UNA VIVIENDA MESSICANA : PROGETTO DI AUTOCOSTRUZIONE IN TERRA CRUDA PER LE COMUNITÀ RURALI DI OAXACA
Selene Guelfi
UNA VIVIENDA MESSICANA : PROGETTO DI AUTOCOSTRUZIONE IN TERRA CRUDA PER LE COMUNITÀ RURALI DI OAXACA.
Rel. Simonetta Pagliolico, Francesca De Filippi, Riccardo Balbo. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2013
Abstract
In questi ultimi anni sempre più architetti si stanno interessando al tema delle architetture a basso costo, riuscendo a progettare e costruire edifici con un budget limitato. Le difficoltà dell'economia mondiale e un maggior riguardo sulla questione della sostenibilità ambientale sono stati gli input verso un'architettura migliore e più intelligente, che produca edifici meno costosi ma più efficienti. Questo stesso principio è anche la base per la progettazione nei paesi in via di sviluppo.
L'orientamento costruttivo in questi paesi tende verso un'architettura moderna in stile occidentale, che utilizzi materiali come il calcestruzzo, o il vetro, simboli di uno status sociale di benessere. Tuttavia queste soluzioni discordano notevolmente con le tradizioni costruttive e soprattutto con le esigenze climatiche del proprio territorio. Per questo motivo, negli ultimi anni, i progetti pensati ed eseguiti per questi contesti hanno cercato di fondere la qualità architettonica con l'utilizzo di materiali poveri, naturali e tecniche rurali. L'obiettivo principale è quello di riuscire a far comprendere che non è il materiale costoso né la forma a determinare il valore di un edificio. Si possono costruire strutture dignitose e molto efficienti combinando sapientemente i materiali locali, risorse preziose ma spesso sottovalutate.
Attraverso l'autocostruzione partecipata è possibile intervenire in un paese in via di sviluppo in modo più influente poiché non viene solo offerta una costruzione, fine a se stessa, ma anche la possibilità di apprendere tecniche costruttive efficaci.
Partecipando al workshop "Costruire con la comunità", proposto dal CRD- PVS, del Politecnico di Torino, in collaborazione con il Taller Max Cetto dell'UNAM, Univerisidad Nacional Autonoma de Mexico, l'associazione Archintorno e CAM¬PO A.C., mi è stata data l'opportunità di venire a contatto con realtà e contesti diversi da quelli di cui siamo abituati. L'esperienza di cantiere e lo stretto contatto con la gente del posto hanno fortemente inciso sul metodo progettuale appreso in questi anni. Vivendo in prima persona determinate realtà, è cambiato il criterio di scelta che muove la progettazione verso una più attenta e critica, capace di distinguere ciò che è utile da ciò che è necessario.
Questa tesi vuole raccontare tutto il processo, iniziato con l'avventura messicana ad Aprile 2012, che ha portato alla progettazione di un prototipo di vivienda per le comunità rurali di Oaxaca. Durante la permanenza in Messico, l'associazione CAMPO mi ha richiesto di progettare un modello abitativo, dimostrativo, che potesse essere costruito nelle comunità in cui l'ente lavora. I requisiti stabiliti imponevano l'uso della tecnica della tierra apisonada, fortemente sponsorizzata da CAMPO, accostata a materiali facilmente reperibili, e l'inserimento di un sistema di captazione dell’acqua piovana, di pannelli fotovoltaici, del bagno secco, della coltura biointensiva e della lombricoltura.
La conoscenza pratica della tecnica della terra compattata è stata approfondita da uno studio curato del materiale, dal punto di vista chimico e fisico, con l'obiettivo di riuscire a sfruttare al meglio tutte le sue qualità aH'interno del progetto. Attraverso alcuni esperimenti si è potuto anche capire il reale comportamento in determinate situazioni.
Lo studio, teorico, delle condizioni climatiche ha influito notevolmente sulle decisioni progettuali prese col fine di garantire un maggior comfort abitativo.
La casa è un diritto fondamentale e la terra è un materiale potenziale per ottenere abitazioni a basso costo per tutti, nel mondo.
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