Un percorso "sostenibile" per il parco e la cascina della Nova-Mondovì
Andrea Barberis , Francesco Giavelli
Un percorso "sostenibile" per il parco e la cascina della Nova-Mondovì.
Rel. Daniela Bosia, Cristina Coscia. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE:
Questa tesi è nata dalla volontà di affrontare un tema importante per la città di Mondovì. Dopo una serie di incontri con l’Amministrazione Comunale, in cui abbiamo discusso su alcuni progetti di interesse nll’ambito cittadino, la nostra attenzione si è spostata sull’area della Cascina Nova.
La località è situata sul versante ovest della collina di Piazza e confina, per buona parte, con il tracciato della funicolare. Questa porzione di territorio prese il nome “della Nova” circa nel 1100 d.C., periodo caratterizzato dalle invasioni Saracene, quando alcuni abitanti del “Bredulo” (oggi Breolungi) si trasferirono alle pendici del Monte, specialmente quelli che possedevano terreni più lontano dalla corte, che videro la loro vita curtense diventare troppo angusta costituendo un ostacolo ad un maggiore benessere. Venne dunque fondato l’insediamento della Nova, un piccolo borgo del quale ad oggi non rimangono tracce; attualmente sull’area sorge la cascina, che prende il nome dalla località, ed il parco in cui vi è un castagneto secolare. Purtroppo i pochi documenti che sono giunti fino a noi non consentono di ricostruire a pieno la storia di questa parte di città però, consultando le analisi effettuate da alcuni storici Monregalesi, sono emersi alcuni importanti aspetti. Individuata la presunta data di fondazione dell’insediamento, si ipotizza che, al di sotto della struttura della cascina, siano presenti i resti di quella che era la chiesa di Santa Maria della Nova, eretta nel 1207 d.C. Questa chiesa si staccò dall’antica “Pieve di Bredolo”, trasferendosi sulla collina di Piazza. In pochi anni la vecchia Pieve venne declassata a semplice oratorio e la nuova chiesa assunse tutte le funzioni principali della parrocchia. Svolse il suo importante ruolo fino a circa la prima metà del 1500, periodo in cui venne costruita la chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo, realizzata abbattendo e riutilizzando le parti della ormai obsoleta chiesa della Nova.
Dal rilievo architettonico sono emerse le condizioni di abbandono sia del parco che della cascina, utilizzata fino ad una decina di anni fa da alcuni margari del luogo. Il parco, di circa 4 ha, è invece interessato da una servitù di passaggio per l’accesso alla vasca dell’acquedotto tramite una strada in cemento, mentre il bosco secolare di castagni, con annesso essiccatoio, è in evidente stato di forte degrado.
Attualmente parco e cascina sono di proprietà dell’Istituto Casati-Baracco, un ente di diritto privato ma con nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione pubblica. La principale mansione di questo organismo è quella di offrire servizi collegiali agli studenti sia delle scuole superiori che dell’università.
Compreso l'interesse del Comune di Mondovì, presa coscienza della storia del territorio e analizzate le caratteristiche e le mansioni sociali dell’ente, sono state tracciate le linee guida dell’intervento progettuale di recupero “sostenibile”.
Durante le discussione con le due parti, è emersa la forte volontà del Comune di disporre di un’area pubblica preservando il vincolo paesaggistico sulla collina di Piazza e per contro la visione più imprenditoriale dell’Amministrazione del Casati di giustificare l’investimento traendo un utile dalla gestione.
Per mediare tra i due interessi pubblico-privato, nasce un progetto di recupero in cui i due ambiti interagiscono, dove l’idea architettonica ha la funzione di delineare i nuovi spazi e l’analisi del modello di gestione di garantire la buona riuscita della collaborazione.
Relatori
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