La cascina al confine tra tradizione e innovazione : proposta di recupero nella collina torinese
Lorenzo Giacri
La cascina al confine tra tradizione e innovazione : proposta di recupero nella collina torinese.
Rel. Gianfranco Cavaglià. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2014
Abstract
Introduzione
La presente trattazione consiste nella proposta di recupero di una cascina, sita nella collina torinese nel comune di Casalborgone.
E' importante sottolineare come non si sia optato per un restauro di natura conservativa, pur cercando di preservare nel limite del possibile i tratti caratteristici e i sistemi tecnologico-costruttivi con cui e' stata concepita, ma piuttosto una rifunzionalizzazione dove riuso è il verbo che meglio di altri può dare una chiave di lettura corretta ed inequivocabile. Una filosofia progettuale che, specie nel nostro paese, viene soffocata da uno smodato e oramai incontrollato uso del suolo, un'irreversibile cementificazione non giustificata, se si tiene conto del fatto che l'Italia è uno dei principali stati europei, se non addirittura mondiali, ad aggiudicarsi la maglia nera per scarsa crescita demografica.
Inconsistente è qualsiasi giustificazione morale che autorizzi il ricorrere a nuovi immobili, una tendenza che non fa altro che indebolire la morfologia, già di per sé complessa e delicata, del nostro paese, con conseguenze talvolta disastrose. Un binomio, quello tra uomo e natura, che ha perso la genuinità e la sinergia riscontrabile in un passato non troppo lontano, ma percettivamente remoto.
Una problematica che ha risvolti pesantissimi, anche a livello sociale.
Ci troviamo di fronte ad un chiaro esempio di architettura contadina, che sorprende per la felice sintesi tra clima, forma e materia, una liason molto intima tra la cascina e il luogo entro la quale essa è stata concepita. Nulla, nella sua realizzazione, è stato lasciato al caso. Ogni singolo angolo ha una sua funzione specifica, ogni singola pietra è stata reperita in un raggio molto ristretto rispetto all'epicentro, al cuore entro la quale l'edifìcio viveva e permetteva ai propri abitanti una totale indipendenza. Essi stessi sono gli artefici, legati da rapporto di fratellanza e cooperazione tale da spingersi ad aiutarsi a vicenda durante l'edificazione delle rispettive case.
Sentimenti che richiamano ricordi autentici, di altri tempi, come si è solito dire. Una nostalgia che ha contribuito in maniera fondamentale e che mi ha guidato ne! compiere scelte il più possibile coerenti con lo spirito con il quale la cascina è stata concepita. Passato che si fonde con il presente attraverso un'attenta scelta di materiali e di tecnologie che a prima vista può apparire incoerente, ma necessaria a garantire alla struttura nuova vita e massima efficienza.
Abbiamo a che fare con interventi che richiederanno un notevole dispendio di energia e un notevole sforzo concettuale da parte di coloro che saranno chiamati, in un secondo momento, a metterli in pratica concretamente. Una minuziosità che punterà a risolvere gran parte delle problematiche dovute allo stato di semiabbandono e degrado in cui si trova l'edificio. Un iter progettuale che vuole
prendere le distanze da ogni tentativo di ripristino allo stato originale e che, a mio parere, concorrerebbe alla creazione di un falso storico se si avesse la pretesa di costruire in modo esattamente identico all'epoca in cui l'edificio è datato.
Si è voluto puntare tutto su un'architettura sostenibile, fortemente legata all'uso di materie e di energie locali e che si prendesse cura degli effetti che ogni scelta progettuale avrebbe potuto scaturire nei confronti del contesto preso in esame.
La presente tesi si compone principalmente di due parti , quella del rilievo e quella del progetto, che non vanno viste in maniera asettica e indipendente l'una dall'altra, bensì con uno spirito che ci porti a comprendere che il rilievo, già di per sé, è progetto. E tra di loro vi è un indissolubile glutine che le fonde, un legante costituito dal sapore della tradizione, la ricerca della funzionalità unita all'utilizzo delle più appropriate tecnologie presenti al momento della costruzione. Una minuziosa opera di sartoria compositiva che conferisca all'edificio rurale una veste sempre più calzante, ma nel contempo che gli permetta di sfoggiare i deliziosi principi architettonici e culturali entro cui è stato elaborato, che sono e rimarranno senza tempo.
Questi principi si ritrovano nella scelta dei componenti utilizzati nell'intervento in genere e in particolare nelle stratigrafie dei "pacchetti tecnologici" adottati, ottenendo così un edificio attuale e competitivo dal punto di vista prestazionale. Anche dall'analisi dei costi svolta, viene confermata la scelta attenta e razionale nei confronti delle tecnologie di intervento adottate.
Relatori
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