La sperimentazione del BIM per rifunzionalizzare il transetto delle OGR
Paolo Marchisio
La sperimentazione del BIM per rifunzionalizzare il transetto delle OGR.
Rel. Michele Bonino, Massimiliano Lo Turco, Giacomo Leone Beccaria. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Costruzione Città, 2012
Abstract
Torino è stata per anni un polo di attrazione per le industrie, sede di moltissimi stabilimenti industriali e officine meccaniche; la città é sempre stata all'avanguardia per quanto riguarda il settore meccanico e automobilistico, basti pensare al numero di carrozzerie che nacquero nella città negli anni dello sviluppo dell'automobile.
Accanto a questo aspetto automobilistico si sviluppa l'industria ferroviaria, Torino era attraversata in superficie, da nord a sud, dalla linea ferroviaria e attorno ad essa si svilupparono molte attività annesse ad essa come ad esempio le Officine Savigliano e le OGR.
In seguito a vari avvenimenti storici, politici ed economici il settore industriale della Città subì una grande crisi costringendo molti stabilimenti industriali e officine meccaniche a chiudere e a restare abbandonati a se stessi.
Torino nel corso degli anni si è espansa ed è diventata sempre più grande, andando ad inglobare al suo interno quelle aree che una volta era di periferia dove sorgevano le industrie ora sono aree centrali della Città; quindi adesso si trova ad affrontare il problema di cosa fare di questi edifici industriali che raccontano la storia della città di Torino, di conseguenza da non eliminare ma, da riutilizzare e da mantenere come ricordo dell'epoca industriale e ricordo di un epoca che dava un'importanza architettonica anche ai fabbricati industriali.
Le OGR occupano una bella fetta del territorio cittadino e si trovano in una zona centrale della città, zona che ha subito una serie di grossi cambiamenti e di miglioramenti, sia dal punto di vista architettonico che dal punto di vista funzionale; l'area circostante attualmente è stata trasformata da parte del Politecnico, attraverso l'ampliamento della sede di Corso Duca che oltre all'edificazione dì una nuova struttura si è occupato del recupero di alcuni edifici legati all'indotto delle OGR.
L'area acquisterà sempre più prestigio, grazie anche alla costruzione del grattacielo della San Paolo e dalla presenza del palazzo di Giustizia, e non è pensabile che un edificio architettonicamente "bello" come le OGR resti utilizzato solo in parte e per eventi temporanei che non valorizzano assolutamente la bellezza della costruzione.
Il nostro progetto, mio e della mia collega Brunetti Mara, si è occupato proprio di dare un valore a questo edificio e un utilizzo nel tempo, senza vincolare troppo un utilizzo diverso nel futuro; abbiamo stabilito alcuni parametri e vincoli a cui sottostare, che hanno dettato le regole di realizzazione del nostro progetto.
L'idea di progetto è di ampliare nuovamente la Cittadella Politecnica, non solo ad attività legate all'architettura e all'ingegneria, ma di guardare un po' altre a questi due campi e di concentrarsi anche su altre forme di arte. Le linee guida che la Fondazione CRT, attualmente l'ultima interessata all'acquisizione delle OGR, ci hanno aiutato a stabilire una serie di funzioni da inserire all'interno del nostro progetto che prevede l'ubicazione di aule e laboratori per attività di arte, architettura, cinema, teatro e musica.
Attorno ad essi abbiamo avuto l'esigenza di inserire tutta una serie di servizi per poter rendere vivibile e utilizzabile la "nuova" struttura che si andava a creare come delle residenze temporanee per artisti e tutto quello che può servire a far rivivere questo bellissimo simbolo dell'era industriale di Torino.
Relatori
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