“L’agricoltura nell’habitat urbano: uno strumento di integrazione sociale a Caracas”
Angel Augusto Gonzalez Linarea
“L’agricoltura nell’habitat urbano: uno strumento di integrazione sociale a Caracas”.
Rel. Alfredo Mela, Riccardo Balbo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
La situazione politica che vive il Venezuela ed i problemi di ordine socio economico che dirigono la vita dei suoi abitanti, impose agli uomini istruiti a ricercare e proporre soluzioni nei diversi ambiti che richiede la città, in questo studio in questione si abborda un tema di rilevanza sociale, l’accesso ad un’abitazione degna che apporti condizioni di vita adeguate alle famiglie dei settori emarginati, Prima di tutto, si studiò la crescita della popolazione in che maniera furono colpite le grandi città, dalla migrazione di abitanti delle zone rurali, nonché l’arrivo di stranieri in conseguenza delle guerre accadute in Europa nelle prime cinque decadi del secolo XX.
La popolazione rurale proveniente dall’interno del paese che si stanziò nella periferia urbana crebbe in maniera spontanea creando città informali sprovviste dei servizi basilari e senza lo sviluppo di piani urbani. II governo Nazionale incapace di raccogliere le necessità e bisogni di questi settori in uno schema strategico, lasciò che il popolo stesso fosse quello che costruisce il “tessuto urbano” che tuttora circonda la città di Caracas.
Nella maggior parte questi settori provenivano dall’interno della nazione, famiglie che nel tempo avevano lavorato nell’agricoltura, attività che fu in buona parte accantonata con il boom petroliero e L’industrializzazione delle città emergenti; Fattività dell’industria petrolifera beneficiò economicamente al paese, ma allo stesso tempo marginalizzò la produzione agricola, attività che per se stessa, concede sovranità alimentare alla nazione. Il reddito ottenuto dalla rendita petrolifera attualmente è quello che supporta l’economia, infatti, le importazioni di prodotti alimentari e altre categorie merceologiche oggi è un compito del processo politico. Al fine di raggiungere la sovranità alimentare, limitando costose importazioni, è sempre più forte l’orientamento di tornare all’agricoltura com’era nella tradizione del popolo venezuelano, avendo grandi spazi terrieri all’uopo.
Benché esistano piani strategici da parte “dell’organismo nazionale nei processi di sovranità alimentare e di gestione sociale per i settori più poveri”, è importante anche creare un processo di coscienza sociale, che permetta l’emancipazione nella maggior parte dei settori produttivi, dato che il paese ha grande disponibilità di materie prime, ma basa paradossalmente buona parte della sua economia sul reddito
petrolifero.
La costituzione della Repubblica Bohvariana del Venezuela fornisce le risorse ed i mezzi legali voluti dal popolo gestiti dai dirigenti nazionali per sviluppare progetti d’interesse sociale, la creazione dei consigli comunali come sistema di organizzazione sociale permette sicuramente l'autogestione.
Le Missioni propugnano il riscatto agricolo, culturale, sportivo ed educativo ispirate alle ideologie del sistema politico. Si potrebbe ottenere un cambiamento sostanziale a molti dei problemi che interessano la società venezuelana, ma dopo quasi due decadi il cosiddetto “governo rivoluzionario”, non è riuscito ad effettuare cambiamenti rilevanti in tema di sicurezza cittadina, sovranità alimentare e quello che compete direttamente a questa tesi, lo sviluppo di un’abitazione che promuova l’agricoltura e la crescita organizzata del tessuto urbano che possa diventare un ponte integratore col resto della città, cioè, che non renda vulnerabili le famiglie “beneficiate”, da questi progetti domiciliari, allontanandole dai servizi che offre la città. In questa tesi, si propone l’attività agricola come mezzo di produzione locale (a chilometro zero), promuovendo quella che fu l’attività commerciale di maggiore importanza nazionale prima dell’avvento dell’economia petrolifera, come avrebbe dovuto continuare ad essere.
Il contesto scelto per detto progetto è ubicato nell’est della Città di Caracas, conosciuto come “Aeroporto internazionale la Cariota”. La Alcaldia Metropolitana de Caracas (comune metropolitano di Caracas), presentò un concorso internazionale di architettura che chiamò “Idee per la Cariota”. Come obiettivo principale si richiedeva il design di un parco, ed ai concorrenti progetti sostenibili, tra essi quello che si propone in questo studio, che ha la finalità di rispondere alle problematiche domiciliari proprie dei paese in via di sviluppo che sarà contemporaneamente generatrice di lavoro. Si prevede l’attività agricola con l’uso di coltivazioni idroponiche, un processo di produzione continua e sostenibile di alimenti che possano garantire almeno ai cittadini del posto la propria sovranità alimentare, soprattutto in questo momento di difficoltà economiche globali, e permettano il basso costo della produzione, raccolta e distribuzione, limitando così l’incremento del prezzo finale dei prodotti.
Per determinare l’accettazione a buon fine di questo progetto davanti alla popolazione venezuelana, si realizzò un’analisi sociologica in un settore determinato della città, in modo che i meno abbienti manifestassero le proprie necessità ed esigenze, rivalutando e ridisegnando cosi la proposta elaborata in precedenza. Per raccogliere le abitudini e vissuti delle famiglie del settore popolare, utili a questo piano di lavoro, si usò un attrezzo conosciuto come il Focus Group che permette di fare una valutazione qualitativa del progetto e genera dati importanti che permettono all’architetto di riproporre in maniera molto più efficiente un progetto di interesse sociale, integrandolo con l’identità e le necessità del Barrio, senza diminuire la capacità progettuale dell’opera, e come punto rilevante capace di organizzare le diverse necessità presenti nei Barrios come possono essere gli spazi di interazione sociale, in funzione alle attività culturali, sportive e commerciali che tante volte si dimenticano nei nuovi progetti di interesse sociale proposti dai governi.
Relatori
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