I ponti termici: normative e ricadute progettuali
Ilaria Nives Morabito
I ponti termici: normative e ricadute progettuali.
Rel. Orio De Paoli, Giuseppe Ferro. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Prefazione
Negli anni trascorsi all'università, in particolare nelle ore di laboratorio, ho sempre aspirato a progettare fabbricati che, proiettati nel mondo del lavoro, fossero, in parte, risposta alle esigenze che ogni progettista, nel suo studio, si trova ad affrontare tutti i giorni.
Affiancando la pratica alla teoria, non solo tra i banchi universitari ma persino con alcune esperienze lavorative, mi sono resa conto di quanto i dettagli di un edificio, le fasi di progettazione e di costruzione, siano fondamentali per la vita di un fabbricato e quanto possano cambiare la sua durabilità nella storia.
Queste considerazioni mi hanno portato alla decisione di concludere la mia carriera universitaria con un elaborato che affrontasse i problemi che, in questi anni e soprattutto in questo periodo, riempiono d'ostacoli il mondo dell'edilizia.
Girando tra cantieri, studi di architettura ed ingegneria ed analizzando, principalmente, la città di Torino, sono riuscita a captare quali siano il dettagli principali che possono incidere negativamente sui fabbricati che ci circondano e nei quali trascorriamo la nostra vita.
Insieme all'esperienza ed alla professionalità dei Professori Orio de Paoli e Giuseppe Ferro, ho intrapreso un lavoro brevettuale che rappresenta la sintesi di questa lunga ricerca compiuta in questi anni universitari e rappresenta il compendio delle competenze progettuali acquisite.
Introduzione
A fronte di una situazione ambientale generale sempre più preoccupante, il settore edilizio ha il dovere morale e l'interesse economico di ridurre il suo consumo di energia e risorse, che attualmente rappresenta il 40% del totale mondiale. Ad oggi, tuttavia, l'avanguardia architettonica che attira l'attenzione dei media nonostante la sua produzione sia quantitativamente irrilevante, si va racchiudendo artisticamente su se stessa, in un vortice di espressioni formali isteriche dove le problematiche umani ed ambientali restano ignorate o inespresse. Si pone con urgenza la necessità di individuare un modello di sviluppo architettonico che risulti applicabile all'edificio diffuso, ed in particolare al settore residenziale, senza costringere i progettisti da punto di vista formale (cosa che, storicamente, ha decretato il fallimento dei tentativi precedenti). L'intero processo di progettazione deve essere riconsiderato in senso distico ed integrato, valutandone fino dalle prime fasi gli aspetti energetici, costruttivi e manutentivi accanto a quelli, più tradizionali, di tipo contestuale, estetico e strutturale. Si affaccia spontanea, a questo punto, la questione della valutazione oggettiva della prestazione di eco compatibilità, per mezzo di strumenti che garantiscano i committenti e gli utenti rispetto all'effettiva sostenibilità degli edifici, al di là delle dichiarazioni interessate dei progettisti. L'ambizione di questo lavoro, a seguito di un'ampia fase esplorativa sulle questioni energetiche, tecnologiche e pratiche, che abbracciano il mondo edilizio, è di porre l'attenzione sui dettagli costruttivi e sulle scelte dei materiali che vengono utilizzati in cantiere; ma non solo, si è posta l'attenzione sulle fasi di cantiere e sul comportamento che le imprese hanno nei confronti di nuovi materiali, metodologie e nuove tecnologie, che, non sempre, sono di facile comprensione ed utilizzo.
Entrando sempre più a fondo nei particolari di un edificio, si pone come protagonista indiscusso l'involucro, la "frontiera" tra interno ed esterno: in esso innumerevoli dettagli giocano a favore o contro la volontà di progettare un edificio ad alta efficienza energetica.
Relatori
Tipo di pubblicazione
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