La città metropolitana nella pianificazione e nel governo del territorio : i casi di Torino e Genova : studio comparato delle specificità dei due contesti e sviluppo di possibili approcci per una pianificazione metropolitana efficace
Roberto Ferrara
La città metropolitana nella pianificazione e nel governo del territorio : i casi di Torino e Genova : studio comparato delle specificità dei due contesti e sviluppo di possibili approcci per una pianificazione metropolitana efficace.
Rel. Carlo Alberto Barbieri. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Paesaggistico-Ambientale, 2013
Abstract
L’elaborato affronta un’indagine sulla città metropolitana, ente locale che rivestirà competenze di governo del territorio nei territori metropolitani delle maggiori città italiane. Si tratta di un istituto che, nonostante sia stato introdotto nella legislazione italiana già nel 1990, ha in seguito subito un percorso molto travagliato che lo ha portato a mutare più volte caratteristiche e modalità costitutive senza però mai giungere a compimento. Recentemente, nel 2012, si è aperta una nuova fase dell’annosa questione che, attraverso ulteriori avvenimenti, ha condotto alla situazione attuale, nella quale paiono sussistere sia una volontà politica a livello nazionale che un dibattito, più o meno acceso a seconda dei casi, a livello locale.
La città metropolitana nasce per offrire una nuova dimensione di governo urbano a quelle città in cui la crescente urbanizzazione registratasi a partire dal dopoguerra è giunta ad interessare un territorio molto più ampio dei confini comunali, resi ormai inadeguati. La sua costituzione appare anzi oggi in forte ritardo rispetto alle esigenze per cui è stata prevista. Altri paesi europei con approcci diversificati hanno infatti già istituito organismi istituzionali paragonabili alla città metropolitana, anche se in maniera generalmente meno diffusa sul proprio territorio nazionale rispetto a quanto previsto in Italia. Tuttavia l’azione esercitata localmente, talvolta anche con il supporto dallo Stato, tramite l’associazionismo volontario e le diverse forme di cooperazione instauratesi in numerosi contesti, ha consentito di sopperire parzialmente a questo ritardo. In ogni caso però la direzione che lo scenario geoeconomico internazionale sta intraprendendo impone dopo tanti anni un rinnovamento strutturale dell’amministrazione locale delle grandi città.
Obiettivo del lavoro è pertanto approfondire le conseguenze che l’entrata in funzione del nuovo ente avrà sul sistema di pianificazione italiano e delineare alcuni suggerimenti per la conseguente riorganizzazione dei piani a livello metropolitano.
I due casi studio rappresentano due riferimenti territoriali che sono necessari per evitare che l’analisi, priva di esempi concreti, si perda nell’impalcato teorico e fallisca nell’offrire spunti operativi. Torino e Genova pertanto, tramite il loro modo diverso di
essere città metropolitana, consentono di focalizzare come le indicazioni ottenute attraverso l’analisi generale possano essere sfruttate al meglio articolandosi in maniera differente a seconda del contesto.
L’elaborato, anche nelle sezioni e nei capitoli più analitici, non si sofferma molto sulle cause e sulle forme dei problemi metropolitani preferendo piuttosto concentrarsi sulle modalità con cui questi sono stati trattati. Anche quando si tratterà di strumenti e metodologie utilizzati l’attenzione sarà sulla governance che li hanno permessi o favoriti, entrando nel merito dei loro risultati effettivi solamente nella misura utile ad offrire una valutazione funzionale agli obiettivi.
Sono due le principali dimensioni con cui questo tipo di indagine deve confrontarsi: quella politico-amministrativa e quella relativa a pianificazione e governo del territorio. L’elaborato si occupa in maniera particolare della dimensione pianificatoria, per quanto il forte nesso che esiste fra le due non permetta di non fare osservazioni anche in ottica politico-amministrativa.
Nella prima sezione sarà proposta una ricostruzione accompagnata da un’indagine critica del percorso storico che ha preceduto l’attuale fase normativa. In primo luogo verranno analizzate le soluzioni sperimentate come risposta alle problematiche delle aree metropolitane prima che l’ipotesi di un nuovo ente di governo del territorio fosse sentita e si affacciasse nel dibattito parlamentare. Verrà quindi abbandonato il campo storico di queste ipotesi, indagando le ragioni che hanno portato al superamento di questi modelli in virtù di un nuovo dibattito teorico avviatosi negli anni ’80, che è stato alla base dell’ideazione della città metropolitana, del quale verranno delineate le principali posizioni e le caratteristiche del contesto. Si entrerà quindi nel merito del percorso istituivo vero e proprio con l’analisi della legge 142/1990 istitutiva dell’ente e si proseguirà con la lunga serie di provvedimenti legislativi successivi (la legge 436/1993; il TUEL; la revisione costituzionale del 2004; la legge La Loggia del 2003 e la legge delega sul federalismo fiscale del 2009).
La seconda sezione sarà completamente dedicata a far comprendere al meglio come è strutturato l’attuale scenario. Il primo capitolo esplorerà le principali soluzioni ritenute ancora attuali, sia di tipo strutturale che funzionale, che si sono sviluppate per il governo del territorio metropolitano. Sono inserite in questa sezione poiché, pur essendosi sviluppate negli ultimi decenni parallelamente all’evolversi del dibattito sulla città metropolitana, si propongono oggi come utili strumenti da utilizzare come contributo di partenza o come affiancamento a quelli che avrà a disposizione il nuovo ente. A seguire sarà gettato un breve sguardo sulle vicende connesse con l’attuazione nei contesti locali
delle diverse normative nazionali sulla città metropolitana. Anche in questo caso è stata significativamente scelta una collocazione nella sezione che descrive lo scenario attuale poiché l’analisi non vuole entrare nel merito delle risposte locali ma ne considera le dinamiche prevalenti a livello nazionale, con particolare attenzione ai rapporti di governance, considerandole come l’eredità che il dibattito ha lasciato dietro di sé. Seguirà una ricostruzione delle vicende dell’ultima fase del dibattito normativo sulla città metropolitana, quella aperta con il governo Monti e che attraverso diversi step hanno condotto alla situazione attuale. Chiude un capitolo di analisi critiche e proposte, che costituiranno la parte centrale della tesi, indagando sulla struttura del piano metropolitano.
Infine le ultime due sezioni scenderanno nel particolare dei due casi studio (rispettivamente Genova e Torino). La struttura dell’analisi riprende, seppur con un’organizzazione diversa, il filo conduttore seguito nella trattazione della situazione nazionale. I due casi-studio sono introdotti da una rapida presentazione dei rispettivi contesti, valutati dai punti di vista delle caratteristiche del territorio e del mosaico amministrativo attualmente vigente, soffermandosi sui tratti utili ai fini dell’analisi. Anche per i due casi di studio sarà ricostruito il percorso di avvicinamento alla città metropolitana attraverso la descrizione delle esperienze che sono risultate più significative in termini di contributo, sia teorico che pratico, offerto al dibattito. Gli ultimi capitoli di entrambe le sezioni esordiranno con le analisi critiche dei percorsi svolti dai due contesti e su questa base si svilupperanno le successive proposte. Queste, organizzate sotto forma di linee guida per la pianificazione metropolitana, non soffermandosi ulteriormente su quanto già detto in maniera generale nella seconda sezione, tenteranno di offrire qualche spunto legato alle specificità dei due contesti. In entrambi i casi si concluderà con un approfondimento su un aspetto particolare ritenuto importante per la riuscita del disegno di riforma.
- Abstract in italiano (PDF, 314kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 355kB - Creative Commons Attribution)
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