nostra Tesi di Laurea perchè affascinate da alcune caratteristiche della storica azienda eporediese: la forte collaborazione tra la direzione ed i massimi esponenti dell'architettura contemporanea italiana; l'intelligente attenzione al sociale e l'alto livello di vita che chiunque lavorasse per la Olivetti poteva aspirare ad ottenere; la costante correlazione tra tecnologia e design, tra la componente utile ed estetica di ogni "cosa": dalle macchine per la scrittura e per il calcolo alla cartellonistica pubblicitaria, ai primi "stores" monomarca.
Non a caso, le macchine da Scrivere Olivetti oggi sono considerati degli elementi di grande design e suscitano in molti una sensazione di nostalgia e rievocazione, anche in noi che quell'epoca non l'abbiamo vissuta.
Abbiamo individuato come area della nostra ricerca lo sviluppo urbano lungo via Jervis a Ivrea, dove la piccola Fabbrica in mattoni rossi, posta all' ingresso della via, diede inizio all'avventura olivettiana. Il quartiere Castellamonte è infatti un vero e proprio "museo a cielo aperto", in quanto costellato di una lunga serie di architetture preziose.
Oltre lo sviluppo delle I.C.O., attraversando il sottopassaggio dell'ultimo ampliamento, si arriva all'area dell'ex Centro Ricreativo Olivetti, che abbiamo scelto come punto focale del nostro progetto. Questa scelta è stata dettata dalla volontà di concentrarci su una delle opere cosidette "sociali" che più ha interessato la vita dei lavoratori Olivetti e delle loro famiglie. Gli operai trascorrevano le loro lunghe pause pranzo nella mensa, organizzata come un centro multiattività e nell'area sportiva circostante, aperta anche ai familiari. Attualmente, tale fabbrica è ridotta a mero contenitore, mentre l'intorno è purtroppo inutilizzato e in balia degli agenti atmosferici.
Il tutto provoca in noi una sensazione di rimpianto che ci stimola a immaginare un futuro diverso per il C.R.O.: ora più che mai si ha il bisogno di sentirsi parte di una comunità, di integrarsi e di incontrarsi e proprio la mensa con il suo parco intorno potrebbero diventare un ottimo catalizzatore delle attività e del tempo libero degli eporediesi .
Relatori
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