Recupero del rifugio G. Gagliardone in Alta Valle Varraita
Francesco Marchiò
Recupero del rifugio G. Gagliardone in Alta Valle Varraita.
Rel. Paolo Mellano, Orio De Paoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005
Abstract
Sommario
INTRODUZIONE ALLA TESI:
RECUPERO DEL RIFUGIO GAGLIARDONE IN ALTA VALLE VARAITA
Questa tesi di progettazione architettonica studia il recupero di un vecchio rifugio alpino di proprietà del C.A.I sezione di Saluzzo, che si trova attualmente in stato di abbandono.
Il rifugio si trova nel vallone di Vallanta, in alta Valle Varaita, nel comune di Pontechianale (Cn), ad una quota di 2450 metri sul livello del mare ed è intitolato al grande alpinista saluzzese Giuseppe Gagliardone. Unica struttura ricettiva in Vallanta fino alla fine degli anni ottanta, tale rifugia, per più di trentacinque anni è stato il solo punto di riferimento per gli alpinisti che compivano ascensioni nel versante Ovest del Monviso, nonché l'unico posto tappa per coloro che escursioni proprio attorno alla montagna dove nasce il Po.
La costruzione, originaria dei primi anni cinquanta, di due piani fuori terra, in pietra locale con esile tetto in lamiera, venne presto dotata di un paravalanghe in pietra a ridosso della struttura originaria perché spesso vittima di una slavina censita, nelle carte e nel catasto delle valanghe, con il nome di "Valanga del Passo di Vallanta". Tale movimento nevoso causò in precedenza la distruzione del vecchio rifugio, risalente al 1935, "Città di Saluzzo" che era sito in una zona poco più a monte dell'attuale Gagliardone.
Quando le grandi masse di turisti, dalla fine dagli anni settanta, cominciarono a frequentare il "Giro del Viso", il C.A.l. di Saluzzo, iniziò a prevedere la sostituzione del vecchio Gagliardone che contava non più di quaranta_posti letto e non possedeva le caratteristiche di un moderno rifugio che già allora cominciavano a delinearsi venne quindi costruito ex-novo il rifugio "Vallanta", qualche centinaia di metri più a valle del Gagliardone, ad opera degli architetti Momo e Bellezza di Torino. All'inaugurazione di questa nuova costruzione il Gagliardone venne abbandonato.
Nel corso degli anni, il rifugio è stato utilizzato sporadicamente per l'alloggio di grandi comitive che non trovavano spazio al Vallanta fin quando, le precarie condizioni strutturali, hanno determinato a chiusura definitiva ditale struttura.
Il mio intervento vuole recuperare questa memoria storica per l'alpinismo saluzzese, grazie all'edificazione di una nuova struttura al posto di quella vecchia, dotata delle più moderne tecnologie per quel che riguarda e costruzioni a questa quota e che abbia la funzione di rifugio alpino gestibile tutto l'anno.
Proprio la funzione invernale mi sembra importante anche a livello turistico dal momento che non si trovano delle strutture simili nelle montagne del cuunese. Lo scialpinismo in particolare, come disciplina sportiva da effettuarsi in tutta sicurezza e comodità non esiste ancora nelle Alpi occidentali, a differenza di Svizzera, Francia, Austria, Alto Adige, perché è radicata nella nostra cultura l'idea che sia uno sport estremo inaccessibile ai più.
RECUPERO DEL RIFUGIO G. GAGLIARDONE IN ALTA VALLE VARAITA
Candidato: Francesco Marchiò/Relatore: Paolo Mellano
Il tentativo è quello di offrire un rifugio accogliente e confortevole grazie alle più moderne tecnologie che sfruttano l'energia solare (particolarmente efficace in inverno) e il recupero dell'acqua piovana o dell'acqua da fusione della neve, I destinatari per tale struttura si individueranno facilmente in scialpinisti che in gruppi o singoli potranno usufruire di un rifugio gestito tutto l'anno e di moderne comodità (quali palestra, sauna, ecc..) che potranno anche essere sfruttate da squadre agonistiche interessate per l'allenamento.
Non bisogna dimenticare che neI 2006 il Monviso ospiterà le gare dei Mondiali di scialpinismo, competizione che in un primo momento veniva inserita come nuova specialità olimpica. In più, il "Giro del Viso" che conta già sedici edizioni gareggiate fa parte delle competizioni europee più importanti e spettacolari per questa disciplina sportiva, ottima vetrina turistica ancora poco sfruttata.
Questo intervento poi, è significativo anche per quel che riguarda l'aspetto della pericolosità idrogeologica che colpisce il sito dove è costruito il Gagliardone. Infatti uno studio di alcune tipologie di paravalanghe da adottarsi a difesa dell'opera e la scelta di una forma del rifugio compatta e resistente, ma di poco impatto sul magnifico paesaggio, porta ad assicurare in modo concreto la validità dell'operazione.
- Abstract in italiano (PDF, 167kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 167kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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