Un'ipotesi di riuso della Manifattura di Moncalieri come sede alternativa del Museo d'Arte Orientale di Torino
Andrea Beccaris
Un'ipotesi di riuso della Manifattura di Moncalieri come sede alternativa del Museo d'Arte Orientale di Torino.
Rel. Anna Marotta, Enrico Moncalvo. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2013
Abstract
Il metaprogetto costituisce l’esito di un percorso di indagine su arte e architettura in Giappone. Indispensabile per formulare l’ipotesi progettuale è stato lo studio di alcuni caratteri dell’architettura giapponese tradizionale e contemporanea, e della tradizione dei giardini giapponesi. Nell’ambito della rifunzionalizzazione dell’edificio è stato trattato il tema della divulgazione e valorizzazione dei Beni Culturali attraverso la proiezione di immagini sui prospetti della Manifattura come sede museale.
L’ipotesi progettuale propone una sede alternativa del MAO (ora presso Palazzo Mazzonis) per rispondere a eventuali esigenze future di ampliamento delle collezioni. La Manifattura di Moncalieri è un’ex fabbrica tessile che si trova in corso Moncalieri 421 a Torino. Fu progettata da Mario Passanti e Paolo Perona negli anni 1951-52 ed è un’opera di grande valore. La scelta di ipotizzare questa destinazione d’uso per la Manifattura nasce da diversi fattori, tra cui il suo disegno modulare ed essenziale che si adatta ai caratteri dell’arte orientale, soprattutto giapponese. Il parco circostante è stato riprogettato con l’inserimento di nuovi percorsi, di tre padiglioni ispirati all’architettura giapponese contemporanea, e di giardini che riprendono la tradizione giapponese. Nel parco sono stati mantenuti il più possibile gli alberi presenti, aggiungendo anche specie vegetali usate nei giardini in Giappone.
La prima parte della tesi tratta i rapporti tra Giappone e Occidente nel rinnovamento artistico di fine Ottocento – inizio Novecento attraverso lo studio dell’Esotismo e soprattutto del Giapponismo. Inoltre si esamina l’influenza dell’arte giapponese nell’Art Nouveau attraverso l’analisi di tre caratteri comuni: la sinuosità della linea, il rapporto con la natura, il rapporto con la figura femminile.
La seconda parte analizza l’architettura giapponese nella tradizione esaminando la concezione dello spazio in Giappone, le caratteristiche e i mutamenti dell’abitazione tradizionale nelle diverse epoche della storia del paese e lo spazio per la cerimonia del tè. Si analizza poi il giardino giapponese nella tradizione attraverso lo studio delle tipologie di giardini, la descrizione di alcuni esempi e degli elementi naturali e architettonici del giardino giapponese. Inoltre si esamina l’architettura giapponese del secondo dopoguerra per comprendere quali caratteri della tradizione sono giunti a noi, in che modo e sotto quali forme. Nella terza parte della tesi è descritta l’ipotesi di riuso della Manifattura di Moncalieri. Nell’ex industria è prevista la collocazione degli spazi espositivi, dei magazzini e degli uffici amministrativi del museo. L’allestimento delle sale riprende quello del MAO, prevedendo un sistema di proiezione di immagini all’interno. I padiglioni nel parco ospitano la sala conferenze, l’aula didattica, il bar, il bookshop e uno spazio coperto per meditare. Per la villa padronale si ipotizza l’uso come foresteria per ricercatori e artisti.
Il tema della divulgazione e valorizzazione dei Beni Culturali è sviluppato attraverso la progettazione di immagini da proiettare sulla facciata ovest della Manifattura di Moncalieri. Alcune hanno come soggetto le opere d’arte del museo, mentre altre il fiore della peonia, pianta molto diffusa in Cina e dai molti significati simbolici. L’idea è immaginare un rapporto tra il fiore reale e la sua rappresentazione in diverse discipline artistiche orientali: compaiono infatti, insieme a fotografie, scene dell’opera teatrale cinese Il Padiglione delle Peonie (Mudan Ting) e riproduzioni di stampe di Hiroshige e Hokusai il cui soggetto è la peonia.
La tesi studia i rapporti tra Giappone e Occidente nell’arte e in architettura, e propone un progetto che risponde a diverse esigenze, come il bisogno di spazio per un museo e il recupero di un edificio dismesso di notevole valore architettonico. L’approfondimento sulle proiezioni risponde alla comunicazione visiva dei Beni Culturali per la loro valorizzazione e divulgazione (media façade).
- Abstract in italiano (PDF, 433kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 326kB - Creative Commons Attribution)
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