La formazione dell'immagine del mondo e di concetti che la definiscono si danno dai primi giorni di vita. Entrambi dipendono dal linguaggio e dal pensiero, che insieme sono in grado di integrare e comunicare le informazioni sensoriali. E attraverso le informazioni sensoriali che si riceve, uno è in grado di leggere tutto ciò che gli sta attorno e di definire le sue impressioni su gli stimoli del contesto.
“Vedere” il mondo è una espressione molto più ampia del semplice sguardo. Vedere oltrepassa i nostri occhi e coinvolge tutti i nostri sensi. Uno è in grado di riconoscere e osservare attraverso un profumo, un sapore, una tessitura, una canzone. E l’architettura, anche se ormai è pensata e realizzata maggiormente per il senso della vista, non deve richiedere solo la partecipazione visiva, ma deve basarsi su una esperienza polisensoriale e aptica – “toccare con attenzione” - che la arricchisca.
Tutti i sensi nascono dal tocco. Pure gli occhi sono rivestiti da una membrana trasparente (la cornea) di pelle differenziata. La pelle riveste anche le orecchie, il naso, la bocca. E attraverso la pelle, si sente, si vede, si osserva. Attraverso la pelle, i disabili visivi raccontano le loro esperienze, lo spazio e come lo percepiscono.
Il percorso di questo lavoro si basa esattamente sulla esperienza sensoriale tenendo conto della cecità, con lo scopo di comprendere come si sviluppa la percezione dello spazio in tale condizione, come i sensi sono stimolati, quall’è il ruolo del tocco come risorsa principale di orientazione nell’ambiente, come avviene la lettura dell’architettura e la comunicazione tra l’edificio e chi lo vive.
In una seconda parte, lo studio è interessato anche dall’analisi degli ambienti presenti nel contesto brasiliano pensati per i bambini, sia per il gioco, sia per l’apprendimento e dalla messa a confronto con quelli esistenti nell’ambito italiano. Da questo approfondimento, attraverso il riassunto e la triangolazione dei risultati degli studi empirici realizzati e anche degli studi architettonici, è possibile delineare la base di parametri di progettazione tattili che ne derivano, centrandosi su spazi dedicati all’infanzia con necessità speciali, con fuoco nel disegno creativo e ricco di esperienze sensoriali.
L’obiettivo finale è quello di collaborare nell’inclusione dei disabili visibili nello spazio costruito, preservando l’uso della percezione attraverso tutti i sensi uniti.