La Vallèe du Grèsivaudan : studio per una prospettiva geografica dell’architettura della città
Marco Gola
La Vallèe du Grèsivaudan : studio per una prospettiva geografica dell’architettura della città.
Rel. Carlo Ravagnati, Raffaele Pugliese, Marcella Graffione. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per La Sostenibilità, 2013
Abstract
Il lavoro di tesi racchiude al suo interno uno studio iniziato nell’ottobre 2010 costituito da un insieme di lavori realizzati presso alcuni workshop internazionali seguiti presso la Mimar Sinan Universitesi di Istanbul e l'École Nationale Supérieure d’Architecture di Grenoble, un gruppo di ricerca sulla costruzione di carte tematiche sulla vallèe du Grèsivaudan in Francia e uno studio metodologico di analisi urbana attorno al tema dell’insediamento fluviale sui due versanti della valle.
La valle di Grèsivaudan si estende da Pontcharra a Grenoble, per una lunghezza pari a 40 km, ed è il tema di argomento trattato presso il primo workshop a Grenoble (negli allegati vengono forniti in dettaglio i contenuti e gli elaborati dei workshop). L’obiettivo di questa esperienza è stato quello di definire un possibile ‘masterplan’ per il progetto della costruzione di una ville legére, o città geografica, ovvero una città che si costruisce a partire dall’indagine sulla relazione che si instaura tra la forma degli insediamenti e la forma geomorfologica, la natura e la geografia dei luoghi; questo costituisce il tema portante della ricerca e dei lavori svolti durante le esperienze all’estero.
Una volta conclusasi la prima esperienza si è avviato un gruppo di ricerca diretto dal professor Carlo Ravagnati con l’architetto Marcella Graffione, presso il Politecnico di Torino, sul progetto della valle. Lo studio si è sviluppato nei due anni successivi costruendo la cartografia di base utile per avanzare i ragionamenti, le analisi e il progetto del sistema vallivo.
Il lavoro di tesi si concentra in particolare sugli studi di analisi urbana utilizzando alcuni studi di ricerca precedenti come strumenti di lavoro per spiegare la costruzione della valle e indagando sui rapporti che si originano tra la forma urbana e quella geografica della crosta terrestre. La tesi si appoggia principalmente ai contenuti del testo-guida scritto da Carlo Ravagnati nel 2008 dal titolo Dimenticare la città. Pratiche analitiche e costruzioni teoriche per una prospettiva geografica dell’architettura in cui si sviluppa sulla riflessione sulla città, sulle sue forme e sulle regole interne alla propria costruzione che ha rappresentato lo scenario e il paradigma del progetto di architettura, concentrandosi sulle tecniche praticate da alcuni architetti sulla città e i territori, delineando i rapporti tra la particolarità delle analisi di un fatto urbano e territoriale e la generalità di un discorso teoretico costruito attorno a questi temi.
L’analisi urbana costituisce uno strumento molto importante per poter studiare la città attraverso le forme e il disegno dell’architettura, anche in quei punti in cui non è facilmente comprensibile la logica insediativa e dove, nella sua costruzione, non si riflette la coerenza di un sistema; ciò significa riconoscere e lavorare all’interno della crisi della città, e delle sue contraddizioni, perché solo attraverso questo può venire un nuovo sapere. Nell’analisi urbana è necessario abbandonare quei criteri che vengono applicati per lo studio della città storica nell’individuazione di una positività a riconoscimento di una regola. In particolare gli autori studiati per questo lavoro di ricerca corrispondono a Saverio Muratori, Aldo Rossi, Agostino Renna, Gianfranco Caniggia, Giancarlo Motta con Antonia Pizzigoni, Paola Viganò con Bernardo Secchi e Roberto de Rubertis, e nella seconda parte del testo vengono presentate le rispettive tecniche di analisi.
L’ipotesi del lavoro sta nel riconoscere l’esistenza di un possibile parallelismo tra i caratteri morfologici della città e quelli del territorio esterno alla città stessa; si ritiene che il sistema montuoso sia interessato da un sistema omogeneo di insediamenti tra i quali la città Grenoble è solo uno, anche se il più vistoso, tra i tanti. Indirettamente lo scopo di questa ricerca è quello di avvalorare la legittimità di una posizione che si propone di affrontare il tema del parco come questione che rimette in gioco globalmente l’intera città.
La finalità della tesi è quello di provvede a descrivere il sito della valle attraverso la descrizione naturale e geografica del territorio, analizzando quei segni che hanno definito le linee guida per l’insediamento dell’uomo nell’arco dei secoli, poiché la configurazione del luogo imprime i propri tratti indelebili sul destino della città. Studiare la geologia e la morfologia del suolo urbano permette alla città di individuare un’architettura sottesa di riferimento per la sua descrizione e per la sua trasformazione che riscopre l’origine anfibia e terrestre dell’insediamento. Il risultato finale può definirsi uno studio e un’analisi di considerazioni e riflessioni, nonché di linee guida per il progetto di architettura, da applicare sul caso studio della vallèe du Grèsivaudan a Grenoble, sviluppato e spiegato attraverso disegni concettuali delle logiche su cui si è sviluppata la valle, finalizzato anche ad avere un possibile sviluppo progettuale nell’applicazione di una logica coerente con l’orografia del territorio e della volontà dell’uomo. Questo lavoro indaga il rapporto che nasce tra la costruzione di un’idea di città e il disegno della geografia degli elementi naturali.
All’interno della descrizione del territorio della Grèsivaudan, infine, vengono riportati i disegni di ciascun nucleo studiato all’interno dei due versanti e sono raccolti all’interno di due tabelloni, che richiamano il metodo del tabellone di Saverio Muratori, suddivisi per tipologie secondo il modello di sviluppo del centro urbano.
La tesi è stata condotta totalmente in collaborazione con il professor Carlo Ravagnati e l’architetto Marcella Graffione, con l'appoggio del professor Raffaele Pugliese del Politecnico di Milano, in quanto si tratta di una tesi di uno studente del programma di Alta Scuola Politecnica.
Il lavoro è stato condotto in diversi periodi nell’arco di questi anni e i momenti più salienti corrispondono a quelli della costruzione della carte, insieme al gruppo di ricerca, costituito da cinque membri e diretto dai relatori della tesi, lo studio e la scrittura dei contenuti stessi della tesi. Lo studio della bibliografia ha richiesto molte energie e tempo per accedere a tutti i testi e per comprendere a pieno i contenuti e gli approcci metodologici e tecniche di analisi studiate, provando a contestualizzare tali studi nel contesto e nella cultura compositiva e territoriale dei giorni d’oggi. Inoltre la ricerca ha richiesto una consultazione molto vasta di testi appoggiandosi alle risorse delle biblioteche di Architettura, Ingegneria, Ingegneria edile e il Fondo Mosca del Politecnico di Torino, quelle di Architettura, sedi di Leonardo e di Bovisa, del Politecnico di Milano, le biblioteche Civica e Nazionale di Torino, la biblioteca della facoltà di Architettura e municipale di Grenoble, a molte banche dati e al Geoportal francese.
In appendice vengono riportati i contenuti dei workshop, gli elaborati realizzati durante le esperienze all’estero e quelli del gruppo di ricerca e un saggio, scritto in inglese, sul tema della sostenibilità ambientale della valle di Grèsivaudan, realizzato per Alta Scuola Politecnica, in collaborazione con il professore Gianni Scudo del Politecnico di Milano e valutato dal prof. Alessandro Rogora.
- Abstract in italiano (PDF, 406kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 400kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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