Il museo dell’architettura e della storia di Torino : progetto di rifunzionalizzazione della stazione storica di Porta Susa
Vincenzo Scuderi
Il museo dell’architettura e della storia di Torino : progetto di rifunzionalizzazione della stazione storica di Porta Susa.
Rel. Silvia Gron. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
La seguente tesi nasce grazie all'esperienza fatta durante il tirocinio curriculare nello studio Gritella & Associati e dalla volontà di approfondire ed elaborare le conoscenze acquisite nel mio percorso di studi di Architettura. All'interno dello studio ho avuto la possibilità di seguire la realizzazione della mostra "Il Re e L'Architetto. Viaggio in una città perduta e ritrovata" Torino, 2013, concepita e realizzata dallo stesso studio in collaborazione con l'Archivio di Stato di Torino. Tale avventura è stata illuminante sotto i numerosi aspetti che comprendono l'ideazione e la realizzazione di una mostra, i temi affrontati spaziano dalla stesura della linea filologica alla determinazione dei metodi di comunicazione, dalla produzione ed elaborazione dei materiali esposti alla progettazione spaziale dei locali e degli elementi costituenti i supporti espositivi, dalla progettazione dell'impianto illuminotecnico alla cura della grafica di mostra e ancora dalla conduzione del cantiere, quindi il rapporto con gli artigiani e gli operatori vari alla gestione degli imprevisti che inevitabilmente si pongono durante l'iter di esecuzione dei lavori.
La mostra realizzata ha voluto trasmettere quel fervore Architettonico e Urbanistico che ha caratterizzato Torino tra Cinquecento e Settecento, mediante una lettura del territorio dal punto di vista della "città capitale" a cui i regnanti miravano. I secoli presi in esame assumono particolare valenza per il clima fertile e produttivo in cui vertevano, il potere assoluto nelle mani del Re, le volontà di affermazione anche in campo architettonico e urbanistico dei Reali, la "competizione" con le altre capitali europee, la presenza di grandi Architetti chiamati a corte, il singolare rapporto tra committente e progettista, sono alcuni dei fattori che hanno contribuito a rendere rilevante tale periodo storico. In particolare le libertà che i "primi" architetti di corte hanno guadagnato, dopo aver ottenuto la fiducia del Re, ha dato luogo alla progettazione e alla realizzazione di numerosi unicum architettonici e urbanistici. Si pensi alla quantità, alla qualità e alla dimensione degli interventi che l'architetto di corte Filippo Juvarra ha lasciato alla città di Torino. La mostra ha preso in esame una ventina di questi unicum architettonici e urbanistici della città, mostrando anche come la città sarebbe potuta essere attraverso la ricerca, lo studio e l'elaborazione delle testimonianze documentarie di edifici mai realizzati o di varianti progettuali di edifici realizzati. La mostra era caratterizzata da una diversificazione dei materiali esposti: disegni originali d'archivio, rilievi di
architetture esistenti, rappresentazioni video di ricostruzioni virtuali, modelli tridimensionali in scala di elementi architettonici e costruttivi, di intere fabbriche e di impaginati urbani. La diversificazione dei materiali esposti, la messa in evidenza di momenti architettonici sconosciuti ai più e l'impattante effetto dei modelli tridimensionali hanno reso la visita particolarmente gradita ai fruitori. Il successo riscontrato tra il pubblico e la manifestata richiesta di rendere permanente la mostra ha fatto si che seguissi l'idea di raccontare per immagini, attimi ed elaborazioni la storia architettonica, e con se i connessi aspetti sociali, politici, economici e di costume della città di Torino attraverso un Museo. Il percorso di ricerca intende osservare le potenzialità e le criticità delle realtà museali presenti nell'area Torinese, come punto di partenza per il superamento delle problematiche economiche, gestionali, di comunicazione, di inserimento nel contesto urbano e di connessione tra realtà culturali, al fíne di tendere a una soluzione unitaria capace di fornire una proposta, che relazionandosi con il patrimonio esistente, sia il più possibile funzionale e innovativa. In questa proposta si è scelto il "fabbricato viaggiatori" di Torino Porta Susa come sistema architettonico possibile per creare l'ambiente ove poter raccontare per punti nodali lo sviluppo temporale architettonico e storico della città di Torino. Tale destinazione d'uso vuole essere un' apporto positivo che coinvolga la salvaguardia dell'elemento architettonico, attualmente in disuso e senza nuova destinazione e che contribuisca alla riqualificazione del nuovo nodo urbano, configuratosi con la recente costruzione della nuova stazione ferroviaria di Porta Susa e con la risistemazione di corso Inghilterra. La tesi, guidata dalla prof.ssa S.Gron, si fonda anche sulle conoscenze che ho acquisito sostenendo l'Atelier Progetto del nuovo nell'esistente. Esperienza che mi ha portato ad approfondire le mie conoscenze sul vasto tema del recupero urbano, attuabile attraverso una serie di strumenti (l'inserimento di nuove attività funzionali, la riqualificazione dei percorsi esistenti o l'inserimento di nuovi edifici) e programmando una adeguata rifunzionalizzazione. Conoscenze basilari e punti di partenza per la stesura della seguente tesi.
Relatori
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