La città di Torino, facente parte del triangolo industriale degli anni ’50-’60 del Novecento, assieme alle città di Milano e Genova, ha dovuto affrontare a partire dagli anni ’80 dello stesso secolo, il rapporto tra la rivoluzione urbana con il riuso delle ex¬aree industriali dismesse, con parti di città realizzate in epoche diverse a seguito di una mutata situazione economica ed industriale in continuo movimento, divenuti oggi luoghi non più produttivi e quindi abbandonati.
Il tessuto edilizio legato all'industria ha contribuito alla crescita di conglomerati extra-urbani di dimensioni rilevanti.
Il dibattito su queste aree dismesse, si è intrecciato con un significato politico, culturale, sociale da sommare al valore di testimonianza per l’identità del territorio.
Evidentemente qualsiasi strategia di trasformazione che coinvolga queste aree dovrà partire dal riconoscimento di tale valore.
La direzione presa dalla municipalità è la trasformazione in senso terziario, con attività di tipo commerciale, uffici e servizi ad uso residenziale della zona nord di Torino, individuata dal Piano Regolatore Generale del 1995, in zona urbana consolidata residenza mista2.
L’area è anche interessata dalla presenza di una “Zona Storico Ambientale”, ossia da una parte di territorio caratterizzata da insediamenti storici e spazi che ne qualificano il valore urbano, compresi tra il fiume Dora, corso Verona e corso Regio Parco, ponendo vincoli di tutela e indica luoghi di ridisegno dello spazio pubblico soggetta oggi ad una riqualificazione.