Corti antiche e nuovi segni: recupero dell'ex birrificio De Giacomi a Borgofranco d'Ivrea
Manuela Graziano
Corti antiche e nuovi segni: recupero dell'ex birrificio De Giacomi a Borgofranco d'Ivrea.
Rel. Armando Baietto. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
Le vicende che ci hanno portato ad elaborare una tesi di progetto sull'area dei Balmetti di Borgofranco d'Ivrea sono molteplici.
Una delle ragioni principali è legata alla nostra volontà di lavorare su un'area industriale dismessa.
Siamo fortemente convinte che il patrimonio industriale di cui oggi disponiamo sia una risorsa a cui attingere per uno sviluppo sostenibile; il recupero e la rigenerazione sono la chiave per limitare il consumo del suolo e per valorizzare ambiente e patrimonio nell'insieme. Un progetto di recupero su di un'area dismessa è l'occasione di restituire alla comunità un vuoto urbano e può diventare un momento di ridisegno del tessuto locale.
Questa nostra sensibilità nasce dalle esperienze avute durante il percorso di studi, il quale diverse volte ci ha fatto avvicinare a queste tematiche senza però darci la possibilità di affrontarle in un progetto completo.
Dal corso di restauro abbiamo imparato le varie strategie di recupero e i diversi modi di relazionarsi con l'esistente, con il corso di tecnologia invece abbiamo analizzato come le innovazioni possono intervenire sul costruito e recuperarlo in modo efficiente. Queste conoscenze sono diventate la nostra base per affrontare in maniera responsabile il percorso di tesi.
Volevamo confrontarci prima di tutto con un terreno ancora inesplorato e volevamo soprattutto trovare un luogo dotato di una particolare identità.
Ci interessava lavorare sul costruito, ma anche confrontarci con l’ esistente.
Cercavamo un tessuto ricco di storia, ma non saturo, che ci lasciasse la possibilità di inserire al suo interno un elemento nuovo per poter riflettere al meglio sui rapporti tra vecchio e nuovo.
L' area dell' ex birrificio De Giacomi raggruppava tutte le nostre richieste.
La prima parte del lavoro è stata di fondamentale importanza per lo sviluppo di tutto il seguito. Avvalendoci di alcuni rilievi parziali abbiamo elaborato una restituzione grafica dell'impianto dell' ex birrificio. Questo ci ha innanzitutto permesso di avere il rilievo completo su cui basare il progetto, ma cosa ancora più importante ci ha fatto comprendere a pieno la spazialità, le peculiarità e le criticità del luogo.
Terminata questa operazione è iniziata la fase di progettazione vera e propria. Il lotto di progetto è disomogeneo formato da edifici costruiti in tempi diversi e secondo logiche differenti. Sulla base di quanto detto, per riuscire a lavorare in maniera unitaria, ci siamo poste alcune linee guida:
- non negare la storia e l'identità del luogo
- non operare in maniera mimetica sul costruito
- intervenire con materiali della tradizione o a loro vicini.
Seguendo questi parametri l'area ritorna ad essere affine alla tradizione del luogo e si discosta da un'urbanizzazione distratta.
Questa si riavvicina alla tradizione contadina che caratterizza l'intorno, la volontà di mostrare i nuovi interventi sul costruito fa si che su di esso si vada a posare un nuovo strato che innesca un dialogo tra vecchio e nuovo.
Relatori
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