Bambù : un materiale sostenibile da incentivare
Roberto Ferrero
Bambù : un materiale sostenibile da incentivare.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
Il seguente studio si propone di creare una facciata ventilata per il miglioramento delle prestazioni energetiche di un edificio situato nella zona industriale di Mondovì, un comune di circa 26.000 abitanti, situato in provincia di Cuneo. Chi scrive ha avuto modo di esperire in prima persona le condizioni di tale struttura, poiché ha svolto un tirocinio nella stessa per la durata totale di un intero anno solare. Si ha quindi avuto modo di constatare da vicino le necessità e le debolezze del complesso in questione in diversi periodi dell’anno, al fine di svolgere un lavoro accurato e puntuale.
E necessario però specificare, che la tesi in questione è anche e soprattutto atta a trovare una soluzione che permetta il minor dispendio energetico possibile. Per questo motivo, tra i tanti materiali ecosostenibili, la scelta è ricaduta sul bambù. Troppo spesso sottostimata e sottovalutata nelle sue qualità intrinseche, questa pianta rivela invece proprietà inaspettate e che permettono un alto risparmio ambientale.
Ecco quindi che la ricerca si trasforma, soprattutto per la prima parte, in una dettagliata analisi del bambù e delle sue specificità, in quanto si crede che il panorama italiano e, in generale, europeo, non sia ancora sufficientemente informato sull’argomento. Si tende infatti molto spesso a prediligere materiali esaltati dalla tradizione, perdendo però di vista il risparmio e il giovamento possibili da un’eventuale apertura all’innovazione.
Dopo un esauriente excursus sul bambù e le sue proprietà e applicazioni possibili, in Europa e nel mondo, si descriverà l’edificio scelto e a rilevare le necessità da risolvere con l’intervento della facciata ventilata, unitamente a un’accurata descrizione della stessa e della sua applicazione.
Nel terzo capitolo si intende infine portare ulteriori giustificazioni sulla scelta del bambù come materia prima: confrontandone i valori con quelli dei materiali più tradizionali sarà possibile affermare con decisione che l’unica pecca di questa pianta è la mancanza di piantagioni intensive su suolo europeo.
Il fine ultimo di questa tesi, lungi dall’essere completamente esaustiva, è rilevare l’importanza nel considerare l’impatto ambientale di un materiale al pari degli altri valori ai quali è riservata maggiore attenzione. Inoltre, l’auspicio è esortare le autorità competenti a introdurre alcune normative che facilitino la coltivazione e la diffusione del bambù, oltre a contribuire a eliminare del tutto la diffidenza provata verso una pianta di origini non autoctone ma che potrebbe ridurre drasticamente i costi ambientali di un Paese che ne avrebbe veramente bisogno.
Relatori
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