RED : rigenerazione edifici dismessi. Ipotesi di un processo che rigeneri edifici pubblici dismessi utilizzandoli come strumento di riattivazione economica, urbana e sociale
Luca Cretella, Gian Maria Mazzei
RED : rigenerazione edifici dismessi. Ipotesi di un processo che rigeneri edifici pubblici dismessi utilizzandoli come strumento di riattivazione economica, urbana e sociale.
Rel. Gianfranco Cavaglià. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
Scrivere una tesi restando legati alla dimensione della realtà elaborando un argomento o un tema “creativo” di interesse resta un lavoro difficile e che implica molto pensiero e responsabilità. Ciò che ci è riusciti di fare è stato rilevare e analizzare esperienze e pratiche, da noi valutate come interessanti, componendole nelle loro parti migliori per realizzare qualcosa di nuovo che “già esiste”.
Fin dall’inizio siamo partiti da considerazioni legate alla costruzione, all’opportunità di muovere certi passi e allo stato attuale della realtà.
In principio l’oggetto della Tesi era la realizzazione di un edificio guardando ai temi dell’auto costruzione, della sostenibilità, dell’impatto ambientale. Per dare coerenza e dignità a questi temi ci siamo presto resi conto che, forse, costruire il nuovo dovrebbe essere un iniziativa da ponderare con la dovuta attenzione senza farsi cogliere dagli “isterismi” del pensiero ideologico. Quello che ne è venuto fuori è una Tesi che racconta la costruzione di una strategia da impiegare per utilizzare edifici pubblici, in fase di dismissione, come strumento per la realizzazione di progetti d’impresa sostenibili, a costo zero per le Amministrazioni.
Quello che abbiamo elaborato, e che cercheremo di raccontare, riguarda un meccanismo, al quale abbiamo dato il nome RED (Rigenerazione Edifici Dismessi), che coinvolge in maniera integrata vari temi quali il riuso edilizio, la piccola impresa, il contesto locale, l’associazionismo e il partenariato pubblico-privato con l’aspirazione di diventare un prassi praticabile e reiterabile di rigenerazione urbana.
Il nostro lavoro di Tesi si è diviso In più fasi divise, quasi equamente, tra analisi ed elaborazione.
La prima parte del lavoro che risponde al primo capitolo Presupposti teorici è un esternalizzazione di ciò che negli anni dell’Università e nei mesi di elaborazione della Tesi è maturato in noi e nella nostra coscienza. I temi descritti nel 1° capitolo rappresentano una fase di avvicinamento al tema della Tesi partendo da idee e valutazioni personali su argomenti di ampio interesse con i quali sia gli Architetti sia le persone comuni dovrebbero confrontarsi. Questa base teorica di analisi ci è servita per fare chiarezza sulle nostre intenzioni e per avere un background teorico dal quale partire per l’elaborazione della Tesi.
Durante la seconda parte del nostro lavoro ci siamo concentrati sullo stato reale del fatti cercando di indagare delle esperienze già realizzate o in fase di realizzazione che bene si sposassero con i temi da noi messi in evidenza nel 1° capitolo, in tal modo siamo riusciti a costruirci un certo grado di conoscenza di buone pratiche alle quali fare riferimento. Il 11° capitolo, quindi, è un contenitore di diverse ricognizioni su bandi, sul patrimonio pubblico e di interviste realizzate durante un lungo percorso circolare di feedback che ci ha messo in condizione di aggiornare la nostra Indagine, intervista dopo intervista, al passo con l’elaborazione sempre mutevole del nostro progetto di Tesi. Come un blob il nostro progetto, che in vero è una strategia, si è confrontato, corretto ed aggiornato in funzione dei nostri ragionamenti e delle risposte che raccoglievamo durante questa seconda fase di Rilevamento della Realtà.
Ciò che di più facile potevamo fare dopo queste due fasi era mettere a sistema i temi fondati emersi dal 1° capitolo e gli spunti, per noi interessanti, raccolti durante la fase di relazione con la realtà in un unica fase “digerente”. E’ scaturita così l'Analisi digerita, terza parte del nostro lavoro spesa per capire dove potevano condurci le nostre indagini ed i relativi temi. Abbiamo così messo su carta: gli obbiettivi che potrebbero essere raggiunti riutilizzando, come mezzo di uno scopo, il patrimonio pubblico in carica alle Amministrazioni sofferenti economicamente; i problemi che si oppongono alla realizzazione di questo scopo e l’analisi delle condizioni endogene a favore e a sfavore della realizzazione di tale scopo.
E’ nato così il processo RED, un meccanismo che utilizza il patrimonio pubblico per favorire l’occupazione giovanile e contemporaneamente il recupero edilizio dell'immobile stesso.
Appurati i riferimenti e lo “scopo” è sopraggiunta la quarta fase del nostro lavoro nata con l’intenzione di descrivere come si sarebbe potuto realizzarlo. Il capitolo su II processo è la parte dì output del nostro percorso di Tesi dove descriviamo gli attori attori che potrebbero risultare Interessati dal processo di rifunzionalizzazione e le fasi in cui questo si divide. Questo capitolo è il fulcro della Tesi nato dalla composizione di tutti gli aspetti di interesse rilevati sia durante l’elaborazione teorica della Tesi sia durante la fase di indagine delle buone pratiche selezionate in funzione di tali temi.
La Tesi sì ultima con delle Conclusioni che guardano al possibili sviluppi del processo RED e alle implicazioni che, la messa a regime dello stesso, potrebbero comportare in termini di sfruttamento del patrimonio pubblico inutilizzati ed in termini di accompagnamento all’impresa.
- Abstract in italiano (PDF, 262kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 261kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
