L’illuminazione pubblica : una proposta di linee guida
Andrea Aceto, Laura Matera
L’illuminazione pubblica : una proposta di linee guida.
Rel. Chiara Aghemo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2014
Abstract
La necessità di occuparsi sempre di più degli spazi pubblici nasce sin dagli inizi degli anni Ottanta del Novecento, con l'espansione degli agglomerati urbani e il cambiamento degli stili di vita; questo ha portato a studi non solo di tipo sociale e architettonico, ma ha anche posto una maggiore attenzione sull'esigenza di illuminare adeguatamente gli spazi aperti, in modo da permetterne un utilizzo adeguato anche durante le ore notturne. Questo è avvenuto, in qualche caso, grazie alla sensibilità delle amministrazioni alla richiesta di una migliore qualità della vita negli spazi pubblici, a seguito di un irreversibile mutamento del modo di vivere la città, che ha spostato una buona parte della vita collettiva nelle ore serali.
Questa attenzione ha portato inevitabilmente ad una maggiore sensibilizzazione, non solo da parte delle amministrazioni comunali, ma anche dei progettisti, i quali si sono trovati ad affrontare il tema dell'illuminazione da un nuovo punto di vista. Inizialmente l'illuminazione era vista come sinonimo di sicurezza, come semplice strumento in grado di prevenire i crimini, ma non si trattava solo di questo.
Fino a pochi anni fa, l'illuminazione pubblica ha avuto quasi come unica funzione quello di rendere sicure le strade, trascurando il suo utilizzo per la definizione di un identità della città notturna. Ancora adesso la luce rappresenta un ruolo fondamentale per la prevenzione della criminalità e degli incidenti stradali, ma non rappresenta più il solo obiettivo per la definizione di un progetto di illuminazione urbana.
La luce assume quindi un ruolo molto importante anche per la tutela del cittadino, garantendo un certo livello di sicurezza, che tuttavia non rappresenta più la questione principale.
I termini di illuminazione urbana e stradale si riferiscono ad una concezione dell'illuminazione pubblica classica, che non tiene conto delle attenzioni sviluppatesi a partire dagli anni '80. Con questi due termini ci si riferisce ad un'illuminazione di tipo funzionale, che ha come unico obiettivo la rispondenza delle normative tecniche .
Al contrario, il concetto di illuminazione urbana, che ben si distingue dall'illuminazione stradale, in quanto utilizzata come "mezzo di comunicazione della città", è in grado di garantire sia una certa sicurezza e vivibilità del centro urbano, sia durante le ore diurne che notturne, sia di valorizzare i luoghi e gli edifici più caratteristici, considerando lo spazio pubblico come un ambiente. Infatti attraverso un utilizzo appropriato della luce artificiale è possibile orientare l'attenzione dello spettatore verso determinati spazi, dotati di maggiore valenza architettonica. Illuminando i punti più importanti e significativi di una città si risponde ad una sorta di esigenza di valorizzare anche nelle ore notturne ciò che rappresenta l'identità collettiva di una città, come un singolo monumento, una facciata o una piazza. Tuttavia questo può portare ad una frammentazione dell'immagine della città, falsificando i rapporti tra spazi e architettura, portando l'osservatore quindi ad una percezione distorta.
Una città ben illuminata più diventare inevitabilmente un elemento di richiamo e di aggregazione sociale, rendendo sicuramente più sicuro e vivibile uno spazio, esaltandone inoltre la valenza estetica dei luoghi, portando l'attenzione dello spettatore verso punti specifici di interesse visivo.
È importante quindi specificare la differenza che c'è tra l'illuminazione pubblica e stradale, dove la prima ha funzione di carattere non solo funzionale, caratteristiche che contraddistingue quella stradale, ma soprattutto di tipo estetico e sociale. Oggi nella progettazione illuminotecnica la sicurezza è sicuramente molto importante, ma non deve essere più considerata come l'obiettivo principale.
La luce può essere utilizzata infatti, come uno strumento di lettura della città, in grado cioè di evidenziare i caratteri più significativi della sua morfologia, in modo da riscoprire ed esaltare la sua identità. Inoltre è in grado di accentuare non solo l'edificio nella sua complessità, ma anche di esaltare particolari architettonici specifici, che rischiano spesso di passare inosservati nel caos quotidiano.
La luce può essere considerata come uno strumento critico di conoscenza della città, grazie alla sua natura selettiva; essendo in grado di esaltare i particolari e di riproporre ciò che è stato dimenticato dal passato, per questo può essere considerata come una componente sostanziale di interventi di riqualificazione e di restauro.
Per ottenere un'immagine coordinata della città notturna è indispensabile attuare una vera e propria regia della luce, attraverso la quale è possibile tenere in considerazione, non solo i contesti ambientali, ma anche delle relazioni sociali e simboliche. Ogni intervento di illuminazione urbana permette al progettista di orientare le impressioni dell'osservatore verso una o più trame narrative. Le funzioni dell'illuminazione artificiale possono essere così elencate :
- Rivelazione: una buona progettazione dell'illuminazione si basa sulla comprensione della città nella quale va a inserirsi, cercando quindi di rivelare allo spettatore determinati elementi, in genere quelli considerati i più caratteristici della città. Intervenendo su determinati fattori, come ad esempio le modalità di installazione, la diversificazione dei livelli di illuminamento e sul colore della luce, è possibile sottolineare la continuità o la discontinuità della struttura urbana, differenziare i quartieri e mettere in risalto le qualità formali;
- Esaltazione: allo stesso tempo un'illuminazione ottimale è in grado di creare dei sistemi di riferimento visivi, esaltando monumenti, infrastrutture, ecc..., che assumono un ruolo determinante grazie all'illuminazione;
- Trasformazione: attraverso l'utilizzo della luce è possibile scegliere elementi del paesaggio, che potrebbe non essere percepito in condizioni diurne, come ad esempio vegetazione, fiumi, sponde, ecc.. , attribuendo quindi alla città una nuova veste, diversa da quella diurna.
- Rappresentazione: la luce è in grado di mostrare ciò che non esiste attualmente, ma che è previsto in un prossimo futuro, creando un'esperienza sensoriale rivolta a tutte le utenze;
- Creazione di collegamenti: la luce ha la capacità di creare una contini anche tra gli spazi che durante il giorno possono essere vissuti come frammentati e distaccati;
- Catalizzazione: la riqualificazione urbana è in forte legame con un bi progetto di illuminazione urbana, essendo in grado di modificare la letture un'intera città, focalizzando l'attenzione verso possibili interventi nei punti maggiore visibilità;
- Sicurezza pubblica e privata: la luce ha sicuramente un ruolo mo importante nell'ambito della sicurezza, sia per quanto riguarda quella fisi« che quella psicologica. Una buona illuminazione è in grado di trasformare quei luoghi considerati più "pericolosi", favorendo una sensazione maggiore sicurezza;
- Comunicazione: la luce ha la capacità di rendere un ambiente piacevole, cl può essere utilizzato anche temporaneamente durante festival o avvenimenti
- Valorizzazione: Anche a partire dagli anni '80 le indicazioni progettuali insistono sulla valorizzazione del patrimonio artistico e dei centri storici. Solo recentemente i progettisti hanno preso coscienza di come la luce possa essere utilizzata per la valorizzazione della città e dei suoi elementi pii significativi. Nella nuova concezione si vogliono esaltare, non solo i centri storici, ma anche nuovi elementi urbani, come i fiumi posti all'interno de centro urbano, i patrimoni archeologici industriali e i grandi spazi periferici. Inoltre l'aspetto ludico della luce è di fondamentale importanza durante l'allestimento di festival ed eventi temporanei, in quanto diviene un ulteriore strumento per l'esaltazione della città.
Relatori
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