Uno spazio a misura di donna : linee guida sul colore all'interno del reparto di ostetricia dell'ospedale S. Anna di Torino
Paola Di Giovanni
Uno spazio a misura di donna : linee guida sul colore all'interno del reparto di ostetricia dell'ospedale S. Anna di Torino.
Rel. Anna Marotta, Chiara Cannavicci. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2014
Abstract
L'ospedale è un'istituzione antica presente in tutte le società. Nel corso degli anni i progressi scientifici hanno aperto nuovi orizzonti di cura, garantendo un’aspettativa di vita più alta e trasformando gli ospedali da luoghi di morte a luoghi di cura e guarigione. Mentre questi aspetti si sono evoluti, le strutture sono rimaste le stesse diventando in molti casi fatiscenti o obsolete. Obiettivo principale del progettista è quindi quello di sviluppare nuovi modelli di intervento che promuovano l'umanizzazione aH’interno degli ambiti ospedalieri. La qualità che si cerca non è solo quella medica, ma coinvolge una sfera molto più ampia che tiene in considerazione tutte le percezioni sensoriali che una persona in evidente stato di malattia può percepire. Questo lavoro nasce dalla volontà di risolvere un problema nodale degli ultimi tempi, ossia l’umanizzazione degli spazi ospedalieri, attraverso l'uso del colore. Personalmente, reputo che l'affrontare una malattia in un ambiente rasserenante possa garantire un periodo di ripresa considerevolmente più limitato piuttosto che affrontare un periodo oscuro in uno spazio grigio e cupo (o peggio acromatico). Non occorre fare stravolgimenti eccessivi, ma uno studio mirato e soprattutto l'utilizzo di colori non “a caso” possono notevolmente migliorare la permanenza all'interno della struttura. La prima parte di questo lavoro si occupa di tenere in considerazione gli aspetti oggettivi della visione, quelli cioè che ci permettono in modo meccanico di recepire un colore, una luce attraverso l'apparato visivo. Seguono poi gli studi pregressi e contemporanei sul modello colore e le sue capacità percettive. Vengono trattati solo alcuni dei protagonisti del colore, quelli che in qualche modo hanno reso i loro studi importanti ai fini percettivi e applicati ad una teoria. Prima di parlare del mio caso studio specifico ho ritenuto opportuno verificare la presenza di buoni esempi in tal ambito con il capitolo 3 relativo ai corretti interventi cromatici in ambito sanitario. La volontà di analizzare gli ambiti ospedalieri l'ho maturata a seguito del corso di comunicazione e percezione visiva tenuto dalla Prof.ssa Anna Marotta, ma la scelta del reparto su cui approfondire il mio lavoro è arrivata solo successivamente. La scelta è arrivata dal cielo con l'arrivo delle mie due nipoti che mi hanno fatto capire come questo reparto ospedaliero, nonostante sia il più importante di tutti, è probabilmente il più sottovalutato. Le persone che frequentano questi spazi non sono malate anzi sono in una piacevole condizione. Ma non per questo hanno meno importanza degli altri pazienti, perché anche loro si trovano in una situazione di sofferenza, anche se temporanea. Nonostante questa piacevole condizione spesso questo ambienti sono lasciati cromaticamente incompleti accrescendo la sensazione di paura che una donna indifesa prova in un momento come questo. Nonostante sia stato complicato reperire i permessi e fare fotografie all’interno del reparto sono soddisfatta del lavoro svolto e della scelta fatta. Uno spazio importante come questo, andrebbe ancora di più tutelato per permettere alle neomamme di affrontare correttamente un momento di stress come il parto. Per concludere ho reputato corretto inserire il materiale delle mie ricerche in un allegato con all’interno 30 casi studio divisi in tre grandi famiglie: istruzione, divertimento e svago e sanità, che mi ha aiutato nella fase di analisi dell'esistente e in tutta la fase di indicazioni progettuali.
Relatori
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