La scelta del soggetto della mia tesi di laurea specialistica è ricaduta sulla città di Venosa (Pz), spinta dalla volontà di applicare quello che ho imparato durante questi anni di studi al Politecnico di Torino su un argomento a me caro, la mia città di origine.
L’immagine del paese oggi risulta piuttosto compromessa, in quanto i cambiamenti che si sono succeduti stanno depauperando e svalutando maggiormente questo contesto storico che andrebbe invece ulteriormente rivalutato, riportando al vecchio splendore quello che, nonostante tutto, l’ha resa e la rende “uno dei borghi più belli d’Italia”.
Ad oggi risulta un luogo molto visitato soprattutto dagli stranieri, quello che mi piacerebbe fare è proporre con questa tesi una pseudo - guida incuriosendo tanto coloro che la sfogheranno da indurli a volerla visitare, sfatando il mito che il Sud è fatto solo di terreni incolti e deserti, ma che nella realtà risulta, soprattutto in questo caso, un luogo pregno di storia da far rivivere.
Il seguente testo si compone, di una prima parte più generale, che racconta in poche pagine, la storia di una regione “Lucania o Basilicata” poco conosciuta, una seconda parte che affronta l’evoluzione urbanistica e architettonica di una piccola città - museo all’aperto, che si sviluppa intorno al suo asse storico principale: il Corso Vittorio Emanuele II.
E’ proprio questa strade che attraversa e collega tutto il centro storico, dal Castello di Pirro del Balzo sino al Parco Archeologico che verrà nelle prossime pagine, studiata e valorizzata.