Come argomento della tesi è stato scelto il quartiere di Borgata Tesso perchè presenta un panorama edilizio molto vario e ricco di opportunità per interventi architettonici sull’esistente e sul nuovo. In particolare il cosiddetto fuso di Via Giachino, sorto alla fine dell’Ottocento, ha conservato incredibilmente inalterati, taluni edifici storici mentre altri, costruiti successivamente, creano problemi di qualità, di percezione e decoro nella visione generale, sia sul prospetto di Via Giachino, sia verso Via Stradella.
E’ opportuno, perciò, chiarire che per gli edifici più antichi gli interventi che si possono operare sono limitati al restauro dell’esistente e all’introduzione di quelle tecnologie atte a migliorare le prestazioni dell’involucro senza alterarne la forma; per gli edifici che invece non hanno quei caratteri storici tipici e interrompono la lettura unitaria della cortina si può scegliere di andare a rigenerarne il disegno di facciata, o addirittura a costruire una nuova struttura nell’esistente, così da trasformarli in interventi contemporanei attraverso le forme e i materiali.
E’ molto intrigante questo tema che prevede diverse strategie da adottare a seconda degli edifici scelti, i quali, però, si trovano tutti affacciati sulla stessa via, uno accanto all’altro, in una cortina edilizia continua ma frammentata.
E proprio queste due caratteristiche che sembrano contradditorie confiscono al luogo una valenza maggiore, identitaria del genius loci e con la quale ciascun progettista che andrà ad intervenire su qualsiasi lotto di Via Giachino dovrà necessariamente misurarsi, accettando i limiti ma anche le potenzialità di ciascun edificio.