Villa Cristina: conservazione e riuso
Sara Colella, Daniela Filannino
Villa Cristina: conservazione e riuso.
Rel. Maria Grazia Vinardi, Jean Marc Christian Tulliani. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2013
Abstract
Chi pensa che gli edifici non portino con sé le tracce delle persone che li hanno abitati forse non ha mai osservato attentamente una struttura abbandonata e mai più utilizzata. Passeggiando in spazi di questo tipo, la prima sensazione è quella di entrare in un tempo sospeso, misterioso e inquietante se si tenta di decifrare i segni ancora visibili delle vite che lo hanno attraversato.
Villa Cristina, oggetto della tesi era la più grande casa di cura neuropsichiatrica in Piemonte e una delle più grandi in Italia, sita vicino a Savonera, una piccola cittadina a fianco di Torino.
La "Villa" risale al 1740 e divenne "casa di cura", nel 1851 e rimase tale fino settembre del 2011 data della sua chiusura, perché non considerata più a norma.
Gli studi su queste strutture comporta qualche nozione generale sulla storia della psichiatria1 e delle istituzioni preposte al controllo sociale, che hanno conosciuto la loro massima fortuna nel corso degli anni Sessanta del Novecento sulla scorta di due celebri saggi di Michel Focault2. L'interesse per la materia si è poi in parte attenuato quando, sulla spinta di un variegato movimento politico e d'opinione, fu approvata nel 1978 la legge 180 , che ha sancito la chiusura graduale degli ospedali psichiatrici attraverso il definitivo divieto di nuovi ricoverati a partire dal 1981.
La legge 180 del 1978 ha certamente agevolato lo sviluppo di nuove cure ed ha sensibilmente migliorato lo studio delle malattie mentali, ma è altresì vero che ha posto un problema a livello edilizio ed urbanistico: come riutilizzare tutte queste immense strutture ormai abbandonate .
Il processo di trasformazione di questi edifici pertanto, date le loro dimensioni, ha subito molte battute d'arresto negli anni successivi alla legge Basaglia; sono anni di abbandono, le strutture diventano sempre più fatiscenti, degradanti ed insicure fino quasi alfinagibilità.
Nell’ultimo ventennio vi è stato un crescente interesse nel riutilizzo di questi fabbricati, che nella maggior parte dei casi conservano delle elevate qualità architettoniche e culturali; gli interventi quindi sono molto spesso eseguiti sotto stretti vincoli, che molto spesso impediscono un attuale utilizzo delle strutture. Analizzando alcuni interventi negli ultimi anni su ex Ospedali Psichiatrici, si deduce che le funzioni alle quali si prestano maggiormente sono di tipo universitario, ospedaliero e museale.
L’obiettivo della tesi si basa innanzitutto sulla conservazione e il riuso di Villa Cristina adeguando la stessa, alle esigenze funzionali di una R.S.A (Residenza Sanitaria Assistenziale).
All’interno della struttura sono previsti diversi servizi di intrattenimento e vita quotidiana:
Servizio di ristorazione
Servizio di animazione
Servizio di lavanderia e guardaroba
Servizi amministrativi
Servizio di relazione
Servizio religioso
Altri servizi sono previsti per l’igiene e la salute:
Servizio medico
Servizio infermieristico
Servizio di fisioterapia
Pulizia locali
Servizio di prevenzione e protezione dei rischi
Relatori
Tipo di pubblicazione
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