Cohousing: analisi delle diverse visioni dei gruppi in fase di formazione in Italia
Giovanni Volpe
Cohousing: analisi delle diverse visioni dei gruppi in fase di formazione in Italia.
Rel. Alfredo Mela. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2013
Abstract
L’idea di avvicinarsi al tema del cohousing nasce dalle letture di alcuni testi di Serge Latou- che e Maurizio Pallante sulla decrescita. Gli autori descrivono la società occidentale e ci propongono uno spaccato del veloce stile di vita che oggi l’uomo è costretto ad assumere per condurre la propria esistenza. E’ interessante la semplice analisi che fanno i due autori sullo stile di vita delle generazioni passate che, pur disponendo di meno tecnologia, disponevano di una solida rete di relazioni che permettevano loro di assorbire le inevitabili difficoltà che si potevano interporre nella vita.
Oggi lo stato sociale assiste sempre meno i cittadini: si pensi alla privatizzazione della scuola, della sanità, del pubblico trasporto, degli acquedotti, della cultura. Nuove forme di lavoro che, in nome della flessibilità, rendono la vita delle persone sempre più precaria: ogni giorno aumenta il margine di incertezza delle famiglie che vedono sempre più diminuire lo standard di qualità del proprio tenore di vita.
In questo lavoro si vuole ribadire la centralità della famiglia (già sancita nella Costituzione) come strumento per il pieno sviluppo della persona umana. Una reale proposta per favorire l’autonomia abitativa dei giovani e delle coppie viene fornita in questo lavoro: è il cohousing. Analizzeremo alcuni casi concreti già realizzati in Europa, ma ci soffermeremo in particolare sul caso di Torino, primo cohousing realizzato in Italia direttamente da un gruppo di cittadini (dal basso come si dice oggi). Valuteremo i vantaggi e le opportunità che si aprono per i membri del cohousing e per il quartiere in cui esso è inserito che vive loro attorno. Cercheremo di dimostrare che una normativa, e più in generale alcuni strumenti di supporto, possono far emergere una serie di risorse inaspettate sul territorio e per il territorio tali da essere il punto di inizio per un percorso di rigenerazione urbana.
Si propongono alcuni scenari, non progettuali, ma visionari nel senso di fornire al lettore tre possibili percorsi, tre casi possibili che sarebbe possibile far nascere sul territorio semplicemente lavorando sulla sussidiarietà orizzontale.
Il lavoro si rivolge alla cosiddetta area grigia della fragilità sociale, una fascia sempre più ampia della popolazione, caratterizzata da forme di disagio non estremo ma, comunque profondo. Questo disagio investe sia i bisogni primari come la casa, il lavoro, la salute, ma anche i bisogni relazionali, con particolare riferimento alla crisi della famiglia, all'indebolimento del tessuto sociale, alla solitudine degli anziani.
Questa fascia di popolazione non trova risposte, non potendo rientrare nei programmi assistenziali dello Stato e, allo stesso tempo, non potendo accedere all'offerta di mercato perché economicamente inaccessibile.
Elenco ragionato dei capitoli
Nel primo capitolo si affrontano alcuni problemi della società come il lavoro, la casa, la solitudine degli anziani. E molto cambiato il concetto di famiglia rispetto a pochi decenni fa e questo ha portato a una rivoluzione silenziosa che sta contribuendo a disgregare il tessuto sociale. Nel secondo capitolo daremo la definizione di cohousing e si spiegherà i motivi che hanno decretato il successo di questa forma di comunità in occidente e di quali siano le sue versioni più diffuse; certamente tale flessibilità organizzativa ha contribuito al successo e permesso di arrivare ai circa 1.500 esempi nel mondo. Nel terzo cvantaggi che portano una famiglia o un sinrniranno dati, cifre ed esempio concreti sui risparhe è possibianalizzerà la possibilità da parte dponibili o semplicemente meno capaci finanziariamente, e/o rei parlerà dell'esperienza della cooperatemo in dettaglio alcuni esempi di cohousing che sapirne . Si analizzeranno nel dettaglio quali sonità vi si svolge. Nel sesto capitolo si effetuello della cooperativa “Numero zero’’’’ di Torino: il primo esempio ianalisi sarà condotta con un metodo etno capito, quello che ha rfatto su un campione di intervistati e su qual'è la condizione italiana del cohousing.
Nell'ottavo capitolo si illustreranno alcuni scenari di cohousing che potrebbero sorgere in una città italiana e si faranno alcune ipotesi sul percorso che la comunità, le pubbliche amministrazioni, le aziende potrebbero intraprendere allo scopo di diffondere l'idea a diverse tipologie di utenza. Nel nono capitolo si elaboreranno una serie di indicazioni ai diversi attori locali e non locali in modo da avviare al proprio interno un percorso sia per la conoscenza sia della promozione attiva sul territorio.
Infine nel decimo, ed ultimo, capitolo di questo lavoro cercheremo di tirare le fila di quanto detto sino ad oggi, sul perché una Pubblica Amministrazione dovrebbe investire risorse allo scopo di facilitare la nascita di tali comunità e proveremo a rispondere anche al perché un gruppo di persone può avere un grande miglioramento del proprio tenore di vita. Concludendo non vogliamo tacere anche i rischi che sarebbe possibile incontrare in una comunità di questo tipo e la debolezza che potrebbe generare nella comunità l'arroccarsi dentro al cohousing.
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