Quando il malato è la città : la riqualificazione degli edifici dismessi dell’ASL di Asti
Aldo Cannillo, Daniele Casoni
Quando il malato è la città : la riqualificazione degli edifici dismessi dell’ASL di Asti.
Rel. Pierre Alain Croset. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
Da otto anni, la città di Asti discute di un problema molto sentito: trovare una destinazione ai fabbricati vuoti, un tempo contenitori dell'Ex Ospedale cittadino. Per la posizione strategica occupata al centro del territorio comunale e per il numero di persone che gravitavano attorno al polo ospedaliero, gli edifici in questione ricoprivano un ruolo fondamentale negli equilibri economici e sociali della città. Equilibri progressivamente mutati dopo l'entrata in funzione del nuovo Ospedale, situato in zona Fontanino alla periferia nord di Asti.
Un anno dopo la costruzione del nuovo Ospedale Cardinal Massaia, iniziata nel 1997 e conclusasi nel 2004, vengono trasferite tutte le attività sanitarie, ad eccezione della radioterapia che entra in funzione solo a fine 2006, anno della dismissione ufficiale dei tre immobili facenti parte del complesso ASL 19 di Asti.
Già dagli anni '90 si è a conoscenza dell'esistenza del progetto del nuovo Ospedale, ma non viene pianificata alcuna destinazione d'uso alternativa per i vecchi edifici, nè in vista del loro abbandono, nè successivamente quando la dismissione diventa reale.
Ancora oggi il tema dei contenitori vuoti astigiani ritorna attuale (e strumentalizzato) soltanto ad ogni tornata politica, per essere poi nuovamente dimenticato al termine delle elezioni. La mancanza di priorità urbane e di una visione progettuale d'insieme, hanno portato Asti ad adattare il proprio sviluppo a quello della politica economica. Le attenzioni delle amministrazioni sono state rivolte maggiormente a questioni superficiali ed individualistiche, anziché al bene comune e alla qualità della vita dei propri cittadini.
Questa tesi nasce dunque dalla necessità di dotare di nuove identità le aree e gli edifici del complesso dell'Ex Ospedale Civile dell'ASL 19 in stato di abbandono da troppo tempo, per mezzo di una rifunzionalizzazione mirata.
"Rifunzionalizzare"significa per noi re-interpretare segni e componenti della struttura dei vecchi edifici, per consegnarli alla contemporaneità con una funzione rinnovata, dotata di una nuova forza comunicativa e quindi chiaramente distinguibile; significa inoltre fondare nuove relazioni con il contesto, dalle quali può scaturire anche una rinascita di questi luoghi.
Nei prossimi capitoli verranno analizzate le dinamiche dei quartieri attorno agli edifìci ospedalieri dismessi : risaliremo alla storia dei fabbricati e dei contesti coinvolti, cercheremo di identificare le richieste primarie e le esigenze della comunità, così da soddisfare, con progetti mirati, i bisogni puntuali riscontrati in ogni area.
Il percorso di analisi dopo aver vagliato le soluzioni proposte dalla Variante ASL, e valutato con un'attenta diagnosi criticità e punti di forza, si concluderà con una proposta progettuale mirata a risanare il "malato"- città.
Temi attuali nel comune di Asti quali l'emergenza casa, la crescente domanda abitativa e l'abbandono di aree centrali a favore di poli periferici ci hanno condotto verso tre proposte progettuali diversificate nelle tre aree prese in considerazione per l'intervento progettuale, tutti appartenenti all'Ex Complesso Ospedaliero astigiano: la Sede principale dell'Ex Ospedale ( vile in via Botallo, il fabbricato adibito ad Uffici e Laboratori dell'ASL in via Orfanotrofio e l'ari della Ex Maternità in via Duca D'Aosta.
Relatori
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