Progetto del recupero : un’esperienza di architettura alpina contemporanea nel vallone di Massello (Val Germanasca)
Francesco Bocco
Progetto del recupero : un’esperienza di architettura alpina contemporanea nel vallone di Massello (Val Germanasca).
Rel. Massimo Crotti, Antonio De Rossi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2014
Abstract
Il dibattito sulle terre alte risulta oggi di forte attualità.
La crisi strutturale che ha colpito la montagna nel corso degli anni è il risultato del fallimento di un sistema economico poco compatibile che ha causato forti scompensi con un conseguente calo di competitività di questi luoghi.
A fronte di un rinnovato interesse per via delle potenzialità che si riconoscono a questi territori, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale ed ambientale, le terre alte diventano il luogo in cui costruire e porre le basi per un nuovo sistema economico efficiente, in grado di contribuire allo sviluppo e alla riappropriazione del territorio. Questo è reso possibile grazie alle innovazioni di tipo organizzativo, gestionale e tecnico supportate da governale e politiche atte a tutelare e valorizzare le risorse di questi territori.
Occorre quindi cercare di orientare le scelte a favore di una rivitalizzazione delle terre alte, in un ottica di salvaguardia sociale, culturale, economica, ambientale e territoriale con l'obiettivo di invertire la tendenza allo spopolamento e sfruttare le potenzialità di sviluppo.
Risultano quindi necessari degli interventi per rendere meno difficile un ritorno delle attività economiche per riappropriarsi in termini di uso anche produttivo il territorio, dal momento in cui, come avveniva in passato, la montagna non può essere preservata se non è anche produttiva e richiede quindi una nuova economia locale, promozione per l'insediamento di nuove attività, e modelli da reinventare.
Affrontare all'interno della tesi alcuni aspetti riguardanti la complessità di questo tema, come il recupero del patrimonio edilizio e architettonico abbandonato in un ottica di rivitalizzazione di una borgata, diventa così il pretesto per concludere il mio percorso universitario svolgendo un lavoro che permette di riportarmi a quei luoghi in cui sono cresciuto, i luoghi dove ho imparato a camminare, dove ho incominciato a capire quale relazione esiste tra natura e uomo, tra natura e architettura, tra uomo e architettura.
E' in occasione di un incontro con il Sindaco protempore del Comune di Massello, Antonio Chiadò Fiorio Tin, che si prefigura la possibilità di svolgere un lavoro di tesi improntato sulla progettazione e il recupero. La possibilità di effettuare un lavoro che avesse alle basi una situazione reale e che si ponesse l'obiettivo di provare a risolvere le problematiche riguardanti la progettazione in questo ambito diventava quindi possibile.
A fronte di diverse alternative, la borgata Porince si presenta particolarmente adatta a questo esercizio in quanto, per via dell'abbandono, risulta oggetto di una possibile ordinanza di demolizione e messa in sicurezza di alcuni fabbricati all'interno della borgata.
Da qui, l'incontro con i docenti dell'istituto di Architettura Montana Massimo Crotti e Antonio De Rossi che si rivelano da subito interessati al tema e disponibili ad accompagnarmi in questo percorso.
Relatori
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