Le presenze religiose nel comune di Corio : problemi di tutela e conservazione
Michela Manocchio
Le presenze religiose nel comune di Corio : problemi di tutela e conservazione.
Rel. Maria Grazia Vinardi. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2013
Abstract
Il presente lavoro intende illustrare le presenze religiose nel comune di Corio, valutando, ove risulti necessario, se intervenire con un restauro ed in alcuni casi con opere di consolidamento dell’edificio, al fine di mantenere viva nel tempo una testimonianza del passato, senza mutarne la propria identità originale. Un secondo ma non meno importante obbiettivo è trovare il modo di riutilizzare questi luoghi sacri, al fine di garantirne una costante manutenzione, ed evitare che siano abbandonati alla propria sorte per carenza di fondi, valutando le diverse priorità anche in base alla localizzazione e facilità di raggiungimento del luogo.
Importante è la ricerca delle diverse testimonianze: architettoniche e documentarie (sia a livello di letteratura, archivistiche o di reperti di vario interesse) nonché testimonianze orali.
Tra gli aspetti della ricerca, è da sottolineare l’entusiasmo per la scoperta, la curiosità per andare oltre il dato immediato, ed il trasporto nell'immaginare il contesto di vita religiosa e non, della comunità nei vari periodi storici trattati, con scenografie e coralità maestose.
Non poche sono state le difficoltà incontrate nel corso di questa ricerca, anzitutto per l’accesso e la comprensione immediata del documento storico, scritto in latino e con grafie tipiche del XVI - XIX secolo, difficoltà superate via via, grazie all’aiuto costante e paziente di un amico, il prof. Giacomo Brachet Contol, con cui, riga dopo riga, siamo riusciti a comprendere la grafia antica e il significato del testo latino.
Questo impegno costituisce la fonte principale del lavoro. L’argomento non è stato sin d’ora trattato da precedenti studi, per cui non è stato possibile contare su una letteratura specifica di supporto.
1 documenti esaminati, essenzialmente quelli delle visite pastorali, relazioni preliminari e decreti successivi, non sono uniformi, nel senso che, mentre tutti si occupano della parrocchiale (sia del precedente edificio del XVI - XVIII secolo che dell’attuale XVIII - XIX secolo) solo alcuni documenti trattano delle cappelle campestri e in modo disorganico. In sostanza, il documento racconta ciò che il vescovo vede, compie e ordina: è probabile che non in tutte le visite egli abbia percorso il territorio visitando le varie cappelle. Nei casi in cui viene citata una cappella campestre nel documento, visitata dal vescovo, è certo che la sua costruzione risale ad un’epoca precedente, senza tuttavia avere indicazioni precise dell’anno di costruzione, salvo casi eccezionali (Parrocchiale, San Giovanni, Visitazione, Madonna d’Oropa, etc.). In altri casi abbiamo verificato che, tra una visita e quella successiva, una determinata cappella, prima presente a più navate, viene demolita e ricostruita a navata unica, come voluta dal Concilio di Trento.
Non abbiamo trascurato neppure la tradizione orale che, pur con i suoi limiti, può rivestire qualche interesse. Ancora intorno alla metà del secolo scorso, nelle scuole elementari di Corio, gli insegnanti raccontavano che la cappella ottagonale della Madonna d'Oropa fosse stata innalzata in ringraziamento, per la liberazione del paese dalla pestilenza del ‘600.
In questo caso non abbiamo certezze: non è da escludere che quegli insegnanti, avendo studiato il romanzo manzoniano, abbiano abusivamente collegato la “Cappella ottangolare che sorge... nel mezzo del lazzaretto” (Cap. XXXVI secondo capoverso) (1), con la chiesetta avente la stessa forma, che conoscevano fin dall’infanzia del proprio paese.
E’ vero tuttavia il rapporto tra la devozione e la Madonna d’Oropa e la protezione dalle pestilenze, come sarebbe testimoniato in varie occasioni tra il XV e XVI sec. (2)
Questo lavoro, stante la molteplicità degli edifici esaminati, non intende essere una ricerca esaustiva, bensì un primo contributo ed una base di partenza per successivi possibili approfondimenti, anche in direzioni diverse e con l’ausilio di strumenti e competenze complementari, quali sondaggi sulle pareti, scavi dell'area dei siti, etc...., al fine di ampliare il patrimonio di conoscenza.
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
