Metallo “Ornato” presso Villa Ottolenghi: un Linguaggio visivo
Silvia Bo
Metallo “Ornato” presso Villa Ottolenghi: un Linguaggio visivo.
Rel. Anna Marotta, Gaetano De Simone. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2013
Abstract
L’intento del mio lavoro è stato quello di fornire uno strumento prima di tutto di conoscenza di una realtà architettonica, unica nel suo genere, nata agli inizi del XX secolo, sulla collina di Acqui Terme.
Il soggetto principale dell’opera rimane sempre il metallo che fin dalla prima volta in cui ho visitato Villa Ottolenghi mi ha profondamente affascinato.
La difficoltà maggiore è stata quella di ricostruire gli eventi storici riguardanti la costruzione della villa, questo perché non è stato possibile consultare molti dei documenti scritti e dei disegni riguardanti la villa perché rimasti di proprietà dalla precedente proprietaria. Ho però avuto la possibilità di gestire e lavorare personalmente all’archivio di Villa Ottolenghi, cercando di archiviare nel miglior modo possibile tutta la documentazione trovata.
Una parte importante e molto lunga del lavoro è stata quindi quella ricostruzione storica degli eventi che hanno portato alla nascita e alla realizzazione di un evento architettonico durato quasi 60 anni.
Attraverso l'uso della fotografia, mezzo che mi ha permesso di catturare e rappresentare con le immagini la mia percezione dello spazio, ho potuto trasmettere visivamente uno spazio architettonico molto vario e complesso, strettamente legato alla natura e al panorama circostante.
L’argomento principale, il metallo, è stato analizzato sia dal punto di vista storico- evolutivo della materia che dal punto di vista funzionale-decorativo. Dopo aver rilevato fotograficamente tutti gli elementi in metallo della villa, e aver affrontato una piccola premessa sul significato di ornato e decorazione, ho quindi cercato di suddividerli secondo le loro diverse funzioni, come ornato funzionale e decorativo.
Infine mi sono dedicata al manufatto più importante di tutta la villa: il portone del Mausoleo di Villa Ottolenghi, analizzando una parte delle 258 borchie che lo decorano.
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