Il paesaggio fluviale come strumento di progetto. Il parco naturale Lame Del Sesia
Simona La Barbera
Il paesaggio fluviale come strumento di progetto. Il parco naturale Lame Del Sesia.
Rel. Maria Teresa Gabardi, Enrico Corrado Borgogno Mondino, Carlo Ravagnati. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per L'Ambiente Costruito, 2013
Abstract
Ai fini della riqualifica paesistica un ambito di riflessione centrale è rappresentato dal tema dell'acqua, da sempre elemento naturale strettamente correlato all'uomo e alle sue attività di trasformazione continua dell'ambiente e del paesaggio; l'acqua, d'altra parte, è essa stessa un elemento dinamico, che modifica il paesaggio e l'ambiente circostante.
L'acqua e il paesaggio rivestono oggi un ruolo del tutto particolare, sia come "elementi/componenti" fondamentali di ogni ipotesi di modificazione del territorio, sia come "concetti" portatori di nuovi approcci disciplinari integrati, che trovano definizione sulla nozione oggi sempre più ricorrente di "piano/progetto strategico".
Paesaggio fluviale significa, anzitutto, "paesaggio d'acqua", acqua che assume le forme più svariate, acqua come "infrastruttura del paesaggio"( Mariavaleria Mininni), in questa interpretazione il paesaggio fluviale viene definito come "paesaggio matrice", "nel senso etimologico di paesaggio generativo di un fenomeno, a cui è legata la forma del suo reticolo idrografico, o pattern di drenaggio, ma anche le funzioni che esso svolge come corridoio di distribuzione di materia e flussi.
"Il fiume e il paesaggio visto da esso": a questi due elementi si richiama, invece, la lettura di Pier Francesco Ghetti, in questa interpretazione, il corso d'acqua è paragonato ad una sorta di lungo viaggio di "un organismo che cresce poco a poco, dopo ogni confluenza dell'acqua che sgorga da una sorgente, che tracima da una pozza o che scende da un altro rio. Sgroppa verso il basso in un letto prima scomodo e incassato e via via più ampio, dove la stessa acqua divaga, separandosi e tornando alla luce più sotto, sempre danzando allo scroscio sui sassi. Arrivata al piano l'acqua si raduna maestosa in alvei più tranquilli, scivola sui letti di sabbia morbidamente ricurvi, sotto baldacchini costruiti con le fronde degli alberi cresciuti sulle rive". Il paesaggio fluviale visto dal fiume, prosegue Ghetti, appare "invertito rispetto ad una iconografia che ci ha abituati ad osservarlo dall'alto verso il basso. Il fiume corre infatti nella parte più bassa del paesaggio e questo motiva gran parte delle sue funzioni. Le acque del fiume sono influenzate dalle caratteristiche del territorio che si trova a monte e influenzano a loro volta le caratteristiche del tratto a valle". Sul tema del paesaggio fluviale letto come "risultante” delle sistemazioni idrauliche, si muove infine l'interpretazione di Guido Ferrara; va sottolineato che la molteplicità e l'estensione dei bacini fluviali, in ragione della variegata configurazione orografica dei territori regionali, unita all'intenso sfruttamento della risorsa idrica soprattutto a fini agricoli anche con interventi artificiali quali canali, derivazioni, chiuse, argini, definiscono oggi a livello generale una complessa e fittissima rete che caratterizza morfologicamente il paesaggio italiano, sia fluviale che irriguo, con valenze eccezionali nelle preesistenze storiche dei tracciati, delle culture e dei manufatti. Da questo punto di vista i fiumi costituiscono certamente uno dei principali elementi strutturanti del paesaggio, ed un fattore quindi determinante della pianificazione ambientale sia di vasta area, sia più circoscritta.
Il problema del rischio idraulico e dell'inquinamento dei nostri corsi d'acqua non richiede solo opere di mitigazione dei possibili danni, ma la comprensione delle cause del degrado e le criticità sulle quali occorre intervenire, con azioni preventive che evidenziano l'esigenza di approccio progettuale multidisciplinare finalizzato alla valorizzazione dei corsi d'acqua come corridoi ecologici, paesaggi culturali, occasioni di riqualificazione territoriale.
Ad esempio, assumere il fiume come patrimonio culturale e paesaggistico significa promuovere azioni finalizzate alla: riqualificazione delle sponde e delle riviere, realizzazione di percorsi ciclo-pedonali, valorizzazione dei paesaggi rurali legati al fiume, promozione della fruizione turistica. Una filosofia dunque che propugna un'azione sinergica in grado di agire in maniera simultanea sulle criticità ambientali e sulla valorizzazione patrimoniale. Una delle strade praticate da molti dei progetti che si sono posti il problema della valorizzazione del ruolo territoriale, ecologico e culturale del fiume è stata quella di riconoscergli progettualmente il suo valore di "corridoio" in grado di mettere a contatto differenti situazioni, affrontando con specifici provvedimenti o progetti le varie problematiche riscontrate, lungo il suo sviluppo, senza perdere di vista il quadro complessivo delle interrelazioni che da esso possono scaturire.
Criteri generali di sostenibilità a cui si ispirano le analisi condotte sulle caratteristiche paesistiche del territorio del fiume Sesia e in particolare del Parco Naturale Lame del Sesia.
Il fiume Sesia ha da sempre suggestionato l'ambiente in cui vivo, concorrendo alla determinazione l'organizzazione del paesaggio attuale dell'intero territorio circostante; l'organizzazione di cui si parla può essere antropica o naturale: in questo senso, è bene precisare che spesso la storia, tanto quella degli uomini quanto quella della natura, ha lasciato permanenze che sono significative, non solo dal punto di vista storico, ma anche da quello percettivo, perché l'ordine, implicitamente in esse contenute, ove non sia stato successivamente reso illeggibile da successivi ordini o disordini ad esse sovraimpresse, ha conferito ai paesaggi, caratteri di figurabilità certa. Si possono citare, con riferimento a questi luoghi, soprattutto le permanenze di strutture ed organizzazioni agrarie e che rappresentano non solo la testimonianza di forme di gestione del territorio, ma hanno un implicito valore ecologico legato alla particolare strutturazione dei vari elementi che formano l'organizzazione medesima.
Dall'analisi dei piani a diversa scala territoriale e riprendendo un'analisi condotta all'interno dell'area protetta in questione, viene proposto, in questa tesi, un'espansione del parco verso le aree collinari ai fini di creare un parco di pianura. Per ricorrere a un'analisi oggettiva la disciplina portante è stata l'ecologia del paesaggio, disciplina particolarmente adatta ad essere impiegata nella pianificazione e gestione del territorio. L'analisi condotta ha portato alla definizione di un perimetro molto più ampio del solo parco fluviale, un sistema complesso in cui il paesaggio agrario assume un ruolo forte e di stretto legame col fiume stesso. Infatti la riqualificazione del rapporto fra fiume e territorio come generatore di nuova territorialità si attua soprattutto con progetti di riqualificazione multifunzionale degli spazi aperti del paesaggio agrario. Una riqualifica rurale ha il fine di progettare gli spazi agroforestali con funzioni multisettoriali: produzioni agroalimentari di qualità, sviluppo del turismo rurale e dell'agriturismo; manutenzione e restauro dei paesaggi storici, fruizione del territorio rurale da parte degli abitanti dei comuni limitrofi (scambi alimentari e culturali diretti, escursioni sportive, ricreative, paesistiche), riutilizzo a tal fine delle infrastrutture storiche e riqualificazione degli spazi rurali come rete ecologica minore.
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