L'architettura dell'antropofago : la brasilianità nel modernismo di Oscar Niemeyer e Roberto Burle Marx
Jacqueline Marra Ferreira Costa
L'architettura dell'antropofago : la brasilianità nel modernismo di Oscar Niemeyer e Roberto Burle Marx.
Rel. Marco Trisciuoglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
INTRODUZIONE
La prima metà del XX secolo fu un periodo segnato da profondi cambiamenti in tutto il mondo. Tra guerre e crisi economiche, nuove idee e nuovi movimenti sociali e artistici con l’intento di contrastare le rapide trasformazioni che stravolgevano la politica, l’economia e la società.
In questo turbolento scenario, si distingue l’architetto franco-svizzero Le Corbusier (1887 - 1965), per le sue idee innovative riguardo alla pianificazione urbana, con i cinque punti dell’architettura, il razionalismo formale, l’idea dell’edificio come una macchina per abitare, ecc. Queste teorie rappresentavano il suo modo di sintetizzare traverso il progetto architettonico gli effetti dell'industrializzazione, l’apogeo dell’automobile e i fabbisogni sociali.
Nei due soggiorni in Brasile, del 1929 e del 1936, Le Corbusier ebbe modo di diffondere le sue idee nel ciclo di conferenze da lui tenute, ispirando vari rinomati architetti di quel tempo. Le sue teorie sul modo di fare architettura furono accettate e ben viste al punto tale che nel tempo divennero i principi ispiratori dell’architettura brasiliana. Insieme ad altri architetti, progettò la prima grande icona dell'architettura moderna brasiliana, l’Edificio Capanema (1936).
Negli anni 30, il Brasile, affettato dalla crisi del 1929, cambiò completamente il suo scenario politico ed economico. Il colpo di Stato Getulio Vargas (1882 - 1954), pose fine a 40 anni di una Repubblica oligarchica fondata su un’economia basata nel coltivo di beni superflui, come il caffè, che nei tempi di crisi generalizzata, portò il paese a una nuova politica di sviluppo, industrializzando e urbanizzando velocemente le città.
In questo modo, il modernismo acquistò si fece largo in Brasile soprattutto grazie allo stimolo dal nuovo governo che usava l’architettura moderna come uno strumento propagandista. Il Movimento Moderno era il simbolo del progresso, contrapposto al conservatorismo della vecchia Repubblica e la sua architettura eclettica e neocoloniale, ed era visto come un elemento di trasformazione sociale, essendo non solo lo stile degli edifici pubblici, ma anche quello usato in ampia scala per le abitazioni comuni.
In questo senso, l’obiettivo di questo lavoro diventa capire come uno stile internazionale, presente in vari paesi, e con delle caratteristiche notevoli e bene strutturate, può essere considerato uno stile nazionale; indagare in che cosa il modernismo brasiliano che si distingue dal modernismo dagli altri paesi; e più che altro, Capire come l’identità brasiliana faccia propri i cinque principi moderni di Le Corbusier.
Per capire ciò, si individua quello che, in questo lavoro, è stato chiamato 'i quattro punti del nazionalismo moderno’, in cui si evidenziano le caratteristiche dell’architettura in base ai principi del Manifesto Antropofago di Oswald de Andrade (1890 - 19954), di non negare né copiare l’influenza della cultura esterna, e si ‘mangiare’ quello che non ci appartiene e che tuttavia ci serve e ‘rigurgitarlo’ dopo averlo messo in contato con la cultura e l’identità nazionale, creando un nuovo modello di riferimento in cui le persone si possano identificare e che possa avere un significato storico, affettivo e culturale per la popolazione. Come modo di illustrate ciò di cui si parla, è stato individuato il concetto di moderno su due ambiti diversi: l’architettura e il giardino, mettendosi in paragonando le opere dell’architetto Oscar Niemeyer (1907 - 2012) e del paesaggista Roberto Burle Marx (1909 - 1994).
Relatori
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