Il paesaggio rurale nel Sinis: un agrivillagio per il centro religioso temporaneo di San Salvatore di Sinis
Serena Sannia
Il paesaggio rurale nel Sinis: un agrivillagio per il centro religioso temporaneo di San Salvatore di Sinis.
Rel. Andrea Del Piano. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per L'Ambiente Costruito, 2013
Abstract
Il paesaggio non riflette soltanto un’epoca, ma tutta una storia. In particolare, a partire dal neolitico sino al XX secolo agricoltura, pastorizia e sevicoltura hanno modificato l’ambiente fisico naturale con un processo costante che ha lasciato molte di quelle tracce che noi ancora oggi possiamo vedere e che possiamo descrivere sommariamente come “paesaggio rurale”.
L’obiettivo della tesi, oltre essere indirizzato alla conoscenza dell’architettura rurale del Sinis, è quello di riappropriarsi di un luogo dove sono compresenti ambienti assolutamente intatti e dove già si vedono segnali di rinnovamento, coglierne le caratteristiche autentiche- estetiche, funzionali, culturali e renderle nuovamente vitali nel presente.
Da sempre legata al tema del patrimonio rurale sardo , mi diletto anche questa volta ad affrontare un caso studio particolare; mi occupo del caso dell’insediamento agri religioso di San Salvatore di Sinis, abitato come residenza temporanea in un brevissimo periodo di tempo, il borgo di San Salvatore costituisce una importante eredità storica, grazie alla conservazione di molti caratteri architettonici e al rapporto con il contesto agricolo, rimasto vivo fino ad oggi. Rappresenta un’opportunità di sviluppo attuale per il comune di Cabras, se pensato nell’ottica di una risposta ricettiva di qualità, oggi in crescente richiesta, che consenta di mantenersi viva la relazione con il territorio, e di riavviare il senso di “comunità” che ha sempre contraddistinto questi luoghi.
L’intento è di progredire nel processo di valorizzazione e conservazione del patrimonio edilizio, riportarlo alle sue origini rileggendo il tessuto comunitario; a sicut erat è il moto di questo progetto.
La volontà è quella di comprendere e restituire alla collettività la memoria del passato, che implica anche accettare e promuovere la rimozione di manufatti insignificanti, di elementi impropri, di interventi che non tenendo conto dell’autenticità primaria del singolo manufatto, deturpano il luogo occultandone il valore e il significato e deprimendone la potenzialità d’uso.
L’inserimento di un Agrivillaggio sembra essere la risposta più opportuna, un nuovo modo di vivere sul territorio utilizzando le risorse che offre in maniera sostenibile e che si insedia all’interno di una realtà produttiva agricola rapportandosi all’abitato e ai fruitori.
- Abstract in italiano (PDF, 322kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 210kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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