Nuovo Centro Culturale Braidese NCCB : ampliamento e recupero dell'ex caserma Cavalli
Marco Costamagna
Nuovo Centro Culturale Braidese NCCB : ampliamento e recupero dell'ex caserma Cavalli.
Rel. Massimo Camasso, Maria Cristina Azzolino, Rossella Taraglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2013
Abstract
Il tema del riuso delle strutture edilizie è una questione attuale nel dibattito architettonico. Nuove politiche amministrative come la dismissione di edifici pubblici e l'accorpamento di sedi distaccate o il decentramento produttivo industriale permettono di confrontarsi con il recupero di fabbricati esistenti.
Dal punto di vista architettonico questi interventi si configurano come opportunità non solo riferite all'edificio interessato, ma, nella maggior parte dei casi, svolgono un ruolo di traino per una riqualificazione del tessuto urbano circostante.
Il riuso e il recupero dell'esistente, poi, si riconduce alle tematiche di minor consumo di suolo e di riduzione dei costi di costruzione; oltre che di risparmio energetico.
La sinergia tra privati e Pubblica Amministrazione risulta essere fondamentale, soprattutto quando gli edifici sono di proprietà pubblica.
Torino risulta essere una delle città che ha saputo meglio confrontarsi e sfruttare l'eredità della crisi industriale iniziata negli anni '90 , dando nuova vita e nuove funzioni a strutture esistenti abbandonate, grazie a una forte collaborazione tra Enti pubblici, società civile e investitori. Oltre ai grandi programmi di riqualificazione urbana, sono stati riconvertiti spazi industriali o edifici di proprietà comunale in centri culturali e di aggregazione, come la Fondazione Merz (ex fabbrica Lancia), Belleville (ex edificio industriale), Spazzi (ex fabbrica di materiale elettrico), Hiroshima Mon Amour (ex scuola elementare) o Spazio 211 (ex centro servizi comunale); oppure magazzini e strutture militari recuperati in distretti creativi, come il Cortile del Maglio ei Docks Dora.
Ovviamente, le riconversioni hanno avuto come oggetto anche altre destinazioni d'uso, ma è interessante notare l'attenzione degli Enti locali posta verso spazi culturali, che hanno poi avuto un ritorno su tutto il territorio circostante.
Vengono così instaurate nuove reti di connessione con altre zone della città, annullando possibili situazioni di isolamento; si dona un nuovo senso di sicurezza all'area e si offrono nuovi servizi e punti attrattivi.
Altro capitolo, strettamente connesso, è quello relativo all'efficientamento energetico: il patrimonio edilizio italiano risulta essere costituito per circa il 78% da edifici costruiti antecedentemente la prima legge che trattò il tema dell'efficienza energetica in edilizia, la Legge 373/1977, mentre se si considera la Legge 10/1991 si raggiunge addirittura l'89%. Risulta quindi fondamentale per il futuro, associare il riuso di edifici esistenti aN'effidenza energetica.
Il tema sviluppato in questa tesi di laurea ha fornito l'occasione di cimentarsi su di un problema sottoposto dai responsabili della municipalità di Bra.
In seguito a diversi incontri con il personale politico-amministrativo, sono stati proposti alcuni temi e, d'accordo con il relatore, si è scelto il progetto per l'ampliamento della Biblioteca Comunale.
Lo stabile è inserito nel lotto denominato Centro Culturale Braidese, di cui fa parte anche l'edificio conosciuto come Centro Polifunzionale G.A. Arpiño; i quali precedentemente alla rifunzionalizzazione, componevano la Caserma Cavalli, inserita nel contesto del Distretto militare braidese.
La richiesta era di riqualificare l'intera area e prevedere un' ampliamento nell'ordine di 400-600 metri quadri complessivi.
Da quel momento si è instaurata una sinergia con l'Amministrazione, che ha portato ad avere diversi incontri con funzionari comunali.
La proposta di ampliamento della biblioteca era già stata avanzata in Consiglio Comunale. Tra i punti del programma dell'attuale Amministrazione Comunale Braidese è presente la ristrutturazione dei suddetti spazi, con l'annessa creazione di nuove funzioni, quali aule studio e aree per i giovani.
La situazione attuale della biblioteca vede la mancanza di alcuni spazi molto importanti: manca una zona emeroteca adeguata, un'aula studio, uno spazio adibito a bar/caffetteria e maggiore spazio per la consultazione dei libri.
Inoltre lo spazio esterno, non essendo sfruttato a dovere, sembra essere uno spazio di risulta.
La necessità che si riscontra nella popolazione è soprattutto legata alla mancanza di adeguati spazi per la lettura e lo studio. Con l'avvento dell'Università del Gusto a Pollenzo e quindi l'aumento di giovani studenti nella città, si sente la necessità di ricercare adeguati spazi per assolvere queste problematiche.
Il progetto si pone come un vero Polo culturale che possa essere vissuto dalla cittadinanza ogni giorno, ricco di funzioni e con possibilità di instaurare nuove interazioni sociali.
- Abstract in italiano (PDF, 287kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 290kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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