Caratterizzazione energetica della nuova Università della Musica in Valle d’Aosta
Silvia Florakis
Caratterizzazione energetica della nuova Università della Musica in Valle d’Aosta.
Rel. Valerio Roberto Maria Lo Verso. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
Un teatro è un luogo, spesso un edificio, il cui uso specifico è ospitare spettacoli in ogni sua forma artistica, come l’esecuzione di concerti ed eventi musicali, allestimenti di opere liriche, letture di poesie, spettacoli di danza.
Quello dell’edificazione di un teatro è considerato uno dei maggiori esiti dell’architettura, tanto nell’antica quanto nella moderna e nell’attuale civiltà.
L’inizio dell’architettura teatrale non coincide con le prime manifestazioni teatrali di cui si abbia conoscenza. Già alcuni testi sacri dell’Antico Egitto, ad esempio quello che racconta della morte e della resurrezione del Dio Osiride, sono scritti in forma dialogica e probabilmente pensati per la rappresentazione. Questa eventuale rappresentazione sarebbe tuttavia avvenuta nell’ambito dell’edificio religioso e non in un luogo progettato appositamente per la messinscena. Lo stesso si può dire delle parate militari o dei discorsi dei personaggi illustri: pur essendo situazioni di grande spettacolarità che suscitavano un entusiastico interesse nella collettività, non avevano un proprio luogo specifico e si svolgevano negli spazi pubblici come le piazze e le vie della città. Prima della civiltà greca sono pochi gli edifici teatrali progettati in quanto tali.
Gli architetti che nel XX secolo progettano edifìci teatrali, cercano di dare una risposta alle nuove esigenze espresse dai professionisti che vi lavorano. Nasce la consapevolezza che il teatro non deve essere costruito in omaggio alle richieste del pubblico, pur tenendone conto le necessità, ma in funzione della sola rappresentazione. Lo sfarzo della sala si riduce in favore di una visione più razionale e pragmatica dello spazio teatrale.
Un altro problema da affrontare è la corrispondenza tra i generi teatrali ed il luogo in cui essi vengono rappresentati: in una sala di prosa non c’è abbastanza spazio per mettere in scena un melodramma, così come un dramma in prosa che si svolge in una sola stanza, può risultare grottesco se rappresentato nell’enormità di un teatro lirico. Le crescenti possibilità della tecnologia hanno permesso di attuare soluzioni innovative per esempio già nel 1907 viene realizzato il primo proscenio variabile grazie al quale lo spazio della rappresentazione può essere ingrandito o rimpicciolito a seconda delle esigenze drammaturgiche. Nel 1927 Walter Gropius elabora il progetto per il mai costruito Totalheater, un edifìcio dove sia la platea che lo spazio scenico erano montati su piani mobili per ottenere nello stesso edificio tre disposizioni differenti. Il concetto della variabilità della sala è stato ripreso nel 1944 allo Steadteater di Malmò, dove l’ampiezza della sala può essere modificata con delle pareti mobili, e nel 1963 al teatro Limoges.
La seconda metà del secolo vede la progettazione, più che di edifici prettamente teatrali, di grandi poli culturali, dove accanto alle sale teatrali troviamo sale cinematografiche, musei, biblioteche, sale conferenze, ristoranti e conservatori. A quest’ultimo sarà poi dedicata una particolare attenzione in quanto si dovrà seguire un approccio progettuale specifico dovendo affrontare dei problemi acustici non indifferenti come la possibilità di seguire due lezioni di musica in contemporanea senza che si disturbino l’una con l’altra.
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