Passages : un mondo in miniatura : un nuovo palcoscenico per la borghesia parigina
Ottavio Petrolito
Passages : un mondo in miniatura : un nuovo palcoscenico per la borghesia parigina.
Rel. Annalisa Dameri, Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2013
Abstract
Tra le tante peculiarità che il XIX secolo può vantare, c'è quella di aver visto la nascita di molti stati nazionali unitari così come li conosciamo ancora oggi. Nell’ Ottocento la parola nazione ha un’accezione che non è necessariamente politica. L’Italia come la Germania, ad esempio, sono nazioni solo potenziali, ma animate da volontà, più o meno forti, di unificazione. In questo periodo si pone quindi l’accento su legami che sono di origine naturale o politica, legami che porteranno alla nascita di stati che, come quello italiano, ben pochi all'inizio del secolo avrebbero pensato potersi identificare sotto la stessa bandiera. Per certi versi, quindi, esiste un ponte immaginario tra l’Ottocento e la stretta attualità, in cui molti aspetti della vita quotidiana, e non solo, sono la diretta conseguenza delle modificazioni socio-politiche iniziate in quella fase storica..
Come già accennato questi aspetti, sono molteplici. Ma uno dei più rilevanti è sicuramente quello della massiccia industrializzazione che sarà la forza motrice di notevoli cambiamenti all’interno della società dell’epoca. Modificare radicalmente la stessa società, porta a cambiamenti epocali che coinvolgono l’individuo e la collettività, quindi la città e il modo stesso di viverla. In particolare l’industrializzazione crescente ha due conseguenze molto rilevanti e strettamente connesse tra loro.
Crescita industriale, significa anche crescente necessità di mano d’opera e, quindi, di operai. Questi, spostandosi massicciamente dalla campagna verso i grandi centri urbani, non solo rendono necessaria una revisione dell’ambiente urbano, allora inadeguato in termini di salubrità e fruibilità, ma contribuiscono alla nascita di un nuovo livello sociale: la classe operaia. Se questo è il primo fondamentale aspetto, il secondo è strettamente legato a quanto detto prima. La produzione di nuovi prodotti di largo consumo, comporta la modificazione del concetto di distribuzione del prodotto stesso.
Parigi, all’inizio dell’ Ottocento presenta un grande numero di attività commerciali che però risultano insufficienti sia per la crescente quantità di merce prodotta, sia per l’incremento notevole dei consumatori che bramano l’acquisto della novità commerciale di turno. In una Parigi ancora lontana dalle modificazioni volute da Haussmann, l’esigenza di nuovi spazi “socio-commerciali” porta alla nascita e allo sviluppo del fenomeno passages, luoghi nei quali l’attività commerciale si mescola a quella sociale, dove si può comprare ma anche solo passeggiare, dove a nessuno è preclusa la possibilità di vivere e ammirare le meraviglie della tecnologia e della produzione in serie.I passages, eredi dei mercati e dei bazar, antenati dei centri commerciali. Questo “fenomeno” si affermerà in Europa, Russia e Stati Uniti. Anche l’Italia sarà testimone di alcuni esempi a Torino, Milano, Roma, Napoli per arrivare fino a Trieste e Messina. Ma la capitale francese, è la culla di questo nuovo modo di concepire lo spazio pubblico. Il quale ha rivoluzionato il concetto di luogo destinato al commercio, riuscendo a diventare molto di più.
Studiare i passages, quindi, significa analizzare aspetti storici, economici, sociali, urbani e urbanistici. Ma anche un’architettura dove le meraviglie dell’evoluzione tecnologica in vendita, sono parte dell’architettura stessa.
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