Recupero in chiave ambientale della borgata di Dravugna
Lucia Formenti
Recupero in chiave ambientale della borgata di Dravugna.
Rel. Orio De Paoli, Paolo Mellano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
Abito in paese. Sono nata e cresciuta in un paese poco fuori dalla città, dalla finestra di camera mia, se non faccio caso al depuratore e gli alberi sono pieni di foglie, vedo solo la natura. Ormai la maggior parte delle persone quando apre le sue finestra la mattina può salutare il vicino, respirare un po' di smog, scendere di casa e recarsi a lavoro a piedi, con i mezzi pubblici o con la propria macchina. Per questo motivo ho deciso di snocciolare questo argomento nella mia tesi: il recupero dei borghi. Ho fatto questa scelta perché la mattina mi sveglio e se c'è limpido posso vedere l'alba, perché, se voglio, posso uscire da casa e andare a correre tra i campi, lungo l'argine, perché ho fatto scout e so quanto possono essere belle le stelle in montagna, dove non c'è inquinamento luminoso, perché credo che vivere a contatto con la natura sia un'esperienza da fare, se non per tutta la propria vita, almeno per la maggior parte dei momenti liberi che ci vengono lasciati dalla vita di tutti i giorni.
Vorrei che questa opportunità diventasse accessibile a tutti e diffusa
Quando parliamo di abitare, di qualità della vita e di sostenibilità potremmo trovare tantissime aree da riqualificare per poter raggiungere gli standard minimi di qualità della vita e efficienza energetica. Vi sono le zone industriali abbandonate aH'interno delle città, vi sono edifici di vecchi servizi commerciali, vi sono le periferie ai margini della città. Ma quando parliamo di questo parliamo di quello che gravita attorno ad un grande centro storico. La realtà che viene trattata in questa tesi è diversa, si tratta di quella immersa nella natura, fatta per coloro ai quali la città sta stretta e che per caso o per loro scelta si sono estraniati da questo tram tram cittadino. Prima di cominciare questo lavoro mi sono chiesta: cosa voglio mettere di solo mio all'interno del progetto?
Una speranza. Un'utopia. Per il mio ultimo lavoro universitario mi sono concessa di inseguire un sogno. Quello di poter ridare vita a quelle zone di cui si parla tanto e filosofeggia, cercando di ere- are degli strumenti reali e una soluzione fattibile e sostenibile sotto tutti i punti di vista, per il loro recupero. Questo mio intento viene anche sostenuto dall'inversione di tendenza dell'abbandono dei centri montani che si sta avendo in questi anni. Infatti si stanno sempre più considerando le potenzialità di questi luoghi e non solo per uno scopo turistico. Quello che in questo momento manca a questa tendenza è un coordinamento generale che renda possibile la realizzazione di progetti che collaborino tra di loro per creare un'economia che sia sufficiente al mantenimento di una qualità della vita standard.
La mia tesi si propone quindi di simulare, in modo più realistico possibile, un intervento di recupero nella borgata di Dravugna, cercando anche di confrontarsi con le prescrizioni attuali degli strumenti urbanistici, e non solo, che regolano la sua conservazione e valorizzazione e guidano la qualità degli interventi sul patrimonio edilizio abbandonato.
Relatori
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