Studio per un centro civico in piazzale Valdo Fusi
Giuseppe Schiariti
Studio per un centro civico in piazzale Valdo Fusi.
Rel. Costantino Patestos. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2013
Abstract
Il rilievo è una fase induttiva-sperimentale, che si discosta dalla pura progettazione in se stessa, infatti rappresenta uno stadio propedeutico al percorso compositivo, in cui foto, schizzi e relative restituzioni grafiche delegano lo studio morfologico alla vena creativa dell’architetto.
La base di qualsiasi ricerca compositiva è l’assimilazione del contesto, in particolare se l’a-rea d’intervento è situata nel centro storico di una città; nel caso torinese di piazzale Valdo Fusi, la personalità più forte appartiene a ciò che occupava l’isolato e che ora non c’è più, ovvero il Regio Politecnico, mentre la preesistenza maggiormente degna di nota, per lon-gevità, è sicuramente il nosocomio castellammontiano.
[…] Qualche volta si costretti a rilevare un edificio, perché dell’edificio non ci sono rilievi. Nella maniera di de-scrivere si è costretti, inevitabilmente a procedere analiticamente. Procedendo analiticamente s’impara nella natura della “cosa”, a distinguere, ad elencare le parti meno necessarie, o più necessarie, cioè ad istituire, in sostanza, delle gerarchie. E, istituendo delle gerarchie, si scopre che il progetto di architettura che noi rilevia-mo, o che noi copiamo con questa procedura, non è più un “progetto” ma è l’architettura stessa. […] [83]
Rilevare è un esercizio che comporta la concomitanza di più discipline come la geometria descrittiva, la raccolta di filmati e la fotografia; in sostanza è un metodo scientifico che dapprima supporta, ma alla fine evolve la percezione complessiva della preesistenza mul-tiforme nella comprensione della dimensione storica del territorio
In un centro storico, il meticoloso concorso dei suddetti sforzi, è un momento articolato e faticoso, tuttavia è l’unico e necessario mezzo per conferire lungimiranza al progetto.
Il secondo dopoguerra ha costretto la classe intellettuale a confrontarsi con l’incompatibili-tà tra la certezza della distruzione e l’ipotesi della ricostruzione; fu eloquente il dovere pro-fessionale, nonché umano, di cimentarsi seriamente su tale riflessione.
La situazione innalzò il valore di un buon rilievo, il cui approccio grafico, pur non essendo un’azione conclusiva, divenne un gesto, “fusione di più segni”, in grado di aprire la strada al perfezionamento dell’inclinazione progettuale dell’architetto, a cui viene data l’occasione di misurare il proprio bagaglio culturale con il passato della zona studiata.
Relatori
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